Il seguente manuale non ha alcuna pretesa di esaurire l'argomento
sulla Programmazione Neuro Linguistica, esso vuole essere un
contributo per tutti coloro che desiderano acquisire e utilizzare
delle semplici tecniche psicologiche per aiutare se stessi a
superare piccoli disagi che talora si presentano lungo l'arco della
vita.
Auguro a tutti quelli che ne faranno uso un buon utilizzo. In caso
di difficoltà, incomprensione, imprecisioni o altro, si prega di
scrivere:
info@draulicinovincenzo.it
Dott. AulicinoVincenzo
Indice:
v
Introduzione
pag. 2
v
capitolo primo
pag. 10
v
capitolo secondo
pag. 20
v
capitolo terzo
pag. 37
v
capitolo quarto
pag. 51
v
capitolo quinto
pag. 63
v
capitolo sesto
pag. 66
v
bibliografia
pag. 71
Introduzione
In questo breve libro intendo volontariamente soffermarmi poco sugli
aspetti teorici di questa tecnologia psicologica che si chiama:
programmazione neuro linguistica. Desidero in particolare
concentrarmi sull’utilizzazione pratica è pragmatica di questa
metodologia.
È mia intenzione insegnare delle semplici tecniche e strategie
psicologiche che possono essere utilizzate da chiunque, anche se non
si hanno conoscenze specifiche sull'argomento, questo sta a
significare da una parte: che vi sono degli esercizi semplici che
possono essere appresi da chiunque ma, dall'altra qualcuno potrebbe
pensare a un eccesso di semplificazione oppure credere addirittura
che non abbia nessuna validità scientifica. Ebbene! Nè l'una, nè
l'altra ipotesi sono vere. Qui voglio presentare degli esercizi
pratici che certamente dovranno essere eseguiti con attenzione e
motivazione, se si vogliono raggiungere obiettivi concreti.
Metodologie e strategie psicologiche facili da utilizzare, (ma
abbastanza complesse da spiegare nei suoi meccanismi), certamente
utili per tutti, adatte, (se usate con intelligenza), a superare
diversi disagi emotivi, di lieve e media entità. Imparare a
rafforzare la propria autostima e diventare consapevoli delle nostre
umane potenzialità, combattere quella paura ingiustificata che si
presenta talvolta in situazioni come: esprimere il proprio pensiero
nei piccoli gruppi oppure risolvere lievi disturbi fisici.
Sono sicuramente delle piccole cose ma, che appartengono alla grande
maggioranza della popolazione d’ogni età e strato sociale.
Quindi questo semplice manuale vuole mettere a disposizione di tutti
una conoscenza pratica essenziale per guidare se stessi.
La programmazione neuro-linguistica non nasce da un sistema teorico
predeterminato ma, questo non significa che non abbia una sua
epistemologia cioè, una radice teorica, nulla nasce per caso.
Talvolta l’osservazione dello scienziato superano troppo il pensiero
corrente da essere tacciati come nemici da combattere, si ricorda
Galileo riabilitato dalla chiesa solo di recente.
La pnl è una psico-tecnologia empirica che ha preso avvio
dall'osservazione e lo studio metodici, in tempo reale, delle
strategie di comunicazione verbale e non verbale che hanno
determinato il successo di personalità distintesi nella loro
attività professionale.
Saper comunicare con pazienti e clienti per migliorarne la
flessibilità psicologica, l'emotività, l'autostima e la competenza
relazionale, aiutarli ad uscire dall’empasse psicologico per
ritornare sulla carreggiata della vita come protagonisti. Apprendere
ad utilizzare la creatività per la ricerca di soluzioni efficaci
nelle varie situazioni della vita e nelle svariate attività umane,
manageriali, di vendita, di cura e tanti altri settori.
Dallo studio di questi professionisti sono state estratte le
strategie linguistiche, metalinguistiche e comportamentali che
utilizzavano in modo naturale e inconscio. L’opera di tradurre e
sezionare in piccoli pezzi per estrarre i fondamenti metodologici
pratici per capirli ed insegnarli ad altri ad apprendere medesime
capacità, abilità d'interazione ed ottenere positivi risultati; E'
stato un grande salto nella comprensione dell'essere umano e delle
sue potenziali capacità psicofisiche, la scatola nera ha una sua
struttura.
L'idea di base è: chiunque è in grado di apprendere può raggiungere
gli stessi obbiettivi attraverso una formazione appropriata. Quindi
se sai come farlo, lo puoi fare!
L'intenzione è quella di presentare alcune tecniche di
programmazione neuro-linguistica facili d'apprendere ed utilizzare
per uso personale. Tecniche pratiche che se applicate con
attenzione, motivazione e costanza, sono utili a chiunque desideri
migliorare se stesso, per aumentare la propria elasticità
psicologica, ampliare la consapevolezza di sé ed imparare a
sviluppare una comunicazione inter-personale, (con gli altri: in
famiglia con il/la partner i figli i genitori, nel lavoro, nella
società), e intra-personale più efficace e positiva, (con sé stessi
o meglio con le nostre parti interne che compongono il nostro
sistema mente-corpo) .
Consapevoli che gli obiettivi sono possibili se rispettano la nostra
realtà personale profonda, la quale coinvolge tutto il nostro essere
come un unico sistema mente-corpo.
Impare a dialogare o meglio a negoziare con tutte le parti del
nostro sistema mente-corpo per cercare quella coesione congruente,
necessaria a raggiungere gli obiettivi prefissati.
Se vi sono parti di noi incongruenti, che remano contro, si ottiene
poco oppure possiamo andare in contro ad un irrigidimento del
sistema tale, da perdere speranze e desideri di cambiamento
positivo.
Ecco allora! l'importanza del dialogo con sé stessi e della
negoziazione con le diverse parti del nostro sistema. Noi siamo una
rete interattiva in cui apparati ed organi sono in costante
relazione, oltre la nostra consapevolezza. Imparare ad ascoltare e
dialogare con le nostre parti è di massima importanza per la
coerenza del nostro sistema mente-corpo.
I disagi, disturbi psicologici e psicosomatici non sono altro che,
il prodotto della de-sincronizzazione del sistema mente corpo. Un
blocco di alcune parti di questa rete interattiva e del suo flusso
relazionale.
Per comprendere concretamente questo concetto di sistema mente-corpo
interattivo, vi chiedo di fare il seguente semplice esercizio:
Es. 1) - Abbiamo un problema fastidioso da qualche giorno di cui non
riusciamo a capirne l'origine, (mi sento più nervoso del solito; ho
un pò d'ansia, delle preoccupazioni sul lavoro ecc..). Ebbene!
troviamo un posto dove possiamo stare con noi stessi per qualche
minuto senza essere interrotti: Respiriamo lentamente senza fatica,
rilassiamoci ed entriamo dentro di noi poi, facciamoci la seguente
domanda:
"la parte di me che conosce la ragione di questo mio stato d'animo
(o problema) è disponibile a farmi conoscere il motivo al livello
razionale?"
A questo punto mettetevi in ascolto, (generalmente il dialogo
interno inizia a fluire), dopo aver ottenuto la risposta affermativa
ringraziate la parte per la sua disponibilità.
Iniziate a dialogare con la parte facendo domande semplici fino a
trovare un comune accordo sul perché, del disagio, e sul da farsi
per una possibile soluzione. Per
qualcuno potrebbe sembrare strano parlare con delle parti di se o
meravigliarsi di possedere parti intelligenti che dialogano.
Inizialmente possiamo trovare un po' di difficoltà ma, con il tempo
impariamo a distinguere meglio il modo di comunicare della nostra
mente profonda, la quale si può esprimere con parole immagini o
sensazioni corporee. Facciamo attenzione ai segnali che riceviamo.
La Programmazione Neuro-Linguistica è una metodologia estratta
dall’osservazione e lo studio della struttura comunicativa:
linguistica e metalinguistica di personalità che hanno avuto
successo nella professionale, in particolare di personaggi come: il
dottor M. H. Erickson medico psichiatra e ipnologo clinico di fama
mondiale, Virginia Satir, iniziatrice della terapia famigliare e
Carl Rogers, fondatore della terapia umanistica. Professionisti che
hanno lavorato nell'ambito della salute mentale.
Lo studio e il modellamento di queste persone di grande sensibilità
e talento ha permesso l'identificazione di una struttura “logica di
base” del modello di comunicazione verbale e non verbale, inconscia
e metaforica utilizzata.
Navigando in internet si trovano tante associazioni e siti che
parlano di Pnl. Si propongono corsi di addestramento e di formazione
per tutte le tasche ed esigenze varie ma, allora perché questo
manuale?
Ebbene! Caro navigatore non è mia intenzione fare di te uno dei
tanti corsisti che ripetono all'infinito lo stesso corso di
addestramento, con l'intento di imitare o inglobare per acquisire le
stesse affascinanti abilità del conduttore, dimenticandoti di essere
te stesso, di avere un tuo specifico modo di apprendere e fare, con
tue proprie esigenze, come si dice in Pnl con una tua caratteristica
mappa del mondo o territorio, che è solo ed esclusivamente tua.
L’apprendimento è un processo di interiorizzazione e
personalizzazione, ciò che apprendi deve diventare tuo, far parte
del tuo sistema. Teoricamente tutti possono fare tutto! in realtà
ognuno ha i suoi limiti, oltre i quali non è saggio andare!
In questo manuale presento un corso che non ha pretese, esso è il
mio mettere a disposizione di tutti le conoscenze ed opportunità che
ognuno dovrà e potrà, a sua volta, armonizzare con il proprio sé
individuale cioè, con la propria personalità e le convinzioni di
base che l'hanno strutturata così come è "qui ed ora" da questo
punto si deve partire guardando avanti, scrollandosi dalle spalle un
passato mai più modificabile, qualunque esso sia stato, può essere
solo storicizzato.
Sono convinto che se c’è qualcosa di utile, che non ha
controindicazioni per nessuno, che può aumentare la consapevolezza
di se stessi, a discapito di nessuno, allora tutti hanno il diritto
di poter conoscere e se lo desiderano di utilizzare per se stessi.
Considero questo mio piccolo manuale, un contributo allo sviluppo
dell'essere umano il quale, (credo), sia ancora all'alba della sua
evoluzione psico-fisica!
Come tutte le cose: maestranze, professioni, arti ecc., la
conoscenza e l'utilizzazione pratica richiedono: motivazione, voglia
di apprendere, determinazione e metodo.
Al dì là di tutte le possibili difficoltà che puoi incontrare
nell'applicarti, ricordati che: ogni tentativo non è mai vano!.
La PNL per imparare a guidare il nostro cervello, per negoziare con
le nostre parti interne e raggiungere obbiettivi concreti e
possibili, per una migliore salute psicofisica, per una maggiore
libertà di scelta ed imparare a utilizzare appieno il proprio
sistema mente - corpo.
Prima d'iniziare il nostro viaggio nella programmazione neuro-
linguistica, leggiamo con piacere una poesia di Costantino Kovafis "
Itaca" una bella metafora della vita e un momento di riflessione,
perché anche questo nostro incontro possa diventare un proficuo e
fertile viaggio.
Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta;
piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà, deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò, che Itaca vuole significare.
[1]
[1]Costantino
Kavafis
nasce ad Alessandria d'Egitto il 29 aprile 1863 da genitori greci
originari di Istanbul.
La sua famiglia, appartenente alla borghesia commerciale, subisce un
tracollo economico nel 1876 e si trasferisce all'estero: prima a
Liverpool, poi a Istanbul. Nel 1892 Costantino, che può già vantare
una discreta fama per le sue attività di pubblicista e poeta, viene
assunto al Ministero dei Lavori Pubblici di Alessandria d'Egitto,
dove rimane, facendo una veloce e redditizia carriera, fino al 1922.
Nel 1897 viaggia a Parigi e nel 1901 ad Atene, dove tornerà anche
nel 1903 e nel 1905. Nei suoi appunti autobiografici si parla di una
precoce omosessualità, talora psicologicamente traumatica. Dal 1919
il poeta viene coinvolto in varie polemiche, sia perché personaggio
illustre e rappresentativo, sia per la violenta diatriba
alessandrina e ateniese che lo vede tra i protagonisti.
Muore il 29 aprile 1933 ad Alessandria, dopo un'operazione alla gola
subita ad Atene l'anno precedente.
Di quest'autore ci rimane un corpus di 154 poesie, pubblicate in
fogli volanti, via via raccolti in fascicoli; la prima edizione in
volume uscì postuma nel 1935. Le sue liriche sono epigrammatiche,
brevi, essenziali attraversate da una sottile venatura ironica e
caratterizzate da una concezione aristocratica della poesia, intesa
come mezzo di nobilitazione e di riscatto dalla miseria umana. La
poesia è spesso canto della memoria e nasce da un passato biografico
e storico (in particolare l'età ellenistico-romana e l'età
bizantina, nelle quali egli sceglie fatti e personaggi in cui
s'incarnano problemi esistenziali
Capitolo primo:
I nostri sensi nella programmazione neuro linguistica
In che modo gli esseri di questo nostro mondo terreno, animali e
umani imparano a conoscere l'ambiente che li circonda?
Talvolta simili domande sembrano davvero aver poco senso
e inutili, in
quanto ovvie si considerano le risposte. Eppure! non sempre ciò che
è palese viene compreso e afferrato da tutti.
Quante volte c’è accaduto di "arrampicarci sugli specchi" alla
ricerca di una soluzione che era a portata di mano?
Se
volgiamo lo sguardo dentro di noi,
nelle nostre passate esperienze, ci accorgiamo subito
che quanto stiamo affermando è vero; Un attimo dopo essere
immersi nella nostra memoria
emergono fatti e situazioni del nostro passato completamente
dimenticati e forse
anche imbarazzanti che ci appartengono.
Ebbene, tutti gli esseri del pianeta terra imparano a conoscere il
mondo attraverso le porte della percezione. Queste entrate sono i
nostri cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto che, in
programmazione neuro linguistica, giustamente, prendono il nome di:
sistemi rappresentazionali in quanto proiettano: dalla realtà
esterna verso l’interno, attraverso il sistema nervoso fino a
raggiungere il nostro terminale più importante che è il nostro
cervello; il quale ha
il compito di decodificare gli input cioè, le forme e i colori,
suoni e rumori, le superfici lisce o ruvide, gli odori e fetori
vari, il dolce, il
salato, l’acro e l’acido.
I cinque sensi sono gli unici canali (o strumenti) che il nostro
sistema mente-corpo possiede per conoscere ed interpretare il mondo,
per dare un senso alla nostra esperienza della vita.
Quello che i nostri sistemi rappresentazionali portano
all’attenzione della mente, viene assimilato è utilizzato per
costruire e modellare, una nostra personale mappa di riferimento, la
quale sarà adoperata per processare e decodificare la realtà.
Da questa importante funzione neurologica probabilmente nasce il
concetto di Programmazione Neuro-Linguistica. Nel paragrafo
seguente analizziamo nei suoi particolari l’acronimo pnl.
Cosa significa programmazione neuro- linguistica (PNL)?
P = programmazione;
La programmazione: è quella attività di lavoro del sistema
neurologico di elaborazione che avviene nella mente nell’individuo
dal momento in cui riceve una informazione da uno o più sistemi
rappresentazionali che, come già abbiamo accennato sono: i nostri
cinque sensi.
Tutto quello che viene percepito dai nostri sensi viene elaborato
del nostro cervello, il quale adatterà quanto percepito dai nostri
sistemi rappresentazionali filtrandolo e adattandolo in funzione
della nostra individualità e personalità specifica, nel "qui ed
ora".
Conseguentemente, il programma comportamentale di ciascuno, (come
siamo ora, cosa pensiamo ed il nostro modo di agire nelle diverse
circostanze della vita, non è
altro che il risultato delle nostre percezioni e ri-adattamenti
della realtà oggettiva e soggettiva assimilata.
Con l’espressione “realtà oggettiva e soggettiva” si vuol
specificare e spiegare al lettore, che il nostro cervello non
categorizza la
differenza tra: Un’esperienza della vita reale con quella
immaginaria; cioè: la visione di un film emotivamente coinvolgente è
un’esperienza che assume altrettanto valore ad una situazione simile
vissuta nel reale. La lettura di un romanzo che ci affascina,
un’emozione vissuta con persone importati, tante altre emozioni
vissute, sono tutte esperienze che facciamo con il nostro essere
psicofisico. Esperienze oggettive o soggettive che siano,
appartengono alle reali acquisizioni esperienziali che forgiano la
nostra personalità.
Pertanto, la struttura psicologica della persona, la personalità
dell’individuo nella sua complessità è il risultato della
elaborazione dell’esperienze di quella volontaria reale ma, anche
involontaria immaginaria, costruita nel suo cervello, nel suo
dialogo interno.
Il bambino che gioca, non solo: ripete gesti e parole acquisite nel
suo ambiente di vita, (aspetto essenziale per lo sviluppo
dell’apprendimento), egli prova molte varianti al gioco originale,
costruendo una realtà immaginaria nuova e creativa che ha lo stesso
valore esperienziale.
N= neurologico;
L’ esperienza che facciamo ogni giorno quello che vediamo, sentiamo,
percepiamo con il tatto, comprese le varie e continue sensazioni
interne, neurovegetative, quello che odoriamo e gustiamo quindi,
tutto ciò che passa attraverso i cinque sensi: la vista, l’udito, la
cenestesi, l’olfatto e il gusto.
E’ filtrata ed elaborata dal nostro sistema nervoso.
Con la percezione della realtà oggettiva e soggettiva che acquisiamo
attraverso questi canali rappresentazionali e l'attività di
filtraggio che il nostro cervello attua attraverso tre funzioni
essenziali, che possono apparire un limite, ma esse svolgono
l’importante funzione di protezione dal sopracarico mantenendo
integro l’equilibrio psichico.
Le tre funzioni importanti sono:
- la generalizzazione;
che è il processo attraverso il quale un elemento del nostro modello
del mondo giunge a rappresentare un’intera categoria.
Certamente come in tutte le situazioni ed esperienze che ci troviamo
a fare nella vita la generalizzazione ha aspetti positivi e
negativi:
una generalizzazione che ha una funzione positiva è ed
esempio: un bambino che si scotta toccando il fuoco di un
fornello o di un camino a legna, generalizzerà che: a toccare il
fuoco ci si brucia! ciò viene inserito in quelle esperienze che è
meglio non ripetere.
Ma vi possono essere delle
generalizzazioni che hanno certamente un aspetto negativo, ed in
questo caso devono essere ristrutturate in quanto possono causare
situazioni molto spiacevoli nella vita delle persone; qui possiamo
fare l'esempio di: una donna che ha avuto diverse relazioni
sentimentali fallite perché non capita e apprezzata, sviluppare una
generalizzazione
sull'incapacità degli uomini di amare ed altro. Con il risultato
ultimo di rifiutare qualsiasi tipo di avances: perché gli uomini non
sanno amare.
- La
cancellazione;
in cui viene prestata
l’attenzione ad alcune dimensioni della nostra esperienza e se ne
escludono altre. Quindi la cancellazione ha luogo quando restiamo
attenzione a certe porzioni della nostra esperienza trascurando le
altre, un meccanismo che facciamo in modo naturale è automatico.
Come ad esempio l'attenzione selettiva verso una voce di un amico,
durante una conversazione, in un ambiente affollato. In questo caso
si tende a cancellare il rumore e il vociare della folla.
- La deformazione;
che è la trasformazione in modo diverso, dai rapporti che si presume
debbano rappresentare.
La capacità di deformazione è una qualità che abbonda in tutte le
persone creative. Bisogna deformare la realtà per riuscire a creare
qualcosa di nuovo. Tuttavia, abbiamo anche la tendenza a distorce la
realtà che ci può causare diversi disagi.
Possiamo fare l'esempio di una coppia che litiga, il tentativo di
uno di fare pace viene distorto dall'altro che mantiene il rancore.
Ad opera del sistema neurologico, costruiamo un personale e
particolare unico mondo interno cioè, una mappa di riferimento che
utilizziamo costantemente e sulla quale modelliamo il nostro
comportamento, il pensiero, le convinzioni e i valori che ci
accompagneranno lungo tutto l'arco della vita.
Possiamo tranquillamente affermare che questo processo di scrematura
da parte del nostro sistema neurologico, ha inizio nel grembo
materno, qui il feto reagisce al suono della voce della madre e ai
suoi stati d’animo. Ma egli reagisce anche ad altri suoni e rumori
dell’ambiente circostante.
L - linguistica;
Il linguaggio: è l’espressione personale della nostra percezione
soggettiva. Ciascuno di noi utilizza una modalità verbale
caratteristica per esprimere le proprie esperienze, il pensiero e le
emozioni.
Ottenute le informazioni si attua un processo interno, (nel proprio
sistema mente-corpo), di riadattamento di tutto quello che si è
percepito.
Il prodotto di questa elaborazione è la formazione di
rappresentazioni mentali personali che esprimiamo con il nostro
particolare linguaggio.
Le rappresentazioni mentali influenzano i nostri valori e le
convinzioni che abbiamo, formando in ognuno una condizione
psicologica interna strutturata da emozioni, sentimenti e sensazioni
unici
I sensi sono i canali d’entrata di tutte le informazioni che
raggiungono e strutturano l’essere uomo, la sua struttura
psicofisica oggettiva e soggettiva sin dalle prime fasi della vita.
Un sistema dinamico di: “entrata – elaborazione – uscita”, che
costituisce la nostra attuale personalità specifica “qui ed ora”
Per raccogliere decodificare le informazioni e costruire la propria
mappa ci si serve delle cinque funzioni: osservare, ascoltare,
toccare, odorare e gustare.
Anche se ognuno di noi, utilizza tutte le modalità sensoriali a sua
disposizione, ogni persona ne utilizza in modo preferenziale uno.
Quindi abbiamo delle persone che prediligono il sistema visivo, esse
si esprimono usando una verbalizzazione con aggettivi, sostantivi e
verbi che richiamano le immagini come: guardare, chiaramente,
colorato ecc..;
Mentre quelle che prediligono il sistema auditivo si esprimono
tramite una verbalizzazione con verbi, avverbi e aggettivi che
richiamano la funzione auditiva
come: ascoltare con attenzione quello che dici, tonalità, timbro,
suono.
Coloro che si esprimono in modo cinestesico, fanno uso di una
verbalizzazione con aggettivi, verbi ed avverbi che richiamano il
sistema cinestesico sia nel senso del tatto: duro, duttile, fragile
ecc, che sensazioni corporee interne ( ho la sensazione che...).
La PNL ha individuato vari indizi fisiologici utili per comprendere
quale è il sistema sensoriale principale della persona con cui
stiamo relazionando, questo è importante in quanto ci permette di
sintonizzarci con l’interlocutore e formare quel giusto grado di
empatia per una relazione efficace e sana.
Mentre dialoghiamo i nostri occhi compiono spontanei movimenti di
tipo orizzontale e verticale, ad ogni movimento vi è associata una
modalità di utilizzo dei sensi.
La ricerca in neurofisiologia ha verificato che, a seconda del modo
sensoriale presente in una persona in un dato istante, il movimento
oculare risulta essere corrispondente; ad es. se un soggetto ricorda
alcune immagini del proprio vissuto (sistema visivo) gli occhi
tendono a muoversi in alto, se invece ricorda alcune parole dette da
qualcuno (sistema auditivo) gli occhi si muovono orizzontalmente di
lato ed infine, se accede alle proprie emozioni (sistema
cenestesico) gli occhi tendono a dirigersi verso il basso.
La fisiologia
Apprendiamo e memorizziamo in questo paragrafo specificamente il
significato dei vari movimenti oculari ciò, è importante per mettere
in pratica in diversi
esercizi che faremo in seguito.
Queste indicazioni sono valide per le persone che utilizzano la mano
destra (dx) mentre, deve essere invertito per i mancini cioè, che
utilizzano la mano sinistra (sx).
- Visivo costruito = V.C. Occhi
rivolti in alto a destra;
Rappresenta che la persona usa
un modo di ricerca collegato esclusivamente alla propria
immaginazione.
Il soggetto costruisce delle immagini inedite utilizzando la propria
creatività.
- Visivo ricordato = V. R. Occhi rivolti in alto a sinistra;
Rappresenta che la persona usa la ricerca di ricordi legati ad
immagini già viste, legate ad avvenimenti vissuti, luoghi, film ecc.
- Auditivo costruito = A. C. Occhi orizzontalmente rivolti di lato a
destra; Il soggetto costruisce creativamente tutto ciò che
appartiene all’ambiente sonoro, compreso il ragionamento, che
prevede l’analisi di concetti verbali.
- Auditivo ricordato = A. R. Occhi orizzontalmente rivolti di lato a
sinistra; Rappresenta la ricerca di ricordi legati a parole, suoni
sentiti e ad avvenimenti vissuti.
- Cenestesico = C e/o K. Occhi rivolti in basso a destra;
La mente si rivolge ai canali sensoriali che specificamente
riguardano le sensazioni, cercando di portare alla memoria ricordi
di questa natura.
- Dialogo interiore = D. Occhi rivolti in basso a sinistra (interno,
digitale); Il soggetto parla a se stesso.
Ogni sistema ha una modalità interna ed esterna
Visivo Esterno; osservazione della realtà.
Visivo Interno; visualizzazione e creazione di immagini interiori.
Auditivo Esterno; ascolto di suoni e rumori della realtà.
Auditivo Interno: si creano suoni e discorsi interni
Cenestesico / kinestesico Esterno; sensazioni tattili: contatto con
gli ambienti, oggetti, vestiti ecc.
Cenestesico /Kinestesico Interno: sensazioni ricordate, emozioni,
rapporto con il proprio corpo, sensazioni neurovegetative.
Nel cenestesico vengono accorpati anche il gusto e l’olfatto che,
come vedremo più avanti, hanno una grande importanza nel richiamare
momenti particolari del proprio vissuto.
Lo schema che segue è una sintesi degli indizi di accesso per la
persona “normalmente organizzata”che utilizza di preferenza la mano
destra.
NB. Per le persone mancine, che utilizzano di preferenza la mano
sinistra lo schema deve essere invertito
Schema

Legenda
Vc= Immagini visive costruite.
Vr =Immagini ricordate o eidetiche
NB. L’accesso alle immagini visive può essere indicato anche dallo
sguardo immobile e fuori fuoco.
Ac = Suoni o parole costruiti auditivamente.
Ar = Suoni o parole ricordati auditivamente
C = Sensazioni cenestesiche, anche odorato e gusto.
A = suoni o parole percepiti auditivamente, il dialogo interno.
Più avanti nel prosieguo di questo corso parlerò di altre modalità
da utilizzare per comprendere il modo di esprimersi del nostro
interlocutore. La capacità di capire l’altro cioè, il suo modo di
comunicare ci permette di sintonizzarci con lui, (utilizzando il
medesimo sistema rappresentazione), per dare corpo ad una
comunicazione soddisfacente e sana. Quanto detto è estremamente
importante per alcune professioni: insegnanti, medici e paramedici
ecc. ma, altrettanto valida per l’uomo comune.
Tornando all’argomento di questo capitolo, facciamo ora qualche
semplice esercizio, questo ci è utile per verificare sul campo se
quanto abbiamo detto fin'ora corrisponde al vero.
Perdonatemi! Ma desidero sottolineare l’importanza di fare
gli esercizi proposti, vi sono persone che si avvicinano e comprano
un manuale, (che è uno strumento pratico cioè da utilizzare), con
tutte le buone intenzioni ma, poi si perdono tra le parole senza mai
provare l’emozione pratica di agire.
Quando siamo con amici o parenti cogliamo l’occasione per
esercitarci coinvolgiamoli come in un gioco.
Facciamo attenzione nel corso di questa situazione di gioco o in una
normale conversazione, ai movimenti degli occhi del nostro
interlocutore, ascoltate i tempi dei verbi, degli avverbi e degli
aggettivi, che utilizza più frequentemente durante l’eloquio,
insomma del suo modo di esprimersi in generale. Se fa uso delle
immagini, dei suoni o delle sensazioni tattili o propriocettive cioè
sensazioni interne.
Fate domande semplici ad allo scopo di comprenderne il canale
rappresentazionale preferenziale ad es: descrivi una città che ti ha
affascinato. Parlami del tuo viaggio preferito. A queste domande
generiche, se abbiamo dubbi, ne facciamo qualcuna più diretta ad
esempio sul sistema rappresentazionale visivo es: descrivi il colore
degli occhi della persona per te più cara o qualsiasi altro aspetto
che possa richiamare il sistema visivo del vostro interlocutore.
Fate
lo stesso, per richiamare il sistema auditivo es: quali sono le
prime note della tua canzone preferita? La voce di una persona cara.
Continuate con la modalità cenestesica es: come ti senti quando sei
seduto sulla tua poltrona preferita? ecc...
Non dimentichiamo di fare qualche domanda sull' olfatto e il gusto
che sono due sensi molto importanti e raffinati e molto potenti nel
richiamare situazioni ed esperienze.
Cerchiamo di esercitarci tranquillamente, con gli amici o parenti,
piccoli gruppi senza paura di sbagliare, ricordatevi che l’impegno
promuove è dà validi frutti.
Capitolo secondo:
come possiamo utilizzare i nostri sensi?
Avere degli strumenti sofisticati, quali sono i nostri sistemi
rappresentazionali ha poco
significato o importanza
se poi non sappiamo come possiamo servircene. Ebbene! In
questa parte del nostro piccolo manuale impariamo a conoscere e
usare i nostri sensi.
Se desideriamo migliorare ed ampliare la nostra consapevolezza ed
acquisire una maggiore elasticità psicologica. Raggiungere una
maggiore competenza relazionale e imparare a relazionarsi con le
diverse personalità e individualità. Dobbiamo essere in grado di
maneggiare con dovizia gli strumenti di cui la natura ci ha dotati,
che abbiamo a disposizione, senza doverli andare a cercare altrove.
Strumenti che non dobbiamo acquistare al supermercato o in qualche
laboratorio scientifico perché sono già in nostro possesso.
Apprendere consapevolmente la funzionalità e potenzialità dei nostri
cinque sensi ci permette di raggiungere gli obbiettivi propostici
nel manuale, questo vuol significare che: dobbiamo
prendere coscienza ed imparare a servircene in modo
appropriato e positivo, ciò agevola la nostra competenza rendendo
trasparenti i nostri rapporti sociali, le nostre relazioni familiari
e amicali,
permettendoci una maggiore libertà di scelta ed ampliare la
coscienza di essere nel mondo.
Dobbiamo essere noi a guidare la locomotiva del nostro treno e
mantenerne saldi i vagoni, questo è il
paradosso o meglio è la
contraddizione della struttura psicologica degli esseri umani.
Proprio così! il nostro cervello ha bisogno di essere guidato, ma
per fare questo dobbiamo avere una mappa di riferimento per sapere
dove andare, avere degli obiettivi possibili da raggiungere;
Se lasciamo che il nostro
cervello vaghi liberamente senza una direzione, un obbiettivo, un
percorso sensato e fattibile, come un’anima in pena senza guida né
obiettivi da raggiungere. Tende immancabilmente ad inciampare su
quelle immagini, quei suoni e quelle sensazioni deprimenti e
negative che, non riusciamo mai a dimenticare e che nei momenti di
crisi o difficoltà ci ri-appaiono immancabilmente nella mente.
Allora! Il vissuto drammatico, traumatico e doloroso del
nostro passato: diventa presente, costante e pressante
scavando il fossato del futuro nella ri-edizione del passato, che
non potrà mai cambiare.
L’esperienza professionale trentennale m’ha
fatto notare: quando la persona si blocca ed è incapace di
prendere decisioni, anche semplici, che potrebbero sbloccarne la
situazione di crisi, procrastina
nel tempo il dà farsi. La sua struttura psicologica inconscia che io
chiamo la sua mente profonda e saggia, che tutti possediamo, nel
tentativo di superare l'impasse, il blocco psicologico, mette in
atto un processo di costruzione di immagini, parole e sensazioni
capace di dare corpo ad un disagio psichico che può variare da lieve
a complesso. E’ il tentativo di richiamare alla mente razionale “il
darsi da fare”, ma se anche questo non smuove una ricerca interiore
di cambiamento, il disagio può nel tempo, esprimersi nella
psicopatologia.
Questo comportamento, a mio avviso, ha soprattutto l’obiettivo di
scuoterci dallo stato di torpore o inettitudine mentale. Cosa ci può
destare più delle nostre interiori immagini, parole e sensazioni,
deprimenti?
Il cervello non sopporta il nulla, non si può fermare! Egli deve
sapere dove andare e allora produce salute e
creatività nel
raggiungimento dello scopo e da corpo a una vita dinamica.
Quanto detto sopra non è pura fantasia ciò, certamente richiede un
atteggiamento o aspettativa positiva e un’umile considerazione di sé
stessi e dei propri limiti, la
cosa che dobbiamo tenere sempre presente è che bisogna essere
disponibili alla costante negoziazione e programmazione con il
nostro sistema mente-corpo. Una visione olistica del corpo e della
mente come un'unica struttura che interagisce costantemente, capace
di prodigi come le guarigioni inspiegabili.
Entriamo ora nel vivo del nostro corso che come abbiamo già
accennato, esso è composto in particolare da esercizi pratici,
d'altronde non vi è altro modo per apprendere l'arte del
cambiamento. Imparare a conoscere e utilizzare i nostri sensi ci fa
migliorare ed ampliare la nostra consapevolezza, ci dà la
possibilità di acquisire una maggiore elasticità psicologica e
relazionale.
Allora impariamo ora, uno per volta, a conoscere e usare i nostri
cinque sensi: vista, udito, cinestesi, olfatto e gusto.
Iniziamo col prendere in considerazione il sistema visivo:
Sono molte le persone convinte e che affermano con convinzione di
non avere immagini nel loro cervello oppure di non essere capaci di
costruire immagini; ebbene! Che sia una distratta convinzione oppure
una palese realtà, se mi seguite e fate i normali esercizi che vi
propongo, sicuramente sarete più competenti. Ora vi insegno come
fare a costruire immagini nuove
e richiamare quelle che albergano nella nostra mente.
E’ importante, prima di attivarci allo studio e all’apprendimento
dei diversi esercizi, rassicurarsi di poter stare tranquilli senza
distrazioni di sorta, quindi scegliete accuratamente i momenti di
privacy assoluta.
Possiamo stare tranquillamente a casa oppure approfittare di fare
questo esercizio all’aperto e dopo aver trovato un luogo tranquillo,
liberiamoci dalle preoccupazioni e concentriamoci su ciò che
desideriamo apprendere, spendiamo un po’ di tempo per noi stessi,
questa frase ha delle implicazioni importanti, per molte persone: il
dedicare del tempo a se stessi, può apparire quasi egoistico in
particolare per coloro che hanno figli, moglie o marito.
Ma in realtà il tempo che si dedica per migliorare se stessi, si
traduce in una maggiore conoscenza delle proprie possibilità, con
maggiori attenzioni verso le persone che ci sono più vicine,
incrementando le capacità di relazionarsi di quanti sono coinvolti.
Gli esercizi di visualizzazione si
suddividono in Vr e Vc
(occhi rivolti in alto a sinistra r = ricordato o rammemorato, occhi
rivolti in altro a destra c = costruito)
1) - visivo ricordato = VR)
Iniziamo ad addestrare il sistema visivo che è il più utilizzato in
assoluto dalla maggioranza delle persone. Incominciamo con degli
esercizi semplici, utilizzando oggetti di uso comune e giornaliero;
oggetti che abbiamo in casa o
piccoli oggetti personali che siamo sicuri di conoscere. Non
diamo niente per assodato e risvegliamo la nostra curiosità.
Facciamo o immedesimiamoci, come
i bambini, quando vedono oggetti nuovi e attraenti.
Dopo aver scelto l’oggetto, guardiamolo con attenzione, prima nel
suo insieme, poi nei suoi particolari; Poniamo la nostra attenzione
visiva sui particolari, (esempio: l’oggetto è di colore rosso,
attenzione! tutti i colori hanno sfumature .., la sua forma è
triangolare, quadrata, ecc …, la grandezza …, la consistenza ecc..),
analizziamo con attenzione tutto per il tempo sufficiente da poter
imprimere nella nostra mente, l’immagine dell’oggetto prescelto con
le sue caratteristiche per inserirlo nella nostra memoria visiva.
Quando siamo sicuri di averlo impresso nella nostra memoria facciamo
subito una verifica,
chiudiamo gli occhi e cerchiamo di richiamarlo e ricostruirlo, nei
suoi specifici particolari, nella nostra mente visiva così come lo
abbiamo visto nella realtà.
Ripetiamo l’esercizio fin quando la visualizzazione dell’oggetto
della nostra attenzione è facile da richiamare ed è ben ricostruita
nei sui particolari nella nostra mente.
Quando siamo certi di riuscire a richiamare l’immagine senza sforzi,
possiamo passare a una visualizzazione più complessa es. possiamo
visualizzare la nostra casa con le sue stanze, l’arredamento. Una
via della nostra città dove si svolge lo shopping, una piazza che
conosciamo bene con i suoi monumenti, il viso di persone care, degli
amici ecc.
Ripetiamo questo esercizio varie volte per almeno tre o quattro
giorni; ciò è importante per richiamare la funzione visiva –
ricordata.
Qualcuno nel fare questo esercizio può scoprire particolari mai
notati prima dell’ambiente o degli oggetti presi in considerazione,
nonostante siano sempre stati sotto i propri occhi.
Non c’è da meravigliarsi accade a tutti! Certamente vi sono delle
persone che non hanno difficoltà a fare l'esercizio in quanto
utilizzano già spontaneamente il sistema visivo come primario,
comunque consiglio anche a loro di provare.
Quando siamo certi di essere diventati padroni della prima parte
dell’esercizio procediamo con la seconda parte.
2) – visivo costruito = VC )
Addestriamoci ora, alla costruzione di immagini visive mai viste,
entriamo in questa parte nella vera immaginazione, nella fase della
creatività umana. Quando si parla di creatività tutti pensiamo agli
artisti come gli unici possessori privilegiati di questa dote
naturale. In realtà tutti siamo in qualche modo creativi ciò accade
più di quanto noi pensiamo ad esempio: a chiunque è capitato di
arrovellarsi il cervello per diverso tempo oppure qualche giorno,
nella soluzione di uno specifico problema, senza riuscire a trovare
la soluzione e nel momento in cui decidiamo di non pensarci più,
immancabilmente, dopo un po' di tempo riusciamo a trovare una
soluzione adeguata, la nostra mente profonda, spontaneamente ha
messo in atto una ricerca trans derivazionale da farci raggiungere
l’obiettivo. Stiamo parlando di semplici problemi sia pratici che
teorici facendo riferimento all'uomo comune ma, anche nel campo
della scienza molte delle scoperte sono dovute alla creatività dello
scienziato la quale si attiva nel momento in cui riesce a fare
qualche passo indietro e cambiare prospettiva. Probabilmente quello
che blocca la creatività è l'atteggiamento rigido dei nostri schemi
mentali col quale affrontiamo i vari problemi che desideriamo
risolvere.
Ma torniamo al nostro corso, in questo caso per facilitarci
nell'esercizio per il
compito utilizziamo la strategia di usare ciò che già conosciamo
cioè, quello che abbiamo appena imparato per raggiungere la buona
riuscita.
Le immagini reali che nella prima parte dell'esercizio abbiamo
attentamente analizzato, (scoprendo nuovi particolari), e richiamato
alla memoria più volte. Ora le possiamo riutilizzare in modo nuovo e
creativo trasformandole con la nostra immaginazione.
Sempre, iniziando dagli oggetti più piccoli e semplici per passare a
quelli più grandi e complessi.
Facciamo un esempio: se nella prima parte dell’esercizio abbiamo
guardato una fresca rosa rossa con tutti i suoi particolari, abbiamo
visto la forma dei suoi petali e il colore rosso con le diverse e
caratteristiche sfumature, la forma dei petali e tante altre
variazioni che ognuno può aggiungere a seconda della sua capacità di
attenzione.
Richiamiamo nella nostra memoria la stessa immagine di quella rosa
rossa.... e quando l’immagine è soddisfacente, ben visibile nella
nostra mente iniziamo a giocare con la nostra creatività
cambiandone: il colore...., la dimensione...., la posizione
spaziale...., ecc.. es:
e allora! La bella rosa di colore rosso nella nostra immagine può, a
nostro piacere, diventare marrone chiaro o scuro, può cambiare
forma, avere uno stelo blu con foglie gialle, possiamo renderla
opaca, trasparente, ingrandirla, farla ruotare nello spazio,
capovolgerla.
Cosa non si può fare con l'immaginazione? Siamo entrati nel mondo
della creatività, delle immagini costruite con la nostra mente e
possiamo verificare anche che sono completamente nuove perché non ci
sono in natura rose che hanno lo stelo blu e delle foglie giallo
canarino. Certamente questo accade se riusciamo a rompere gli argini
che contengono le nostre rigidità cioè, la convinzione di non
riuscire, dobbiamo entrare nella convinzione che gli esseri umani
posseggono tutti le stesse qualità potenziali.
Così, come abbiamo fatto con la rosa possiamo e dobbiamo fare con
tutte le immagini che abbiamo utilizzato nella prima parte
dell’esercizio.
Sbizzarriamoci come desideriamo, divertiamoci e ripetiamo questo
esercizio più volte, per due o tre giorni.
La persona che utilizza in modo prevalente il sistema visivo sarà
sicuramente agevolata nell’eseguire questo esercizio, perché è già
un individuo che utilizza normalmente il sistema rappresentazionale
visivo, è per lui naturale. Comunque gli altri non si scoraggino,
l’impegno paga sempre. E’ chi la dura la vince!
Ogni cosa deve avere un senso logico, un obbiettivo concreto,
contrariamente a ciò si perde la motivazione, la passione si
attenua, le difficoltà si accentuano è non si ha più alcuna voglia
di apprendere, tutto ci sembra troppo arduo per noi, iniziamo a
pensare di non essere all’altezza.
Motivazione e apprendimento sono interconnessi, mantengono la
memoria attiva e sollecitano la nostra curiosità.
Raccomando vivamente di fare gli stessi esercizi insieme ad altre
persone: una, due, un piccolo gruppo di amici. Se si è soli si
perdono la voglia e la motivazione, si tende a rimandare a domani,
ci si annoia.
Stare e fare con altre persone, ci mette in condizione di
relazionare, confrontarci, correggerci vicendevolmente, di
divertirci, verificare e capire come l’altro processa il mondo. Ci
aiuta a comprendere che ciascuno ha una sua caratteristica mappa di
riferimento ed è per questo! che molte volte non comprendiamo il
linguaggio dell’altro o non siamo compresi.
Affermare che tutti noi siamo diversi è un conto, verificarlo è un
altro. Certamente è più entusiasmante fare l‘esperienza diretta
insieme agli altri, si imparano molte più cose.
Gli esercizi auditivi si suddividono anch’essi in Ar e Ac
(occhi allineati a sinistra r = ricordato o rammemorato, occhi
allineati a destra c = costruito)
1)
– auditivo ricordato = AR)
Dopo aver utilizzato e preso confidenza con il sistema
rappresentazionale visivo ricordato e costruito prendiamo ora
confidenza con il sistema rappresentazionale auditivo.
Ma come è nostro modo di procedere, per facilitarci l’apprendimento
continuiamo ad utilizzare cose che già conosciamo. Integriamo
quindi, alle immagini reali
che abbiamo utilizzato nei due esercizi fatti con il sistema visivo,
il suono reale.
Ad esempio: Se nell’esercizio sulla visualizzazione abbiamo percorso
una piazza per noi nota, un centro commerciale che frequentiamo
spesso, il corso del paese quando c'è la passeggiata serale, oppure
in un momento di shopping nei periodi di festa. Possiamo tornare,
con la nostra mente sullo stesso luogo facendo attenzione questa
volta di abbinare alle immagini, suoni e rumori che ci hanno tratto
l'attenzione. Altro esempio: il mercato settimanale o quello rionale
della nostra città; vediamo certamente immagini ma, sentiamo voci,
toni e accenti vari.
Possiamo anche qui iniziare ad addestrare il nostro sistema auditivo
con suoni e rumori semplici:
una porta che sbatte, l’acqua che scorre mentre facciamo la doccia,
la centrifuga di una lavatrice eccetera.
Es. Possiamo, ascoltando un brano musicale, apprezzarne l’armonia
del suono nel suo insieme, poi man mano volgiamo la nostra
attenzione ai diversi strumenti musicali, ai suoni nei particolari.
Cercando di distinguere i vari strumenti musicali. La nostra musica
è classica, romantica, pop, jazz, il suono é ritmico, lento,
allegro.
Prendiamo l’immagine e la voce di persone care, degli amici ecc…
A qualsiasi cosa si abbia deciso di porgere la nostra attenzione,
facciamo tutto questo nella nostra mente per un tempo sufficiente da
imprimerlo nella memoria auditiva.
Chiudiamo ora gli occhi e cerchiamo di ricostruire nella nostra
mente auditiva tutto quello che abbiamo imparato, facciamo
l'esercizio per almeno 3/4 giorni.
Con questo esercizio abbiamo imparato ad
unire il sistema visivo con quello
auditivo una importante, abbiamo dato forma a una importante
sinergia, davvero utile capace di facilitare l’apprendimento in
tempi brevi e rapidi.
L'abbinamento dei due sistemi, visivo e auditivo, è molto importante
perché facilita il richiamo alla memoria, ricordare nomi, date e
parole, località.
Facilita in modo particolare lo studio e l’apprendimento delle
lingue come l’inglese che si scrive in un modo e si pronuncia in un
altro, (in
questi paesi è molto importante imparare a lo spelling di molte
parole).
Infatti il ricordo è facilitato nelle persone che utilizzano
spontaneamente la strategia di associare il suono del nome
all'immagine dell’oggetto o soggetto.
Nelle persone che non fanno questo abbinamento molto spesso accade
che ricordano l'immagine della persona, ma non il nome oppure al
contrario.
Altro aspetto importante di questo abbinamento visivo auditivo, lo
ritroviamo negli studenti che hanno un ottimo profitto scolastico e
che presentano una grande facilità di apprendimento. Tutto questo
non perché siano meglio degli altri ma, perché utilizzano una
strategia migliore per l'apprendimento.
Sicuramente se gli insegnanti di ogni ordine e grado, avessero delle
conoscenze di programmazione neuro linguistica potrebbero aiutare i
loro studenti a raggiungere un apprendimento adeguato, a cambiare la
loro convinzione di essere inadeguati alla scuola eccetera, con
maggiori soddisfazioni per tutti, istituzione scolastica, studenti e
famiglie.
Ripetiamo l’esercizio fin quando siamo certi di poterlo fare con
poco sforzo lo possiamo fare in diversi luoghi e in qualsiasi
ambiente.
Facciamo tutto questo varie volte per almeno tre o quattro giorni;
ciò è importante per richiamare la funzione visivo-auditiva -
ricordata.
Ebbene! abbiamo imparato ad unire immagini e suoni della realtà.
2° parte - auditivo costruito = AC)
Ora le immagini e il suoni reali che abbiamo utilizzato nella prima
parte di questo esercizio ci sono utilissime per esercitarci nella
funzione visivo-auditiva - costruita.
Come nell’esercizio sulla visualizzazione, ora utilizziamo la realtà
visivo-auditiva ricordata o
rammemorata, della prima parte, trasformandola lentamente con la
nostra capacità creativa, divertendoci quanto desideriamo.
Iniziamo sempre dalle cose più semplici, che sappiamo già
maneggiare! utilizziamo tutte le nostre capacità creative partendo
dagli esempi che abbiamo fatto. Come abbiamo ricordato sopra la
creatività non ha limiti quindi, non preoccupatevi se le immagini e
i suoni non appartengono alla realtà, basta che vi ricordiate uno
dei tanti film di Walt Disney in cui possiamo vedere scope che
ballano, fiori che cantano e tante altre immagini che incantano i
bambini e gli adulti di ogni età.
Ma, facciamo un esempio:
Possiamo visualizzare una persona che conosciamo sentirne il suo
normale tono di voce poi, proviamo a cambiarne il tono. Possiamo
aumentarne il volume e il ritmo dell’eloquio, se è una donna
proviamo a sentire, che effetto ci fa facendola parlare con un tono
di voce maschile molto profondo e con ritmo lento, oppure con voce
stridula veloce ancora, con
voce soave, calda eccetera.
Ma questo è solo un esempio fra i tanti possibili, mettete in moto
la vostra creatività e sbizzarritevi il più possibile. Non vi
fermate alle prime difficoltà sappiate che: più si prova, più
diventa facile ed in ultimo ci possiamo anche divertire.
Tutti gli esercizi di cui abbiamo accennato e accenneremo nel nostro
piccolo manuale, il loro apprendimento e la riuscita positiva, sono
facilitati se vengono fatti in piccoli gruppi di tre quattro persone
Abbiamo imparato ad unire l’immagine e il suono in modo creativo
Ripetiamo questo esercizio varie volte per almeno tre o quattro
giorni; ciò è importante per richiamare la funzione visivo-auditiva
- costruita.
Sistema cenestesico
Passiamo al sistema cenestesico / Kinestesico occhi rivolti in basso
a destra
In questo sistema rappresentazionale gli esercizi si suddividono in
esterni ed interni
Il sistema cenestesico si suddivide in due parti:
la prima appartiene al nostro rapporto con il mondo esterno quindi,
il contatto del nostro corpo con gli oggetti, gli altri corpi, le
variazioni termiche dell'ambiente, il bagnato e l'asciutto ecc.;
Vi sono migliaia di cellule sensoriali che fanno per noi un lavoro
immenso, esse ci informano costantemente, attirando la nostra
attenzione, sulle diverse variazioni. Tutta la superficie del nostro
corpo è estremamente sensibile ma, non tutta allo stesso modo e con
differenze tra una persona e l’altra .
Molto spesso siamo consapevoli del tatto solo quando utilizziamo le
mani mentre maneggiano un oggetto ma, se poniamo ed es. ora! la
nostra attenzione sui nostri piedi dentro le scarpe, non possiamo
fare a meno di pensare a quanto sono comode o al contrario sentiamo
il bisogno di togliercele al più presto per quanto sono scomode.
Agli indumenti che indossiamo ora, alla sedia su cui siamo seduti.
Spostando la nostra consapevolezza, ci accorgiamo subito che le cose
sono molto diverse, che tutto il nostro corpo è sensibile al tatto.
1) Esercizi cenestesici esterni
Riconsideriamo ancora una volta, gli oggetti che abbiamo utilizzato
nell'esercizio sulla visualizzazione, solo che, ora impariamo a
conoscere l'oggetto esclusivamente con il tatto.
Allora prendiamo tra le mani l'oggetto, (ad occhi chiusi), ed
iniziamo a toccarlo con attenzione e:
liscio, ruvido, di metallo, di plastica, di carta, di vetro, è
leggero, pesante, caldo, freddo ecc..
Possiamo fare l’esercizio della cenestesi con tutto il nostro corpo
es.. camminare a piedi scalzi in casa o nel giardino, rotolare sul
pavimento, percepire le sensazioni nel contatto con un’altro corpo,
facciamo attenzione alle variazioni di calore, alla diversa
sensibilità della nostra pelle,
come
cambia da una parte all'altra del nostro corpo ma, anche al suo
aspetto: è liscia, ruvida ecc…
Provate a sbizzarrirvi per qualche giorno.
2) Esercizi cenestesici ricordati
Anche il corpo ha la capacità di ricordare e di creare stati
cenestesici del passato. Ad esempio prendiamo un'esperienza
abbastanza comune e che la maggior parte delle persone ha potuto
fare come: il contatto del corpo con la sabbia, con l'acqua del
mare, una giornata in montagna e tante altre esperienze che si sono
fatte.
Rammentiamo un'esperienza del nostro passato oppure immaginiamo ora,
di entrare in un locale affollato dopo essere stati fuori
all’addiaccio, in una giornata d’inverno molto fredda, cosa vi
succede! State diventando rossi in volto, il cappotto vi sembra una
corazza da antichi romani, si presentano tante sensazioni che ci
sembra di ri-essere in quella particolare situazione.
In passato, una caduta dalla bicicletta ci siamo scorticati un
ginocchio... una spalla... Andiamo insieme indietro nel tempo per
riportare alla memoria un'esperienza simile.. ed ecco che, il dolore
di quella caduta.. è ritornato.. sembra che il tempo non sia
passato, questo è il ricordo del nostro corpo o meglio della nostra
mente corporea. Ma, possiamo rivivere anche stati di benessere… e
richiamare alla mente corporea l’esperienza di uno stato di
rilassamento, di un massaggio, di un momento molto eccitante ecc…
Continuate per qualche giorno ad esercitarvi.
Nella seconda parte del sistema rappresentazionale cinestesico deve
essere presa in considerazione la parte interna del nostro corpo ed
in questo caso il sistema neurovegetativo che ha uno stretto legame
con le emozioni che il soggetto vive in quel determinato momento ma
non solo, il disagio emotivo si ripercuote in modo particolare su
questo sistema è allora! Abbiamo il neonato che si esprime
attraverso i disturbi gastrointestinali, il bambino con il mal di
pancia perchè non vuole andare a scuola o altro, il terrore
notturno, l'adolescente con comportamenti antisociali e così di
seguito.
Ma le sensazioni interne non sono solo negative vi sono anche
aspetti positivi in relazione alle emozioni piacevoli.
3) Esercizi cenestesici interni
Entriamo qui nel campo delle sensazioni emotive. Tutti facciamo
esperienza degli effetti positivi e negativi degli stati emotivi e
della loro influenza sul nostro sistema somatico. Ad esempio
affrontare un esame, un colloquio di lavoro, parlare in pubblico, la
prima volta nella relazione sentimentale ecc..ecc.. Sono molte le
situazioni.
Riportiamo alla nostra memoria una situazione simile a quelle
descritte, cercate un’emozione positiva non troppo forte … e..
mentre la ri-vivete … fate attenzioni alle parti interne del vostro
corpo.. alle tensioni.. es.. il respiro … le sue varie sensazioni,
al ritmo del vostro cuore.
Questo breve esercizio ci aiuta a capire quali sono le nostre parti
più sensibili alle emozioni.
Ora consideriamo, anche se sono accorpati al sistema cinestesico, i
due sistemi rappresentazionali che a mio avviso sono molto utili per
richiamare esperienze del passato e stimoli del presente:
il primo è l'olfatto
ingiustamente ci ricordiamo dell'odorato solo quando facciamo
dissertazioni sui ferormoni che secernono un particolare odore, del
quale noi non abbiamo coscienza, che spinge gli essere umani e
tutte le altre specie al coito, un sistema certamente molto
sofisticato, utilissimo per la conservazione della specie. Ma al di
là di questo è forse, anche per tante altre cose di cui ancora non
conosciamo l'esatta funzione.
Non possiamo far finta di niente quando passiamo davanti a una
panetteria al mattino con il pane appena sfornato, il profumo ci
inebria, ci stimola sensazioni e ricordi. Certamente vi sono anche
situazioni in cui il profumo non è più un profumo ma, puzza, (muffa,
deterioramento alimentare ecc..), pericolo, (gas, ammoniaca
eccetera).
Ma facciamo anche qui un piccolo esercizio:
possiamo ad esempio ricordare un profumo della nostra infanzia ad
esempio: la casa della nonna oppure, qualche particolare profumo che
ci risveglia ricordi e sensazioni piacevoli.
Ma, possiamo anche divertirsi a immaginare di avere in mano un fiore
profumato ad esempio una rosa, oppure
l'odore dell'aglio fresco e della cipolla. Credo che se date corpo
alla vostra fantasia, non avete il tempo di annoiarvi.
Il secondo sistema è il gusto
Facciamo subito qualche esempio concreto, per quanto riguarda il
passato, possiamo ricordare il sapore di qualche cibo particolare di
cui eravamo ghiotti che ci preparava la mamma, oppure la nonna
quando andavamo a trovarla, il gusto dell'assaggio di quel
particolare cibo.
Ma sicuramente sono molte le esperienze che ognuno di noi può
richiamare alla memoria che, appartengono alla propria infanzia e
alla propria adolescenza.
Proviamo ora a fare qualche esercizio insieme per richiamare i
sistemi
dell'olfatto e del gusto possiamo restare nel presente oppure
risvegliare ricordi del passato.
Per due o tre giorni vi consiglio di fare esercizi su questi due
importanti sistemi rappresentazioni dell'olfatto e del gusto.
Esercizio n°2
Pensiamo o immaginiamo uno per volta, le seguenti situazioni:
Immaginiamo di assaggiare
una fetta di limone, al suo sapore acro, dall’odore pungente,
facciamo attenzione a tutte le variazioni.
Al nostro piatto preferito.
Al nostro profumo preferito.
Agli odori dei nostri abituali ambienti.
Sbizzarritevi tranquillamente su questi due sistemi, sicuramente
scoprirete che sono associati a molte delle vostre esperienze del
passato ma, anche della vita quotidiana, basta qui ricordare il cibo
che mangiamo ogni giorno con i suoi sapori e i suoi
odori, a quello che per qualsiasi ragione al mondo non riusciamo a
mangiare
e non desideriamo nemmeno sentirne l'odore.
Occhi rivolti in basso a sinistra modalità auditiva interna
digitale, dialogo interno A = i,d. La persona parla a se stessa.
Nel sistema Auditivo hanno rilevanza suoni e rumori, registra come
“suonano” le informazioni, e spinge a costruire dialoghi per
organizzare le percezioni.
Se, volgiamo una sincera attenzione dentro di noi, prendiamo subito
coscienza delle nostre incertezze e certezze, ci accorgiamo che
siamo abili nella negazione delle nostre incertezze; Pur di non
ammetterle per non affrontarle ci auto-emarginiamo limitando la
nostra libertà, spesso anche quella delle persone che ci stanno
vicino o che amiamo di più.
Proviamo a uscire da questa gabbia, sono sicuro che c’è la facciamo.
Ora facciamo un esercizio utilissimo per passare dallo stato di
disagio attuale ad uno desiderato. Così prendiamo subito coscienza
dell'importanza della Pnl per il cambiamento.
Esercizio N°3 una ristrutturazione in quattro fasi
Troviamoci un posto tranquillo senza essere disturbati, rilassiamoci
e creiamo una rappresentazione realistica di noi stessi, il più
completa possibile includendo anche le nostre attuali difficoltà.
Senza timori facciamoci le domande che seguono, mettiamoci in
ascolto e attendiamo. Fate attenzioni alle immagini, alle sensazioni
e parole.
Prima di entrare nel pieno dell'esercizio cerchiamo di mettere a
fuoco nella nostra mente i problemi che vogliamo cambiare. Più è
specificato nella nostra mente ciò che desideriamo, più riusciamo a
costruire un'alternativa realistica.
Facciamoci le seguenti domande in prospettiva di ottenere il
cambiamento desiderato:
Come sarei se avessi già superato i miei problemi?
Come mi vedrei?
Come camminerei?
Come respirerei?
Come risponderei alle persone?
Facciamo un’immagine completa di come saremo... e di come agiremo
diversamente...
Dopo aver risposto alle domande:
1) mettiamo le immagini,
le sensazioni e le parole
del “disagio che desideriamo cambiare” e quelle “come diventeremo”
sul palmo della mano sinistra.
2) Ripercorriamo il tragitto delle immagini, delle sensazioni e le
parole che mostrino come abbiamo raggiunto il risultato desiderato.
Facciamo in modo che vi siano tutti i piccoli passaggi che ci hanno
condotto all’obbiettivo e mettiamole sul palmo della mano destra.
3) Se siamo sicuri di essere riusciti a fare l’esercizio in modo
corretto, battiamo le mani insieme e teniamole unite con forza.
4) Portiamo le mani unite vicino al petto e immaginiamo che tutta
questa rappresentazione entri nel nostro corpo muovendosi
all'interno fino a toccare ogni parte di noi.
E’ possiamo incominciare a percepire in noi qualcosa di nuovo... che
invade tutto il nostro corpo apportando un grande beneficio e una
maggiore consapevolezza, ringraziamo noi stessi e diciamoci: me lo
merito!.
Facciamo attenzione alle sensazione che proviamo, amplifichiamole
facendole girare dentro di noi velocemente .
E mentre lo facciamo, decidiamo quale è il primo passo da
compiere... e cosa buona mettere in atto subito qualche piccolo
cambiamento ciò, è importante in quanto da al nostro cervello la
giusta direzione da seguire. Ricordiamoci che tutte le cose se non
sono seguite dall'azione tendono a perdere quella forza propulsiva
iniziale per affievolirsi giorno dopo giorno, ritrovandoci nella
medesima situazione, rafforzando tutti gli aspetti negativi.
Capitolo terzo:
Il linguaggio e la comunicazione non verbale
E’ attraverso la
comunicazione con l’altro che l’essere umano fa esperienza del
mondo. E’ proprio tramite
l'utilizzo di questa importante capacità umana che ognuno di
noi interagisce quotidianamente nelle diverse situazioni della vita.
Sono i rapporti relazionali sociali, famigliari e amicali che
motivano l’individuo a programmare e raggiungere obiettivi e
risultati a medio e a lungo termine.
Attraverso il linguaggio apprendiamo abilità e competenze
varie. Impariamo attraverso il rispecchiamento con l'altro, a
calibrare la nostra personalità e a relazionarci per costruire
rapporti stabili, affettivi e professionali.
La comunicazione è il potente strumento psicologico che, nel bene e
nel male, può essere utilizzato per:
a)
influenzare e motivare la persona ad assumere comportamenti e
convinzioni altre.
b)
dirigere, controllare e
manipolare gli altri;
Ne sono un esempio la pubblicità la quale enfatizza modelli di
consumo e comportamenti sociali, la retorica politica, al di là
degli aspetti ideologici politici. Tutti i mass media nella società
moderna sono importanti strumenti di comunicazione e manipolazione.
L'uomo e tutti gli esseri viventi che abitano su questo pianeta,
compreso il mondo vegetale,
hanno uno specifico modo di comunicare, l'essere umano è
quello che ha gli strumenti più sofisticati e raffinati, questo
grazie allo sviluppo del suo cervello e degli organi preposti alla
fonazione.
Ma la comunicazione non avviene solo col linguaggio parlato essa
assume peculiarità soprattutto nel linguaggio non verbale che si
realizza attraverso la gestualità del corpo, dell’espressioni
emotive di gioia, interesse, tristezza, disagio, ecc...
tramite la mimica facciale che accompagnano l’eloquio.
La posizione spaziale del corpo in relazione all’altro, allo spazio
circostante e all’ambiente pubblico o privato, il modo di vestire e
la cura della propria persona. Sono altrettanti modi significativi
per rapportarsi all'altro, al gruppo, alla società intera.
Vi è un legame tra le modalità di raccolta, progettazione dei sensi
ed il modo in cui “pensiamo e codifichiamo” il mondo.
Quello che percepiamo con i nostri sistemi rappresentazionali, lo
traduciamo in rappresentazioni interne che utilizziamo per costruire
una nostra personale mappa. Una mappa di riferimento in cui vi sono
pensieri e convinzioni che influenzano il nostro
comportamento in rapporto all’altro e all’ambiente in cui viviamo.
Quando esprimiamo il nostro pensiero e parliamo, scegliamo
inconsciamente o automaticamente le parole,
(i verbi, gli avverbi, i sostantivi e gli aggettivi), le
quali indicano le parti
del mondo e dell’esperienza che abbiamo disponibile nella nostra
mappa di riferimento, in cui abbiamo accesso in quello specifico
momento.
I predicati: l’insieme di
sostantivi, verbi, aggettivi ed avverbi che utilizziamo più spesso
quando ci esprimiamo, indicano e rispecchiano all’esterno il nostro
sistema rappresentazionale preferenziale, (il quale non è
esclusivo), che come abbiamo accennato nei capitoli precedenti, può
essere visivo, auditivo o cenestesico (VAC).
Se raffiniamo le nostre
capacità e facciamo attenzione alla verbalizzazione del nostro
interlocutore possiamo individuarne con esattezza il suo sistema
rappresentazionale preferenziale. Quanto accennato ci permette di
sintonizzarci velocemente con il nostro interlocutore rendendo più
efficace e fluida la comunicazione e la comprensione del linguaggio
e del pensiero utilizzati.
Ma, gli esseri umani si esprimono ed evidenziano il loro pensiero,
oppure lo negano, anche attraverso la postura del corpo, il tono
della voce e la gestualità.
Comprendere le incongruenze della comunicazione assume grande
importanza, più che nei rapporti amicali e confidenziali, nelle
diverse situazioni sociali e professionali come ad esempio:
a)
nella vendita;
saper comunicare e ascoltare il cliente ci permette di entrare in
sintonia, capirne e
comprenderne le necessità reali, le capacità di utilizzo di uno
strumento o di un prodotto, per potergli
vendere quello di cui ha veramente bisogno, con la
soddisfazione di entrambi.
b)
nelle relazioni di aiuto;
Divenire un supporto utile, capaci di presa in carico di persone in
difficoltà sbloccandole dallo stato di crisi, aiutandole a
ricostruire l’autostima e la fiducia nelle proprie possibilità e
capacità di ricostruire il rapporto con sé stessi, la famiglia, la
società e di poter andare avanti nella vita.
c)
nel rapporto medico paziente;
Essere un supporto essenziale nell’aiuto alla persona raffinando
l’ascolto e gestione del malato cronico e di supporto alla famiglia.
Nell'insegnare l’utilizzo appropriato della terapia farmacologica,
una comunicazione per la corretta gestione emotiva e di
rassicurazione del paziente.
d)
nell'insegnamento;
Nella qualità dell’apprendimento scolastico, del buono o scarso
rendimento dell’alunno,
vi sono sicuramente molte variabili da considerare
che chiamano in causa molte istituzioni come la famiglia e il
suo grado d’integrazione sociale, culturale ed economico.
Sono variabili certamente molto influenti sullo studente e la sua
volontà di proiettarsi in un futuro positivo. Ma, sono fattori, a
mio avviso, non
determinanti né possono essere
utilizzati come “capro espiatorio”.
Lo scarso rendimento dell’alunno deve considerare alcune importanti
variabili.
a)
La personalità dell’insegnante e la motivazione all’insegnamento
questo determina la competenza e padronanza didattica.
b)
Scarsa capacità dell’insegnante di configurarsi come educatore/trice
la/il quale volente o
nolente, influenza il comportamento e rendimento del gruppo classe e
dello studente meno motivato.
c)
L’esito positivo/negativo dell’alunno è talvolta strettamente
connesso alle prime impressioni, (giudizi e pregiudizi),
dell’insegnate e del gruppo classe.
Come abbiamo brevemente accennato, in
tutti i
campi e attività nelle quali sono coinvolti degli esseri
viventi sia, nei micro che nei macro sistemi,
la competenza comunicativa assume una grande importanza tale
da orientare l’individuo nelle scelte del presente e nel futuro.
Consideriamo specificamente come sono utilizzati i
sistemi rappresentazionali.
Per
la persona che utilizza il sistema visivo;
a)
Le persone che utilizzano in modo preferenziale il sistema visivo,
oltre all'utilizzo di una
verbalizzazione che ne rispecchia il sistema rappresentazionale,
nella comunicazione non verbale presenta la seguente postura o
portamento del corpo.
Seduto o in piedi presenta: tronco
eretto e spalle alzate, ha una respirazione toracica alta.
Nell’esprimersi accompagna all’eloquio ampie gesticolazioni in alto,
come a disegnare nell’aria quanto sta dicendo,
talvolta si tocca gli occhi esprimendosi con frasi:
“ho notato la tua delusione!”
oppure si strofina gli occhi e il dorso del naso, pronunciando frasi
come:
“fammi un po’ vedere”.
Ha una voce con
tono alto e nasale con timbro acuto e ritmo veloce del discorso,.
La verbalizzazione prevalente del soggetto visivo è:
vedere, immaginare, sembrare, illuminare, colorare, arrossire,
sbiancare, intravedere, scorgere, adocchiare, nascondere,
visualizzare, focalizzare, ammirare, scrutare, guardare, chiarire
ecc.
I
sostantivi:
vista, visione, visuale, panorama, occhio, occhiata, sguardo, luce,
luminosità, oscurità, buio, colore, focalizzazione, tinta, tono,
apparizione, immagine, figura, aspetto, immaginazione, impressione,
apparenza, splendore, prospettiva.
Gli aggettivi:
luminoso, scuro, chiaro, brillante, lucente, opaco, colorato,
ombreggiato, ombroso, intravisto, visto, scomparso, ammirato,
ammirabile, osservato, pallido, candido, rigato, abbellito,
configurato, trasparente, limpido, dorato, fosco, splendente, roseo,
inimmaginabile …
Avverbi e locuzioni avverbiali:
chiaramente, apparentemente, oscuramente, brillantemente,
limpidamente, evidentemente, visibilmente, candidamente, ad occhio,
a prima vista …
Espressioni più comuni:
Vedere tutto rosa, avere un punto di vista, senza ombra di dubbio,
un approccio miope, un progetto nebuloso, vedere allo stesso modo,
mettere a fuoco, essere di umor nero, dare un’occhiata, mettere nero
su bianco, condurre una vita grigia, combinarne di tutti i colori.
Per la persona che predilige il sistema auditivo;
Il soggetto che utilizza in modo preferenziale il sistema auditivo
presenta nella postura, la tendenza a inclinare il corpo di lato con
le spalle indietro. Presenta una leggera tensione muscolare
uniforme, con movimenti ritmici del capo in orizzontale. Posizione
“al telefono” (testa inclinata sul lato destro). A volte può esserci
un movimento circolare del dito intorno all’orecchio, mordicchiarsi
le dita e schioccare la lingua.
Il suo modo di parlare è uniforme, ritmico, con tono medio con
parole ben enunciate. Ha un timbro chiaro e squillante. Musicalità e
armonia.
Il soggetto ha una respirazione
uniforme a livello addominale o con tutto il torace.
Verbi di maggiore utilizzo:
sentire, ascoltare, udire, bisbigliare, parlare, urlare,
chiacchierare, ronzare, sussurrare, scricchiolare, spettegolare,
chiedere, domandare, rispondere, replicare, interrogare, raccontare,
narrare, suonare, amplificare, origliare, divulgare, confidare,
riferire …
Sostantivi:
udito, dialogo, ascolto, orecchio, suono, rumore, parola, discorso,
musica, melodia, canto, domanda, risposta, chiacchiericcio, brusio,
urlo, relatore, rombo, rimprovero, grido, botto, sussurro,
sviolinata, silenzio, canzone, ritmo, tonalità, nota, eco …
Aggettivi:
ripetuto, detto, affermato, chiesto, ritmato, scandito, parlante,
melodioso, armonico, disarmonico, stonato, silenzioso, rumoroso,
armonioso, dissonante, amplificato.
Avverbi e locuzioni avverbiali:
musicalmente, verbalmente, a parole, a orecchio, silenziosamente,
rumorosamente.
Espressioni:
mettere la pulce nell’orecchio, fare orecchi da mercante, avere voce
in capitolo, correre voce che, fare appello a, parola chiave,
prestare orecchio, essere sulla stessa linea d’onda.
Per la persona che usa di preferenza il sistema cinestesico
Il cinestesico presenta una postura incurvata con una respirazione
addominale, un tono di voce basso con lunghe pause. Nella ricerca
interna delle informazioni
guardano a terra e
gesticolano in basso.
Verbi:
toccare, tastare, grattare, afferrare, accarezzare, manipolare,
fare, forgiare, plasmare, usare, impastare, pungere, premere,
lisciare, modellare, solleticare, premere, urtare, muovere,
stringere, scaldare.
Sostantivi:
concretezza, presa, tocco, manipolazione, spigolosità, ruvidità,
morbidezza, mollezza, pesantezza, brivido, calore, freddo, gelo,
pelle, mano, spessore, materia, peso.
Aggettivi:
concreto, morbido, spesso, ruvido, caldo, freddo, pesante, leggero,
liscio, vellutato, duro, avvolgente, rimescolato, impastato,
baciato, appiccicoso, fresco, levigato, increspato, indurito,
raffreddato, scaldato, palpabile.
Avverbi e locuzioni avverbiali:
concretamente, caldamente, gelidamente, freddamente,
impercettibilmente, duramente, sofficemente, ruvidamente,
teneramente, pesantemente, leggermente.
Espressioni:
toccare con mano, mettersi in contatto, la pelle d’oca, avere un
peso sullo stomaco, avere i piedi per terra, avere tatto, avere modi
ruvidi, fare il duro, afferrare il concetto.
Consideriamo il canale gustativo;
Verbi:
amareggiare, addolcire, gustare, assaporare, condire, degustare,
mangiare, inasprire, digiunare, dissetare, saziare, pregustare,
inacidire, salivare, stuzzicare...
Sostantivi:
asprezza, dolcezza, gusto, bontà, delicatezza, acidità, zuccherino,
sapore, amarezza, lingua, palato, saliva, acquolina, appetito,
sazietà …
Aggettivi:
dolce, amaro, aspro, salato, amarognolo, acido, stucchevole,
stomachevole, dolciastro, appetibile, disgustoso, nauseante,
cremoso, piccante, gustoso, appetitoso, prelibato, frizzante,
insipido, rancido, succoso, appetibile, zuccherato …
Avverbi:
dolcemente, amaramente, saporitamente, aspramente, gustosamente..
Espressioni:
scherzi di cattivo gusto, rimanere a bocca asciutta, avere il dente
avvelenato, essere di bocca buona, non avere peli sulla lingua, un
conto salato.
Consideriamo il canale olfattivo;
Verbi:
odorare, annusare, profumare, puzzare, fiutare, subodorare,
aromatizzare
Sostantivi:
naso, fiuto, odore, profumo, fragranza, sentore, esalazioni …
Aggettivi:
profumato, acre, inebriante, fragrante, odoroso, speziato,
puzzolente, aromatico, soave, vanigliato, balsamico …
Avverbi e locuzioni avverbiali:
profumatamente, a naso, soavemente, a fiuto …
Espressioni:
avere la puzza sotto il naso, avere buon naso, giudicare a naso,
avere fiuto, fiutare l’inganno.
Esercizio:
Per ogni sistema rappresentazionale fate il seguente esercizio ciò
è utile per comprende la posizione del nostro corpo nelle
diverse modalità di pensiero.
Fate attenzione al vostro modo di esprimervi, non verbale.
Pensando e parlando con un amico, parente in modalità visiva es. si
può parlare di una passeggiata fatta di recente di ciò che si è
visto, dei colori. ..
Dopo passiamo alla Modalità auditiva . …
Cinestesica. …
Gustativa. …
Olfattiva. …
Prendete nota della
modalità di amici e perenti.
Per conto vostro cercate altre frasi dai testi e aforismi,
analizzateli prendendo in considerazione i verbi, gli aggettivi,
ecc.
Quale è sistema rappresentazionale di riferimento dell’autore.
Quanto detto è anche un ottimo metodo per raffinare e allargare la
propria competenza.
Il linguaggio non verbale (CNV)
Un altro fattore importante nella relazionalità degli esseri viventi
è il linguaggio non verbale (CNV), insisto sul “concetto di esseri
viventi”, in quanto ritengo che tutti gli organismi biologici, dai
più piccoli ai più grandi e intelligenti, di cui l’uomo “sembra”
essere l’espressione massima, comunicano all’interno della loro
specifica specie in modo vario e molto sofisticato.
Il mondo biologico si regge sulla comunicazione. E’ una rete
costantemente interconnessa, un sistema multiforme di elaborazione
della comunicazione.
le piante ad esempio: comunicano tra loro attraverso le radici con
un sofisticato meccanismo biochimico, simile ai neuroni del cervello
biologico, (umano e animale), se guardiamo e analizziamo la natura
nella sua molteplicità gli esempi che potremmo descrivere sono
infiniti.
La natura utilizza: i colori, gli odori, i comportamenti, i rumori,
la chimica, la reciprocità nella diversità delle specie.
Come abbiamo già potuto constatare nei capitoli precedenti il
sistema non verbale integra quello verbale completando o negando il
contenuto del pensiero durante l'eloquio.
Talvolta con le parole nascondiamo i nostri intenti o le emozioni
che però sono percepite
dagli altri attraverso il nostro linguaggio non verbale.
La comunicazione non verbale è l’insieme degli atteggiamenti, dei
gesti e della postura del corpo, dell’espressioni facciali, del tono
e ritmo della voce che, accompagna l’eloquio.
Anche nella comunicazione non verbale abbiamo una classificazione in
cinque sistemi;
Vocale:
l'intonazione, l’intensità, ritmo e tono della voce;
Cinestesico:
che appartiene ai movimenti del corpo, della postura, della
gestualità delle mani e delle espressioni facciali;
Aptico: (apto = tocco)
del toccare l’altro più caratteristico nei rapporti amicali e di
confidenzialità che si esprime con il
contatto fisico come la
pacca sulla spalla, l'abbraccio;
Prossemica:
stabilisce la distanza e vicinanza possibili nello spazio personale
di ciascuno relativamente alle diverse situazioni relazionali. La
distanza o la modalità di occupare lo spazio tra l’emittente e
destinatario della comunicazione.
Vi è una zona di spazio personale tra i soggetti che comunicano in
modalità faccia a faccia, la quale è penetrabile per ciascuno solo
dalle persone affettivamente vicine altrimenti scatta l'allarme.
Quindi esiste una distanza rappresentativa dell'alternativa "bisogno
di indipendenza" verso "vicinanza delle persone care".
Per ultimo abbiamo il Cronemico il qualee stabilisce il tempo della
comunicazione ma, anche questo dipende dalla relazione tra le
persone e da molte variabili es: un conto è una relazione tra due
adolescenti amici altro, è quella tra un dipendente e il suo capo o
tra lo studente e il professore, tante sono le situazioni che si
svolgono nella società, nel mondo del lavoro eccetera.
Cronemico è il modo di concepire ed organizzare il tempo soggettivo
della discussione, nel discorso le pause, il ritmo e l'alternanza
dei turni tra chi parla e chi ascolta, rispecchiano il tempo
soggettivo della conversazione. Certamente una comunicazione
efficace deve rispettare i tempi altrui.
Studi dimostrano che nella comunicazione interpersonale il messaggio
trasmesso dalle parole ha minore rilevanza, rispetto quello che
viene trasmesso attraverso la postura, il tono e ritmo della voce.
Nel nostro mondo occidentale assumono grande importanza anche
l’abbigliamento, il trucco e i profumi.
Attraverso il linguaggio non verbale comunichiamo all’ambiente
circostante, a chi ci sta intorno i nostri stati d’animo, le
emozioni di gioia, dolore, paura, eccitazione, stupore, fastidio,
ansia ecc.
Esempio di qualche segnale non verbale
Nell’attenzione che una persona mostra nella situazione d’ascolto,
possiamo capire il suo interesse dalla postura del corpo es: portare
il busto in avanti può essere interpretato come indice di attenzione
per l’argomento di cui stiamo discutendo ma, questo e tutti i
possibili comportamenti variano certamente dall’origine e grado
culturale di ciascuno.
Il gradimento o un possibile atteggiamento seduttivo può essere ed
esempio, legato alle labbra e ai cosiddetti baci analogici o
mordicchiarsi le labbra, lo sguardo languido.
Giocherellare con l’anello, un braccialetto o altro oggetto
personale, può indicare interesse per l’interlocutore ma, certamente
ciò è indicativo, ogni cultura ha sviluppato nel tempo i suoi modi
di esprimersi anche nella comunicazione non verbale
Conoscere la comunicazione non verbale può essere un sistema per
decodificare la comunicazione del nostro interlocutore entrare in
rapporto empatico.
L’empatia assume una grande importanza nelle relazioni umane a
qualsiasi livello della scala sociale: nei rapporti politici,
internazionali, commerciali, essa crea stati di vicinanza, simpatia,
fiducia reciproca, appartenenza affettiva.
Ma, per capire meglio il linguaggio non verbale è necessario
affinare la nostra attenzione esterna attraverso i sistemi
rapppresentazionali quindi: (
V. A. K. O. G. esterni). In questo caso l’attenzione deve essere
rivolta verso il nostro interlocutore ed evitare il dialogo interno,
se si hanno dei dubbi è necessario chiedere chiarimenti, onde
evitare facili generalizzazioni e l'attivazione di pensieri
pregiudiziali, funzioni che si attivano facilmente quando si è di
fronte a persone che non si conoscono o che sono diversi per razza,
per condizione sociale e altro.
E’ necessario fare attenzione ad un eccesso di generalizzazione
talvolta il cambiamento di postura ha tutt’altra origine come: alla
sedia non molto comoda, all’indolenzimento del corpo ecc..
Capitolo Quarto:
le submodalità: cosa sono e come ci possono essere utili
Nell’ambito della struttura dell'esperienza soggettiva trattiamo in
questa parte del nostro manuale della funzione importante delle
submodalità.
Le
submodalità sono la
caratteristica
essenziale di come si presentano le immagini, i suoni e le
sensazioni nella nostra psiche, esse danno forma alla composizione
oggettiva dei sistemi rappresentazionali.
Mentre le modalità sono i sistemi rappresentazionali: visivo,
auditivo, cinestesico, olfattivo e gustativo che appartengono
all’aspetto semplice e immediato dell’informazione che processiamo
in quel preciso istante. Le submodalità ci danno la possibilità di
comprendere le qualità e la quantità
delle informazioni con tutto il loro significato emozionale.
Come abbiamo già accennato nelle pagine precedenti, le informazioni
ci giungono dall’esterno attraverso i cinque sensi.
Quando la programmazione neurolinguistica iniziò a studiare
l'esperienza soggettiva, si scoprì che la struttura dei significati
si manifesta nella sequenza specifica dei sistemi
rappresentazionali, usati dalle persone per elaborare le
informazioni.
A sequenze di sistemi rappresentazionali chiamate strategie,
l'intensità del significato
ha un legame diretto con le sue modalità o elementi di un dato
sistema rappresentazionale.
Per esempio, nel ricordare un'esperienza piacevole: il grado di
piacere legato a quel ricordo è una conseguenza diretta delle
submodalità che lo caratterizzano; la qualità delle immagini, dei
suoni e delle sensazioni percettive
e degli aspetti emotivi associati.
Scopriamo in questo
breve esempio quali
sono le submodalità:
“Nella visualizzazione della mia città il ricordo nell'occhio della
mente, l’immagine che si presenta ha le seguenti caratteristiche:
a)
il colore e la forma dei palazzi;
b)
l’arredo delle piazze in un periodo di festa in un dato orario della
giornata come: la sera all'imbrunire oppure di una giornata
autunnale nuvolosa, una
bella giornata estiva
di sole.
c)
l’immagine che si presenta nella mente può essere statica come se si
guardasse un quadro, una fotografia.
d)
L’immagine può essere in movimento come un filmato, sono uno
spettatore che guarda
dall’esterno (dissociato), oppure mi vedo dentro la scena,
(associato) che agisco, penso e commento,
che esprimo emozioni di piacere, stupore, rabbia, diniego
ecc. ecc.
-
la sua dimensione;
Vedo la città come se guardassi una cartolina illustrata con una
cornice oppure,
un’immensa immagine senza confini.
-
la luminosità;
L’immagine può essere luminosa, scura, opaca, lucida,
trasparente.
Tutto ciò che caratterizza l'immagine che ricostruisco nella mia
mente sono le submodalità cioè, le strutture che danno forma e
contenuto emotivo al ricordo dell’evento.
Le persone usano predicati, (Verbi, avverbi, sostantivi e
aggettivi), specifici del sistema rappresentazionale nelle quali
agiscono, quindi usano espressioni quali:
"Lei mi ignora completamente", "non vedo nessuna alternativa",
"sto cercando di affrontare
il problema".
Se prestiamo attenzione, appare evidente che il linguaggio usato
comunemente dalle persone non è poi tanto specifico, in esso mancano
spesso i complementi di specificazione.
Le
submodalità sono la struttura essenziale delle
rappresentazioni dei nostri cinque sensi e sono strettamente legate
ai sistemi
rappresentazionali.
L’espressione profonda e reale del vissuto, la possiamo conoscere
solo facendo una serie di domande di specificazione al nostro
interlocutore.
Quando chiediamo a una persona di parlarci di una esperienza del suo
passato, bella o brutta che sia, attraverso il suo modo di
esprimersi cappiamo qual’ è il canale
rappresentazionale che utilizza prevalentemente ma, poi è
necessario approfondire con domande di specificazione per cercarne
le caratteristiche submodali, sintonizzandoci
con il suo sistema rappresentazionale prevalente: visivo,
auditivo o cinestesico.
Es. un amico ci racconta di essere stato una giornata la mare:
Domenica sono andato al mare, era una bella giornata di sole.
In questo caso la frase è ben formata e la ricerca delle submodalità
importanti può essere abbastanza
intuitiva cioè: la luminosità della giornata di sole e la
temperatura. Il colore del mare e il suo stato di quiete o se
leggermente mosso e spumeggiante.
Abbiamo una descrizione con
i verbi, gli avverbi sostantivi e aggettivi che appartengono alla
modalità visiva e cenestesica;
Ma se il nostro interlocutore ha come preferenza rappresentazionale
la modalità auditiva, ci parlerà in modo particolare dei
rumori del mare, dello
svolazzare dei gabbiani, del vociare delle persone che gli stavano
vicino.
Nel soggetto che preferisce la modalità cinestesica, il linguaggio
del racconto di quell'esperienza fatta al mare, sarà caratterizzato
da espressioni come: calore del sole, acqua fredda o tiepida del
mare ecc. certamente questo è un esempio estremo in quanto, la
maggior parte delle persone predilige si, un sistema
rappresentazione ma li utilizza tutti per esprimere l’esperienza
anche se omette i complementi di specificazione, che è doveroso
ricercare, nel caso di una consulenza,
un colloquio di lavoro e
tante altre situazione simili.
Ma, a cosa serve conoscere le sub-modalità?
Se consideriamo una rappresentazione visiva: essa contiene
informazioni riguardanti le caratteristiche dell’immagine, quali: la
forma, il colore, la distanza, la grandezza, la luminosità, la
nitidezza, ecc. Ogni rappresentazione s’esprime nel suo sistema
predominante.
Le submodalità determinano, il significato emozionale e l’impatto
psicologico attraverso:
La quantità e La qualità;
lo stato d’animo che motiva il comportamento è legato alla
caratteristica dell’immagine primaria quindi, l'aumento o la
diminuzione permette una variazione quantitativa nel effetto
psicologico es.: aumentando la luminosità di un’immagine piacevole,
essa può diventare più affascinante, oppure perdere il suo fascino
se eccessivamente luminosa, questo è valido per tutti i sistemi
rappresentazionali.
Esaminiamo le
submodalità nei sistemi rappresentazionali
Submodalità visive
Dimensioni:
oggetti e soggetti assumono importanza maggiore o minore in
relazione agli stati emotivi che lo caratterizzano, facciamo un
esempio: se una persona ha avuto un'esperienza poco bella, il
ricordo di quell'esperienza che si presenta nella sua immagine può
riattivare gli stati emotivi negativi oppure al contrario se
ricordiamo un’esperienza piacevole.
Con le manipolazioni volontarie delle submodalità possiamo ottenere
cambiamenti veloci e duraturi. Es. nel caso dell'aumento della
dimensione di un’immagine, suono e sensazione che, in quella della
diminuzione si ottiene un effetto paradossale di annullamento che
certamente coinvolge gli stati emotivi collegati. Le variabili sono
svariate ad esempio nel sistema visivo: colore, opacità,
trasparenza, lucidità, luminosità, chiarezza, lucentezza e molte
altre che potete divertirvi a cercare.
Per comprendere meglio il valore delle submodalità è necessario fare
qualche esercizio questo ci mette nella condizione di verificare i
cambiamenti che si possono ottenere.
Esercizio sulle submodalità visive:
Chiunque può avere qualche immagine di cui vorrebbe cambiarne
l'aspetto e modificarne il rapporto emotivo collegato, anche se è
un’immagine che appartiene ad un lontano passato.
Può essere un'immagine che portiamo dentro di noi da diverso tempo e
che tratta di qualcosa: un comportamento, una prestazione
dimostrativa e altro, che in qualche modo, anche se sono passati
diversi anni, si ripresenta alla nostra mente mettendoci a disagio.
Ebbene! Come ho sempre ricordato, lungo questo manuale, la prima
cosa da verificare è poter stare soli con se stessi, senza essere
disturbati per tutto il tempo dell’esercizio.
“Ora… che siamo certi
di non essere disturbati facciamo il nostro esercizio:
rilassiamoci e facciamo un profondo respiro …, volgiamo l'attenzione
dentro di noi …
ricerchiamo quell’ immagine di cui vorremmo tanto cambiarne gli
aspetti che non ci piacciono. Quando abbiamo trovato l'immagine,
facciamo attenzione: alle submodalità che la caratterizzano, il suo
colore, la forma, la grandezza e a tutte le altre qualità che
riusciamo a scorgere o che riteniamo importanti. Iniziamo con
attenzione a cambiare, volontariamente alcuni aspetti delle
submodalità facendo agli effetti emotivi che otteniamo.
Se il risultato che raggiungiamo è di nostro gradimento ci
soddisfa lo adottiamo facendolo nostro, in caso contrario dobbiamo
continuare a lavorare sull'immagine cambiando altri aspetti come: il
colore, la trasparenza, la grandezza la lucidità la vicinanza.”
Annotate quali sono le submodalità che per voi
hanno più incidenza sul cambiamento.”
Per semplificare ho considerato l'esercizio prendendo come modello
solo il sistema visivo. Al di là di chi presenta problematiche che
coinvolgono gli apparati sensoriali che sopperiscono alla difficoltà
ad esempio: della vista con una maggiore sensibilizzazione del tatto
e dell'udito.
È difficile trovare una persona che utilizza un solo sistema
rappresentazionale, infatti tutti utilizziamo, anche se in misura
minore o maggiore, la vista, l'udito, il tatto e il gusto e
l'olfatto. Quindi quando si fa un esercizio sulle submodalità
dobbiamo considerare che a quella immagine vi sono necessariamente
associati dei suoni e delle sensazioni con gusti e odori.
Alcune persone, in situazioni problematiche, dicono a sé stessi: è
stato veramente un disastro! andrà meglio la prossima volta. Questi
mettono l'esperienza o la prestazione negativa, nel dimenticatoio
della mente, ritrovando la giusta autostima e fiducia nelle loro
possibilità; mentre altre persone si bloccano, non riescono ad
ammettere di non essere stati al massimo e incominciano a rimuginare
ossessivamente, replicando quell’immagini più volte,
con tutte le emozioni negative associate.
Questo meccanismo psichico fa sì che il ricordo si aggiorni e
si arricchisca di contenuti, persistendo nel tempo. E’ come
un virus che si auto replica invadendo ogni strato della mente da,
trasformarsi in un
disturbo ossessivo più complesso.
Facciamo un esempio insieme:
prendendo come modello solo il sistema visivo, per semplificare:
" Abbiamo un'immagine
che in qualche modo ci disturba, può essere un'immagine di un
passato lontano, come abbiamo accennato o
una situazione più recente, nella quale ci vediamo in una
azione o situazione che
in quel giorno o momento, non è stata come avremmo
voluto finisse.
Immaginiamo di replicare l'accaduto, come in un filmato: vediamo noi
stessi compiere l'azione con tutte le conseguenze. C’è ne vogliamo
liberare?
Ebbene! Proiettiamo volontariamente il filmato nella nostra mente,
mentre facciamo
questo, analizziamone i colori, la velocità del filmato, le azioni
ecc. Notiamo con attenzione il momento in cui vediamo
il fatto preciso che ha innescato le nostre emozioni
negative.
Dopo aver fatto quanto detto sopra possiamo utilizzare diverse
strategie di cambiamento es:
1°) Arrivati al punto
preciso, utilizziamo il “fermo immagine mentale”, analizziamo le
submodalità che lo caratterizzano e iniziamo a manipolarle,
(più/meno: grande/piccola, chiara/scura, distanza/vicinanza, e
qualsiasi altra submodalità vi venga in mente),
quando avete trovato quella che per voi è giusta cioè, quella
che vi fa sorridere e non vi comporta nessun fastidio, adottatela
sostituendola con quella originaria.
2°) Oppure: riproiettiamo il filmato modificando, (come un regista),
a nostro piacere i punti che ci fanno sentire a disagio. Possiamo
manipolare volontariamente tutti gli aspetti delle submodalità, la
nuova situazione, filmato ecc. Sicuramente questa nuova condizione
più gradevole, annulla la prima sgradevole.
Submodalità visive (immagini)
Dimensione. Colore o bianco e nero. Posizione nel campo visivo (sopra
o sotto, in alto a destra, a sinistra, in basso etc...).
Distanza dall’immagine.
Contrasto. Luminosità.
Associazione o dissociazione.
Film,
immagine fissa o sequenza di diapositive. Messa a fuoco. Velocità.
Durata. Tridimensionalità o immagini in due dimensioni. Presenza di
sfondi definiti o di figure in primo piano. Immagini panoramiche o
zoom di particolari. Provenienza e direzione della luce.
Prospettiva.
Saturazione dei colori. Inclinazione. Quantità di immagini. Rapporti
tra le dimensioni
Lampeggiamenti.
Possiamo richiamare qualsiasi esperienza che si desidera cambiare
utilizzando gli elenchi che seguono sulle sub-modalità nei diversi
sistemi V. A. K. O. G.
Un inizio che potete ampliare come volete con l’aiuto di un
buon vocabolario.
Submodalità uditive
Ora facciamo delle prove utilizzando, l'udito anche qui dobbiamo
ricordare che è difficile trovare una persona che abbia solo
esclusivamente la funzione uditiva ma, come con tutti gli altri
sistemi rappresentazionali per alcuni l'udito può essere il sistema
prevalente.
Se abbiamo un dialogo interno, una voce a una musica aumentiamo il
volume oppure abbassiamolo, cerchiamo di capire qual è l'effetto che
otteniamo, escludiamo ogni suono, rallentiamo o velocizziamo
il ritmo degli effetti
sonori, rendendoli incomprensibili. Facciamo tutte le regolazioni
possibili nell’ordine che desideriamo e chiediamoci in che modo
influenzino la nostra emotività psicologica.
Volume Ritmo (regolare, irregolare) Timbro. Provenienza del
suono (da destra, da sinistra, dall’alto). Suono lontano o
vicino, smorzato, ovattato, chiaro, forte. Durata. Cadenza.
Frequenza. Suono continuo o interrotto. Suono associato o
dissociato. Suono digitale (parole).
Fonte esterna o interna. Risonanza, eco, mono o stereo.
Submodalità
cinestesiche (sensazioni tattili e viscerali)
La stessa situazione lo possiamo fare con le sensazioni cinestesiche
e qui facciamo attenzione le varie sensazioni dei quali sicuramente
possono essere sia esterne per quanto riguarda il tatto e la
superficie del corpo ma
anche viscerali quest'ultime coinvolgono in modo maggiore di aspetti
emotivi come: il ritmo del respiro, battito cardiaco e tutte le
sensazioni del sistema gastroenterico. Aumentiamo riduciamo tutte le
sensazioni, tattili e non. Cerchiamo di capire come esse si
relazionino al nostro corpo. Individuiamo il punto (o i punti) in
cui le avvertiamo fisicamente. Anche qui possiamo cambiarne
movimento, l’intensità, la direzione ecc. possiamo fare tutte le
modifiche che desideriamo e analizzare in che modo cambiano le
nostre emozioni.
Intensità
Pressione
Localizzazione sul corpo della sensazione
Frequenza
Temperatura (caldo,
freddo)
Tensione muscolare
Direzione della sensazione
Le submodalità sono l'aspetto visivo, uditivo, cenestesico,
olfattivo è gustativo dell’esperienze richiamate alla memoria e
rispondono alle seguenti domande: Chi? Con chi? Con che cosa?
Quando? Quanto? Dove?
Esempio:
“ Ieri sono andato con
un mio amico a mangiare una pizza al piatto
alla nuova pizzeria in via
x”.
Qui abbiamo una frase ben formata:
Ieri - Quando.
Sono andato – Chi/dove.
Con un mio vecchio amico – Con chi.
A mangiare una pizza al piatto alla nuova pizzeria in via x -
Cosa/come/dove.
Per le persone che utilizzano in modo preferenziale il sistema
visivo anche le loro submodalità sono visive.
Quindi lo sono anche le caratteristiche, delle loro immagini, quando
raccontano un avvenimento della loro esperienza.
Mentre coloro che prediligono la modalità rappresentazionale
auditiva; riascoltano frasi,
suoni e
parole udite con le sue caratteristiche, (tono, timbro, profondità,
cadenza ecc.).
Così è per le persone che prediligono il sistema rappresentazionale
cinestesico che appartiene alle percezioni tattili
esterne e interne propriocettive e viscerali. Si possono richiamare
ai contatti e le varie sensazioni corporee sia tattili che emotive
viscerali.
Ma, anche per l’odorato e il gusto che, ingiustamente, sono stati
accorpati al sistema cinestesico mentre, dovrebbero essere studiati
in modo autonomo, come abbiamo già accennato nel corso del nostro
manuale, assumono una seria importanza, alla quale non è stata data
la giusta attenzione e importanza, questo fattore è molto più
importante se abbiamo a che fare con bambini. Qui possiamo fare un
accenno ad esempio: di quando con la famiglia si andava a trovare i
nonni, tornano in mente la cucina caratteristica della nonna,
l'odore della sua casa, il costo delle torte eccetera. Ma sono molti
altri i fattori in cui l'odorato il gusto sono predominanti ad
esempio certi profumi che troviamo in certi ambienti, della persona
amata, l'odore e il sapore dei cibi ma, anche altri gusti.
Quando ci apprestiamo ad aiutare un cliente ma, anche per aiutare sé
stessi, dobbiamo indagare le proprietà delle submodalità coinvolte:
delle immagini, dei suoni, delle sensazioni, dell’odorato e del
gusto, delle esperienze memorizzate che influenzano il nostro
comportamento, trasmettendoci convinzioni in merito a qualcosa.
Considerando lo stato di disagio di una persona, in relazione a
un'esperienza negativa del suo passato, le sub-modalità sono di
grande importanza per aiutarlo a cambiare e modificare il ricordo di
quell'esperienza del passato, che ancora lo tormenta, per superare
il blocco psicologico e la conseguente sofferenza.
Tali informazioni che sono memorizzate, cosi come sono state
acquisite, sotto forma di immagini, suoni o sensazioni.
Quindi ogni immagine, suono o sensazione presenta caratteristiche
sub-modalità riproponendo qui ed ora l’esperienza effettiva fatta.
Ad esempio se vogliamo cambiare un‘immagine che richiama
un’esperienza ansiosa o negativa, che nella nostra memoria si
presenta: grande, ben visibile e al centro del proprio spazio
personale oppure piccola ecc., possiamo provare a spostarla ad es:
alla destra del nostro schermo personale, sfuocarla o renderla
ancora più grande e nitida da entrarci dentro; un suono potrebbe
avere un volume alto o basso, una sensazione potrebbe essere più o
meno intensa. Cambiando deliberatamente alcuni aspetti della
sub-modalità otteniamo una prospettiva diversa dell'esperienza che
ci ha disturbato per diverso tempo.
Anche in questo caso dobbiamo considerare che ciascuno ha un suo
particolare modo di processare l’esperienze. Per alcuni le cose che
piacciono sono rappresentante come immagini grandi, con colori
vividi e luminosi mentre, l’esperienze di disagio come immagini
piccole in colori scuri.
Personalmente non amo i sistemi rigidi perché nell'essere umano, ciò
che può essere piacevole per uno, può essere spiacevole dell'altro
in relazione allo stato psicologico del momento.
Ora qualche esercizio da usare per sé stessi e per familiarizzare
con le sub-modalità:
Come abbiamo già appreso lungo l'arco del nostro manuale, per fare
gli esercizi è bene trovare un posto tranquillo in modo da potersi
rilassare e concentrarsi sull'esercizio che desideriamo fare, dopo
di ciò, entriamo nella nostra mente e cerchiamo tra l’esperienze
quella particolare situazione che ancora ci pesa e che spesso ce la
ritroviamo davanti agli occhi della mente. Richiamiamo
quest'esperienza, scrutiamola attentamente poi incominciamo a
cambiarne alcuni aspetti ad esempio:
“è un'esperienza che è accaduta una sera all'imbrunire, che si
ripresenta spesso, perché è il fenomeno di tutti i giorni. Quella
oscurità ci dà fastidio, risveglia in noi sensazioni di disagio.
Allora blocchiamo l'immagine davanti ai nostri occhi ed iniziamo a
giocare con la sub-modalità della luce che aggiungiamo a quella
oscurità, controlliamo che effetto ci fa, che sensazioni si lascia,
che impressione ci fa”.
Capitolo quinto:
Cos’è e come utilizzare la linea del tempo
La time line è il modo in cui consideriamo o viviamo il tempo sia
che si tratti del nostro passato, del presente o futuro.
Precisamente vi sono delle persone dette "in time", (nel tempo), che
vivono il momento presente, per loro il tempo è amplificato, fermo,
sono spontanei, hanno difficoltà ad essere puntuali o a rispettare
le scadenze.
Mentre per le persone "through time" (attraverso il tempo), hanno
davanti a sé passato, presente e futuro, sono soggetti
pianificatori, puntuali capaci di gestire il tempo.
Quando parliamo del tempo utilizziamo varie espressioni, nelle quali
nascondiamo la nostra esperienza soggettiva. Utilizziamo frasi come:
"andare indietro nel tempo", "in un passato remoto", "in un lontano
futuro". Sembriamo pensare al tempo come una linea. Se pensiamo ad
un episodio del passato come si fa a sapere quando è accaduto? come
si fa a sapere se quel qualcosa è avvenuto due settimane fa oppure,
è accaduto da due anni o è passato ancora più tempo?
Cerchiamo nel nostro spazio personale, facendoci le seguenti
domande:
- Dove collochiamo (nel nostro spazio personale) il nostro passato?
Pensate a un evento accaduto es: l'ultimo compleanno, un viaggio di
piacere, una vacanza ecc.. facciamo attenzione a dove lo vediamo,
sentiamo o percepiamo nel nostro spazio personale. Attenzione!
ognuno ha un suo caratteristico modo di collocare il tempo, es: il
suo passato è.. a destra, sinistra, dietro, davanti; le posizioni
sono molte.
- Allo stesso modo ora, guardiamo, ascoltiamo e percepiamo dove
collochiamo il nostro futuro? Pensiamo a qualcosa che speriamo di
realizzare: una promozione, un progetto, un viaggio. Certamente qui
dobbiamo prendere nota che il futuro desiderato non può presentarsi
in modo limpido in quanto esso è in costruzione.
Dopo aver identificato il nostro passato ed il futuro. Se uniamo con
una linea immaginaria i due punti, abbiamo scoperto la nostra linea
del tempo.
La linea del tempo è una tecnica estremamente potente ed utile per
la ricerca e la ristrutturazione di eventi traumatici avvenuti nel
passato. Ricordi e disagi ancora molto attivi nella vita attuale da
limitarne il normale flusso. Ma, il passato di una persona non è
costellato solo da esperienze negative e traumatiche, se entriamo
dentro di noi alla ricerca di periodi, momenti e situazioni, in cui
ci siamo visti e percepiti pieni di coraggio, di creatività e
capacità di adattamento. Sono tutte risorse che ancora ci
appartengono, che possiamo andare a prendere nel passato nella
nostra del tempo per portarle nel presente e proiettarle nel futuro.
Questo è il modo migliore per utilizzare questa importante tecnica
psicologica.
La linea del tempo è utilizzata, (con un operatore qualificato nella
psicologia ipnotica), per aiutare il paziente ad entrare in una
trans ipnotica e in regressione d'età a scopo terapeutico.
Dopo che abbiamo identificato le due estremità della nostra linea
del tempo cioè: il passato ed il futuro, posizioniamole davanti ai
nostri occhi in un'unica linea. Ora possiamo scorrere con la mente
lungo la nostra linea del tempo; dal centro, (= il presente),
andiamo verso il nostro passato, (normalmente è a sinistra,
l'inverso per i mancini), per cambiare quella situazione disturbante
e ritrovare quelle risorse: sicurezza, coraggio e autostima; che non
riusciamo più a avere e che immaginiamo, senza convinzioni, di poter
ri-possedere.
La linea del tempo è utilissima per proiettarci nel futuro per
costruire possibili obbiettivi da raggiungere, tappa dopo tappa,
innescando un processo creativo e motivazionale auto rinforzante.
Ora facciamo un' esercizio di time line (linea del tempo) veloce per
ristrutturare una incresciosa situazione di disagio che ancora ci
pesa.
Chiudi gli occhi e respira tranquillamente!
Ricorda quel blocco psicologico che hai avuto quella volta... che
ancora ti crea disagio, guardalo, ascoltalo e percepiscilo con
attenzione. Quando sei sicuro di averlo identificato
Chiudilo nel pugno della tua mano sx.
E.. mentre mantieni il pugno stretto … pensa a che cosa avresti
avuto bisogno in quel momento per superarlo …. guarda, ascolta,
senti con attenzione.
Ora chiudilo nel pugno della tua mano dx.
Ora apri e stringi più volte contemporaneamente entrambi i pugni. E
puoi percepire una sensazione di forza che ti pervade tutto il
corpo.
Provare più volte ci aiuta a familiarizzare con l'esercizio.
Capitolo
sesto:
corpo, energia e salute
Fin'ora abbiamo preso confidenza con i sistemi "rappresentazionali"
con la coerenza del linguaggio e della CNV = Comunicazione Non
Verbale, l'importanza delle submodalità e la linea del tempo. Ora
impariamo ad utilizzare la PNL per la nostra salute psicofisica.
La concezione meccanicistica della biologia, ancora in voga nelle
scienze mediche, oscura il concetto di energia come forza trainante
e vitale di tutte le creature viventi.
Psiche e soma, si scambiano continuamente energia durante l’arco di
vita dell’individuo e mantengono quell’equilibrio dinamico,
necessario al suo processo evolutivo.
Un meccanismo psico-biologico interattivo complesso che, solo in
parte è innato predeterminato biologicamente e geneticamente,
personalmente credo che il gene sia un elemento dinamico capace di
adattamento e cambiamento nell'arco della vita dell'individuo. Una
teoria certamente azzardata ma, non necessariamente fantasiosa.
Questo meccanismo psiche-soma è influenzato dall’esperienza
dell’individuo in rapporto al suo ambiente di vita. Alle convinzioni
e valori di base che sono il prodotto dell'ambiente culturale, stile
di vita e modelli educativi.
Se la vita e un processo attivo, noi siamo i responsabili della
nostra vita e della nostra salute psicofisica, le quali si
preservano solo con l’equilibrio ecologico dell’utilizzazione della
propria energia vitale.
Possiamo imparare a sviluppare e dirigere le nostre energie verso
obbiettivi positivi per la nostra salute fisica e mentale. Ora! deve
essere chiaro a tutti che "il fai da te" ha un limite, in quanto
l'individuo a difficoltà, nel suo dialogo interno, ad essere
coerente con se stesso. Nell'auto negoziazione si trova a lottare
contro: la generalizzazione, la cancellazione e la deformazione.
Quindi, da soli possiamo fare molto per noi stessi ma, dobbiamo
usare l'intelligenza ed essere umili per chiedere l'aiuto di persone
esperte quando è necessario.
Nessuno di noi è un'isola totalmente autonoma ciò, è valido per ogni
forma di vita.
Presento di seguito alcuni esercizi che possono aiutarci a
raggiungere degli obiettivi possibili, se non altro, impareremo a
dirigere la nostra attenzione verso mete positive e a sviluppare il
pensiero positivo verso noi stessi, il che è certamente un primo
passo importante.
1) Esercizio della scozzata (swish) V.A.K., integrazione e
proiezione nel futuro desiderato
Ci sono situazioni ed esperienze che abbiamo vissuto è che ancora ci
fanno sentire a disagio?
Nota ciò che sta avvenendo dentro di te mentre cerchi una risposta a
questa semplice domanda, fai attenzione:
alle immagini che affollano la tua mente,
alle sensazioni che invadono il tuo corpo,
al tuo dialogo interno,
spesso si ripresentano immagini, sensazioni, parole che ci riportano
al nostro disagio.
E' ovvio perché utilizziamo le nostre energie e il tempo per
scacciare il disagio, con il risultato ultimo, di averlo sempre più
presente. Senza una strategia è impossibile lottare.
Allora, ora vi insegno un modo efficace che se fatto con attenzione
comporta dei sicuri cambiamenti. Quindi iniziamo, troviamo un posto
tranquillo in cui possiamo stare per 20" minuti senza essere
disturbati:
Ora ... Chiudiamo gli occhi (ciò agevola) e iniziamo a respirare,
lentamente e rilassiamoci.... rilassiamo ogni parte del nostro corpo
iniziando dai piedi, lentamente sempre più su fino ai muscoli del
viso e della testa. Ora.. in questo piacevole stato di tranquillità,
costruiamo una immagine davanti (circa 30 cm) ai nostri occhi,.. una
immagine che rappresenta (nel modo più realistico possibile) quello
stato .. del quale ci si vuole liberare...
Metti in quell'immagine.. tutte le sensazioni di disagio .... le
parole che l'accompagnano... il disgusto e gli odori deprimenti che
le si associano...
Blocchiamo l'immagine davanti ai nostri occhi come se fosse una
fotografia.... o un quadretto
15 x30 cm
controlliamo che sia veramente l'immagine che rappresenta la realtà
del nostro disagio.. del quale ci vogliamo liberare.
Ora.. costruiamo sulla stessa immagine in basso, a destra o a
sinistra, una piccola immagine o fotografia che rappresenta l'esatto
opposto di quella grande... nelle sensazioni, nelle parole e colori,
(non preoccuparti se l'immagine piccola non è chiara e limpida, essa
appartiene al futuro che stai programmando)..... Quando siamo sicuri
che è l'immagine giusta.... con le sensazioni e le parole che
desideriamo veramente. Allora!
Per 10 volte consecutive..... ed il più velocemente possibile...
ingrandisci l'immagine piccola....
Poi verifichiamo se l'immagine piccola e diventata grande,
controlliamo se l'immagine grande c'è ancora.... se non c'è più.....
allora controlliamo la nuova immagine..
è quella che abbiamo costruito noi? se si,..... guardiamola con
attenzione..
inseriamo nel suo interno i nostri desideri e tutte le risorse che
pensiamo di possedere o che una volta, (non importa quando), ci sono
stati utili nella vita.... ci hanno fatto sentire sicuri e
positivi...pieni di autostima. Dopo aver inserito tutto.....
inseriamo ora... degli obiettivi che vorremmo raggiungere nel
futuro, quando abbiamo terminato.. verifichiamo ancora che è
veramente ciò che desideriamo.....
poi... prendiamo quella immagine con tutto ciò che rappresenta per
noi... ed inseriamola dentro il nostro corpo...
mentre fai un profondo respiro....
ora... che è completamente dentro di te... lascia che questa
immagine penetri in ogni tua cellula del tuo corpo.... Ora
immaginala come una luce che entra in ogni parte del tuo corpo e
della tua mente... Fai un respiro profondo, dì a te stesso che te lo
meriti.
Questo è un esercizio molto utile per iniziare a cambiare se stessi,
stiamo iniziando ad educare e guidare il nostro cervello ad
utilizzare l'energia psichica verso obbiettivi creativi positivi.
Per qualcuno all' inizio può sembrare difficile da fare ma, non
preoccuparti! Riprova fin quando sei sicuro di avercela fatta. Non
ti stancare mai di esercitarti, non ascoltare quella parte di te che
rema contro, sii paziente con te stesso ma, non strafare! potresti
perdere la motivazione.
2) Un esercizio di respirazione
Impariamo ora ad utilizzare la respirazione “Ha” per prendere
contatto con noi stessi, recuperare e armonizzare le nostre energie
psicofisiche:
Liberiamo la nostra mente da pensieri e preoccupazione …… Inspiriamo
l’aria profondamente con il naso …ed espiriamo l’aria con la bocca
emettendo il suono del monosillabo “Ha - ah” per tutta la sua
lunghezza.
Senza affaticarci facciamo questo esercizio per cinque minuti, ciò
inizialmente ci permette di familiarizzare con le nostre sensazioni
corporee. In seguito possiamo aumentare il tempo e aggiungere una
visualizzazione dell’energia che fluisce lungo il nostro corpo
oppure sulla parte o organo che ha bisogno di essere rivitalizzato.
L’esercizio è vantaggioso se fatto per almeno venti minuti.
3) Esercizio della meditazione dinamica
Troviamo un posto in cui possiamo stare da soli senza essere
disturbati, mettiamoci nella posizione più comoda per noi e
incominciammo a respirare lentamente, rilassando ogni parte del
nostro corpo, sentiamo il battito del nostro cuore regolare e
tranquillo quando siamo pronti:
-
Scegliamo il problema che vogliamo trattare, può essere: fisico,
emotivo o mentale. Dopo averlo individuato con chiarezza nella
nostra mente.
-
facciamo la seguente dichiarazione, mentalmente o ad alta voce:
"Io ho un problema, (specificare il problema...), e questo può
cambiare; io voglio che questo problema se ne vada".
Con due/tre dita massaggiate delicatamente i seguenti punti:
-
il centro del petto;
-
il dorso di entrambe le mani nel punto di congiunzione tra il
pollice e l'indice;
-
la vertebra sporgente alla base del collo.
Inspirate portando l'attenzione sopra la vostra testa; espirate
portando l'attenzione sotto ai piedi.
I sintomi possono cambiare di intensità, dislocazione, o tipologia.
Ripetete questi passaggi per ottenere benefici duraturi nel tempo.
Fate l’esercizio tre volte al giorno fin quando non si notano
cambiamenti importanti.
E' importante che durante questi esercizi si faccia attenzione al
nostro dialogo interno, spesso, come abbiamo già accennato durante
questo corso, vi sono parti di noi incongruenti. E' necessario
quindi bloccare quell'atteggiamento di dubbio, scetticismo e
negatività in grado di bloccare ogni nostro tentativo di cambiare.
Un atteggiamento positivo e di lotta e fiducia è fattore importante
per convogliare tutte le energie necessarie verso un unico
obiettivo.
Bibliografia essenziale: fare riferimento alla pagina "Libri di PNL"
di questo sito
Dott. Aulicino Vincenzo