[1]Costantino Kavafis nasce ad Alessandria d'Egitto il
29 aprile 1863 da genitori greci originari di Istanbul.
La sua famiglia, appartenente alla borghesia commerciale, subisce un
tracollo economico nel 1876 e si trasferisce all'estero: prima a
Liverpool, poi a Istanbul. Nel 1892 Costantino, che può già vantare
una discreta fama per le sue attività di pubblicista e poeta, viene
assunto al Ministero dei Lavori Pubblici di Alessandria d'Egitto,
dove rimane, facendo una veloce e redditizia carriera, fino al 1922.
Nel 1897 viaggia a Parigi e nel 1901 ad Atene, dove tornerà anche
nel 1903 e nel 1905. Nei suoi appunti autobiografici si parla di una
precoce omosessualità, talora psicologicamente traumatica. Dal 1919
il poeta viene coinvolto in varie polemiche, sia perché personaggio
illustre e rappresentativo, sia per la violenta diatriba
alessandrina e ateniese che lo vede tra i protagonisti.
Muore il 29 aprile 1933 ad Alessandria, dopo un'operazione alla gola
subita ad Atene l'anno precedente.
Di quest'autore ci rimane un corpus di 154 poesie, pubblicate in
fogli volanti, via via raccolti in fascicoli; la prima edizione in
volume uscì postuma nel 1935.
Le sue liriche sono epigrammatiche, brevi, essenziali
attraversate da una sottile venatura ironica e caratterizzate da una
concezione aristocratica della poesia, intesa come mezzo di
nobilitazione e di riscatto dalla miseria umana. La poesia è spesso
canto della memoria e nasce da un passato biografico e storico (in
particolare l'età ellenistico-romana e l'età bizantina, nelle quali
egli sceglie fatti e personaggi in cui s'incarnano problemi
esistenziali
1° Parte
I nostri sensi nella programmazione neuro linguistica
In che modo gli esseri di questo nostro mondo terreno, animali e umani
imparano a conoscere l'ambiente che li circonda?
Talvolta simili domande sembrano davvero aver poco senso
e
inutili, in quanto ovvie si
considerano le risposte. Eppure! non sempre ciò che è palese viene
compreso e afferrato da tutti.
Quante volte c’è accaduto di "arrampicarci sugli specchi" alla ricerca
di una soluzione che era a portata di mano?
Se
volgiamo lo sguardo dentro di noi,
nelle nostre passate esperienze,
ci accorgiamo subito che quanto
stiamo affermando è vero; Un attimo dopo essere immersi nella nostra
memoria emergono fatti e
situazioni del nostro passato completamente dimenticati e
forse anche imbarazzanti che ci
appartengono.
Ebbene, tutti gli esseri del pianeta terra imparano a conoscere il mondo
attraverso le porte della percezione. Queste entrate sono i nostri
cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto che, in
programmazione neuro linguistica, giustamente, prendono il nome di:
sistemi rappresentazionali in quanto proiettano: dalla realtà esterna
verso l’interno, attraverso il sistema nervoso fino a raggiungere il
nostro terminale più importante che è il nostro cervello;
il quale ha il compito di
decodificare gli input cioè, le forme e i colori, suoni e rumori, le
superfici lisce o ruvide, gli odori e fetori vari,
il dolce, il salato, l’acro e l’acido.
I cinque sensi sono gli unici canali (o strumenti) che il nostro sistema
mente-corpo possiede per conoscere ed interpretare il mondo, per dare un
senso alla nostra esperienza della vita.
Quello che i nostri sistemi rappresentazionali portano all’attenzione
della mente, viene assimilato è utilizzato per costruire e modellare,
una nostra personale mappa di riferimento, la quale sarà adoperata per
processare e decodificare la realtà.
Da questa importante funzione neurologica probabilmente nasce il
concetto di Programmazione Neuro-Linguistica. Nel paragrafo
seguente analizziamo nei suoi particolari l’acronimo pnl.
Cosa significa programmazione neuro- linguistica (PNL)?
P = programmazione;
La programmazione: è quella attività di lavoro del sistema neurologico
di elaborazione che avviene nella mente nell’individuo dal momento in
cui riceve una informazione da uno o più sistemi rappresentazionali che,
come già abbiamo accennato sono: i nostri cinque sensi.
Tutto quello che viene percepito dai nostri sensi viene elaborato del
nostro cervello, il quale adatterà quanto percepito dai nostri sistemi
rappresentazionali filtrandolo e adattandolo in funzione della nostra
individualità e personalità specifica, nel "qui ed ora".
Conseguentemente, il programma comportamentale di ciascuno, (come siamo
ora, cosa pensiamo ed il nostro modo di agire nelle diverse circostanze
della vita, non è altro che il
risultato delle nostre percezioni e ri-adattamenti della realtà
oggettiva e soggettiva assimilata.
Con l’espressione “realtà oggettiva e soggettiva” si vuol specificare e
spiegare al lettore, che il nostro cervello non categorizza
la differenza tra: Un’esperienza della vita reale con quella
immaginaria; cioè: la visione di un film emotivamente coinvolgente è
un’esperienza che assume altrettanto valore ad una situazione simile
vissuta nel reale. La lettura di un romanzo che ci affascina,
un’emozione vissuta con persone importati, tante altre emozioni vissute,
sono tutte esperienze che facciamo con il nostro essere psicofisico.
Esperienze oggettive o soggettive che siano, appartengono alle reali
acquisizioni esperienziali che forgiano la nostra personalità.
Pertanto, la struttura psicologica della persona, la personalità
dell’individuo nella sua complessità è il risultato della elaborazione
dell’esperienze di quella volontaria reale ma, anche involontaria
immaginaria, costruita nel suo cervello, nel suo dialogo interno.
Il bambino che gioca, non solo: ripete gesti e parole acquisite nel suo
ambiente di vita, (aspetto essenziale per lo sviluppo
dell’apprendimento), egli prova molte varianti al gioco originale,
costruendo una realtà immaginaria nuova e creativa che ha lo stesso
valore esperienziale.
N= neurologico;
L’ esperienza che facciamo ogni giorno quello che vediamo, sentiamo,
percepiamo con il tatto, comprese le varie e continue sensazioni
interne, neurovegetative, quello che odoriamo e gustiamo quindi, tutto
ciò che passa attraverso i cinque sensi: la vista, l’udito, la
cenestesi, l’olfatto e il gusto.
E’ filtrata ed elaborata dal nostro sistema nervoso.
Con la percezione della realtà oggettiva e soggettiva che acquisiamo
attraverso questi canali rappresentazionali e l'attività di filtraggio
che il nostro cervello attua attraverso tre funzioni essenziali, che
possono apparire un limite, ma esse svolgono l’importante funzione di
protezione dal sopracarico mantenendo integro l’equilibrio psichico.
Le tre funzioni importanti sono:
- la generalizzazione;
che è il processo attraverso il quale un elemento del nostro modello del
mondo giunge a rappresentare un’intera categoria.
Certamente come in tutte le situazioni ed esperienze che ci troviamo a
fare nella vita la generalizzazione ha aspetti positivi e negativi:
una generalizzazione che ha una funzione positiva è ed
esempio: un bambino che si
scotta toccando il fuoco di un fornello o di un camino a legna,
generalizzerà che: a toccare il fuoco ci si brucia! ciò viene inserito
in quelle esperienze che è meglio non ripetere.
Ma vi possono essere delle
generalizzazioni che hanno certamente un aspetto negativo, ed in questo
caso devono essere ristrutturate in quanto possono causare situazioni
molto spiacevoli nella vita delle persone; qui possiamo fare l'esempio
di: una donna che ha avuto diverse relazioni sentimentali fallite perché
non capita e apprezzata, sviluppare una generalizzazione
sull'incapacità degli uomini di amare ed altro. Con il risultato
ultimo di rifiutare qualsiasi tipo di avances: perché gli uomini non
sanno amare.
- La
cancellazione;
in cui viene prestata
l’attenzione ad alcune dimensioni della nostra esperienza e se ne
escludono altre. Quindi la cancellazione ha luogo quando restiamo
attenzione a certe porzioni della nostra esperienza trascurando le
altre, un meccanismo che facciamo in modo naturale è automatico. Come ad
esempio l'attenzione selettiva verso una voce di un amico, durante una
conversazione, in un ambiente affollato. In questo caso si tende a
cancellare il rumore e il vociare della folla.
- La deformazione;
che è la trasformazione in modo diverso, dai rapporti che si presume
debbano rappresentare.
La capacità di deformazione è una qualità che abbonda in tutte le
persone creative. Bisogna deformare la realtà per riuscire a creare
qualcosa di nuovo. Tuttavia, abbiamo anche la tendenza a distorce la
realtà che ci può causare diversi disagi.
Possiamo fare l'esempio di una coppia che litiga, il tentativo di uno di
fare pace viene distorto dall'altro che mantiene il rancore.
Ad opera del sistema neurologico, costruiamo un personale e particolare
unico mondo interno cioè, una mappa di riferimento che utilizziamo
costantemente e sulla quale modelliamo il nostro
comportamento, il pensiero, le convinzioni e i valori che ci
accompagneranno lungo tutto l'arco della vita.
Possiamo tranquillamente affermare che questo processo di scrematura da
parte del nostro sistema neurologico, ha inizio nel grembo materno, qui
il feto reagisce al suono della voce della madre e ai suoi stati
d’animo. Ma egli reagisce anche ad altri suoni e rumori dell’ambiente
circostante.
L - linguistica;
Il linguaggio: è l’espressione personale della nostra percezione
soggettiva. Ciascuno di noi utilizza una modalità verbale caratteristica
per esprimere le proprie esperienze, il pensiero e le emozioni.
Ottenute le informazioni si attua un processo interno, (nel proprio
sistema mente-corpo), di riadattamento di tutto quello che si è
percepito.
Il prodotto di questa elaborazione è la formazione di rappresentazioni
mentali personali che esprimiamo con il nostro particolare linguaggio.
Le rappresentazioni mentali influenzano i nostri valori e le convinzioni
che abbiamo, formando in ognuno una condizione psicologica interna
strutturata da emozioni, sentimenti e sensazioni unici
I sensi sono i canali d’entrata di tutte le informazioni che raggiungono
e strutturano l’essere uomo, la sua struttura psicofisica oggettiva e
soggettiva sin dalle prime fasi della vita.
Un sistema dinamico di: “entrata – elaborazione – uscita”, che
costituisce la nostra attuale personalità specifica “qui ed ora”
Per raccogliere decodificare le informazioni e costruire la propria
mappa ci si serve delle cinque funzioni: osservare, ascoltare, toccare,
odorare e gustare.
Anche se ognuno di noi, utilizza tutte le modalità sensoriali a sua
disposizione, ogni persona ne utilizza in modo preferenziale uno.
Quindi abbiamo delle persone che prediligono il sistema visivo, esse si
esprimono usando una verbalizzazione con aggettivi, sostantivi e verbi
che richiamano le immagini come: guardare, chiaramente, colorato ecc..;
Mentre quelle che prediligono il sistema auditivo si esprimono tramite
una verbalizzazione con verbi, avverbi e aggettivi che richiamano la
funzione auditiva come:
ascoltare con attenzione quello che dici, tonalità, timbro, suono.
Coloro che si esprimono in modo cinestesico, fanno uso di una
verbalizzazione con aggettivi, verbi ed avverbi che richiamano il
sistema cinestesico sia nel senso del tatto: duro, duttile, fragile ecc,
che sensazioni corporee interne ( ho la sensazione che...).
La PNL ha individuato vari indizi fisiologici utili per comprendere
quale è il sistema sensoriale principale della persona con cui stiamo
relazionando, questo è importante in quanto ci permette di sintonizzarci
con l’interlocutore e formare quel giusto grado di empatia per una
relazione efficace e sana.
Mentre dialoghiamo i nostri occhi compiono sponanei movimenti di tipo
orizzontale e verticale, ad ogni movimento vi è associata una modalità
di utilizzo dei sensi.
La ricerca in neurofisiologia ha verificato che, a seconda del modo
sensoriale presente in una persona in un dato istante, il movimento
oculare risulta essere corrispondente; ad es. se un soggetto ricorda
alcune immagini del proprio vissuto (sistema visivo) gli occhi tendono a
muoversi in alto, se invece ricorda alcune parole dette da qualcuno
(sistema auditivo) gli occhi si muovono orizzontalmente di lato ed
infine, se accede alle proprie emozioni (sistema cenestesico) gli occhi
tendono a dirigersi verso il basso.
La fisiologia
Apprendiamo e memorizziamo in questo paragrafo specificamente il
significato dei vari movimenti oculari ciò, è importante per mettere in
pratica in diversi esercizi che faremo in seguito.
Queste indicazioni sono valide per le persone che utilizzano la mano
destra (dx) mentre, deve essere invertito per i mancini cioè, che
utilizzano la mano sinistra (sx).
- Visivo costruito = V.C. Occhi
rivolti in alto a destra;
Rappresenta che la persona usa
un modo di ricerca collegato esclusivamente alla propria
immaginazione.
Il soggetto costruisce delle immagini inedite utilizzando la propria
creatività.
- Visivo ricordato = V. R. Occhi rivolti in alto a sinistra;
Rappresenta che la persona usa la ricerca di ricordi legati ad immagini
già viste, legate ad avvenimenti vissuti, luoghi, film ecc.
- Auditivo costruito = A. C. Occhi orizzontalmente rivolti di lato a
destra; Il soggetto costruisce creativamente tutto ciò che appartiene
all’ambiente sonoro, compreso il ragionamento, che prevede l’analisi di
concetti verbali.
- Auditivo ricordato = A. R. Occhi orizzontalmente rivolti di lato a
sinistra; Rappresenta la ricerca di ricordi legati a parole, suoni
sentiti e ad avvenimenti vissuti.
- Cenestesico = C e/o K. Occhi rivolti in basso a destra;
La mente si rivolge ai canali sensoriali che specificamente riguardano
le sensazioni, cercando di portare alla memoria ricordi di questa
natura.
- Dialogo interiore = D. Occhi rivolti in basso a sinistra (interno,
digitale); Il soggetto parla a se stesso.
Ogni sistema ha una modalità interna ed esterna
Visivo Esterno; osservazione della realtà.
Visivo Interno; visualizzazione e creazione di immagini interiori.
Auditivo Esterno; ascolto di suoni e rumori della realtà.
Auditivo Interno: si creano suoni e discorsi interni
Cenestesico / kinestesico Esterno; sensazioni tattili: contatto con gli
ambienti, oggetti, vestiti ecc.
Cenestesico /Kinestesico Interno: sensazioni ricordate, emozioni,
rapporto con il proprio corpo, sensazioni neurovegetative.
Nel cenestesico vengono accorpati anche il gusto e l’olfatto che, come
vedremo più avanti, hanno una grande importanza nel richiamare momenti
particolari del proprio vissuto.
Lo schema che segue è una sintesi degli indizi di accesso per la persona
“normalmente organizzata”che utilizza di preferenza la mano destra.
NB. Per le persone mancine, che utilizzano di preferenza la mano
sinistra lo schema deve essere invertito
Schema

Legenda
Vc= Immagini visive costruite.
Vr =Immagini ricordate o eidetiche
NB. L’accesso alle immagini visive può essere indicato anche dallo
sguardo immobile e fuori fuoco.
Ac = Suoni o parole costruiti auditivamente.
Ar = Suoni o parole ricordati auditivamente
C = Sensazioni cenestesiche, anche odorato e gusto.
A = suoni o parole percepiti auditivamente, il dialogo interno.
Più avanti nel prosieguo di questo corso parlerò di altre modalità da
utilizzare per comprendere il modo di esprimersi del nostro
interlocutore. La capacità di capire l’altro cioè, il suo modo di
comunicare ci permette di sintonizzarci con lui, (utilizzando il
medesimo sistema rappresentazione), per dare corpo ad una comunicazione
soddisfacente e sana. Quanto detto è estremamente importante per alcune
professioni: insegnanti, medici e paramedici ecc. ma, altrettanto valida
per l’uomo comune.
Tornando all’argomento di questo capitolo, facciamo ora qualche semplice
esercizio, questo ci è utile per verificare sul campo se quanto abbiamo
detto fin'ora corrisponde al vero. Perdonatemi!
Ma desidero sottolineare l’importanza di fare gli esercizi proposti, vi
sono persone che si avvicinano e comprano un manuale, (che è uno
strumento pratico cioè da utilizzare), con tutte le buone intenzioni ma,
poi si perdono tra le parole senza mai provare l’emozione pratica di
agire.
Quando siamo con amici o parenti cogliamo l’occasione per esercitarci
coinvolgiamoli come in un gioco.
Facciamo attenzione nel corso di questa situazione di gioco o in una
normale conversazione, ai movimenti degli occhi del nostro
interlocutore, ascoltate i tempi dei verbi, degli avverbi e degli
aggettivi, che utilizza più frequentemente durante l’eloquio, insomma
del suo modo di esprimersi in generale. Se fa uso delle immagini, dei
suoni o delle sensazioni tattili o propriocettive cioè sensazioni
interne.
Fate domande semplici ad allo scopo di comprenderne il canale
rappresentazionale preferenziale ad es: descrivi una città che ti ha
affascinato. Parlami del tuo viaggio preferito. A queste domande
generiche, se abbiamo dubbi, ne facciamo qualcuna più diretta ad esempio
sul sistema rappresentazionale visivo es: descrivi il colore degli occhi
della persona per te più cara o qualsiasi altro aspetto che possa
richiamare il sistema visivo del vostro interlocutore.
Fate
lo stesso, per richiamare il sistema auditivo es: quali sono le prime
note della tua canzone preferita? La voce di una persona cara.
Continuate con la modalità cenestesica es: come ti senti quando sei
seduto sulla tua poltrona preferita? ecc...
Non dimentichiamo di fare qualche domanda sull' olfatto e il gusto che
sono due sensi molto importanti e raffinati e molto potenti nel
richiamare situazioni ed esperienze.
Cerchiamo di esercitarci tranquillamente, con gli amici o parenti,
piccoli gruppi senza paura di sbagliare, ricordatevi che l’impegno
promuove è dà validi frutti.
2° Parte
Come
possiamo utilizzare i nostri sensi?
Avere degli strumenti sofisticati, quali sono i nostri sistemi
rappresentazionali ha poco
significato o importanza se poi
non sappiamo come possiamo servircene.
Ebbene!
In questa parte del nostro
piccolo manuale impariamo a conoscere e usare
i nostri sensi.
Se desideriamo migliorare ed ampliare la nostra consapevolezza ed acquisire
una maggiore elasticità psicologica. Raggiungere una maggiore competenza
relazionale e imparare a relazionarsi con le diverse personalità e
individualità. Dobbiamo essere in grado di maneggiare con dovizia gli
strumenti di cui la natura ci ha dotati, che abbiamo a disposizione, senza
doverli andare a cercare altrove. Strumenti che non dobbiamo acquistare al
supermercato o in qualche laboratorio scientifico perché sono già in nostro
possesso. Apprendere consapevolmente la funzionalità e potenzialità dei
nostri cinque sensi ci permette di raggiungere gli obbiettivi propostici nel
manuale, questo vuol significare che: dobbiamo
prendere coscienza ed imparare a servircene in modo appropriato e
positivo, ciò agevola la nostra competenza rendendo trasparenti i nostri
rapporti sociali, le nostre relazioni familiari e amicali,
permettendoci una maggiore libertà di scelta ed ampliare la coscienza
di essere nel mondo.
Dobbiamo essere noi a guidare la locomotiva del nostro treno e mantenerne
saldi i vagoni, questo è il paradosso
o meglio è la contraddizione della struttura psicologica degli esseri umani.
Proprio così! il nostro cervello ha bisogno di essere guidato, ma per fare
questo dobbiamo avere una mappa di riferimento per sapere dove andare, avere
degli obiettivi possibili da raggiungere; Se
lasciamo che il nostro cervello vaghi liberamente senza una direzione, un
obbiettivo, un percorso sensato e fattibile, come un’anima in pena senza
guida né obiettivi da raggiungere. Tende immancabilmente ad inciampare su
quelle immagini, quei suoni e quelle sensazioni deprimenti e negative che,
non riusciamo mai a dimenticare e che nei momenti di crisi o difficoltà ci
ri-appaiono immancabilmente nella mente. Allora! Il vissuto drammatico,
traumatico e doloroso del nostro
passato: diventa presente, costante e pressante scavando il fossato del
futuro nella ri-edizione del passato, che non potrà mai cambiare.
L’esperienza professionale trentennale m’ha
fatto notare: quando la persona si blocca ed è incapace di prendere
decisioni, anche semplici, che potrebbero sbloccarne la situazione di crisi,
procrastina nel tempo il dà farsi. La
sua struttura psicologica inconscia che io chiamo la sua mente profonda e
saggia, che tutti possediamo, nel tentativo di superare l'impasse, il blocco
psicologico, mette in atto un processo di costruzione di immagini, parole e
sensazioni capace di dare corpo ad un disagio psichico che può variare da
lieve a complesso. E’ il tentativo di richiamare alla mente razionale “il
darsi da fare”, ma se anche questo non smuove una ricerca interiore di
cambiamento, il disagio può nel tempo, esprimersi nella psicopatologia.
Questo comportamento, a mio avviso, ha soprattutto l’obiettivo di scuoterci
dallo stato di torpore o inettitudine mentale. Cosa ci può destare più delle
nostre interiori immagini, parole e sensazioni, deprimenti?
Il cervello non sopporta il nulla, non si può fermare! Egli deve sapere dove
andare e allora produce salute e creatività
nel raggiungimento dello scopo e da corpo a una vita dinamica.
Quanto detto sopra non è pura fantasia ciò, certamente richiede un
atteggiamento o aspettativa positiva e un’umile considerazione di sé stessi
e dei propri limiti, la cosa che
dobbiamo tenere sempre presente è che bisogna essere disponibili alla
costante negoziazione e programmazione con il nostro sistema mente-corpo.
Una visione olistica del corpo e della mente come un'unica struttura che
interagisce costantemente, capace di prodigi come le guarigioni
inspiegabili.
Entriamo ora nel vivo del nostro corso che come abbiamo già accennato, esso
è composto in particolare da esercizi pratici, d'altronde non vi è altro
modo per apprendere l'arte del cambiamento. Imparare a conoscere e
utilizzare i nostri sensi ci fa migliorare ed ampliare la nostra
consapevolezza, ci dà la possibilità di acquisire una maggiore elasticità
psicologica e relazionale.
Allora impariamo ora, uno per volta, a conoscere e usare i nostri cinque
sensi: vista, udito, cinestesi, olfatto e gusto.
Iniziamo col prendere in considerazione il sistema visivo:
Sono molte le persone convinte e che affermano con convinzione di non avere
immagini nel loro cervello oppure di non essere capaci di costruire
immagini; ebbene! Che sia una distratta convinzione oppure una palese
realtà, se mi seguite e fate i normali esercizi che vi propongo, sicuramente
sarete più competenti. Ora vi insegno come fare a costruire immagini nuove
e richiamare quelle che albergano nella nostra mente.
E’ importante, prima di attivarci allo studio e all’apprendimento dei
diversi esercizi, rassicurarsi di poter stare tranquilli senza distrazioni
di sorta, quindi scegliete accuratamente i momenti di privacy assoluta.
Possiamo stare tranquillamente a casa oppure approfittare di fare questo
esercizio all’aperto e dopo aver trovato un luogo tranquillo, liberiamoci
dalle preoccupazioni e concentriamoci su ciò che desideriamo apprendere,
spendiamo un po’ di tempo per noi stessi, questa frase ha delle implicazioni
importanti, per molte persone: il dedicare del tempo a se stessi, può
apparire quasi egoistico in particolare per coloro che hanno figli, moglie o
marito.
Ma in realtà il tempo che si dedica per migliorare se stessi, si traduce in
una maggiore conoscenza delle proprie possibilità, con maggiori attenzioni
verso le persone che ci sono più vicine, incrementando le
capacità di relazionarsi di quanti sono coinvolti.
Gli esercizi di visualizzazione si suddividono in Vr e Vc
(occhi rivolti in alto a sinistra r = ricordato o rammemorato, occhi rivolti
in altro a destra c = costruito)
1) - visivo ricordato = VR)
Iniziamo ad addestrare il sistema visivo che è il più utilizzato in assoluto
dalla maggioranza delle persone. Incominciamo con degli esercizi semplici,
utilizzando oggetti di uso comune e giornaliero; oggetti che abbiamo in casa
o piccoli oggetti personali che
siamo sicuri di conoscere. Non diamo niente per assodato e risvegliamo la
nostra curiosità. Facciamo o immedesimiamoci,
come i bambini, quando vedono oggetti nuovi e attraenti.
Dopo aver scelto l’oggetto, guardiamolo con attenzione, prima nel suo
insieme, poi nei suoi particolari; Poniamo la nostra attenzione visiva sui
particolari, (esempio: l’oggetto è di colore rosso, attenzione! tutti i
colori hanno sfumature .., la sua forma è triangolare, quadrata, ecc …, la
grandezza …, la consistenza ecc..), analizziamo con attenzione tutto per il
tempo sufficiente da poter imprimere nella nostra mente, l’immagine
dell’oggetto prescelto con le sue caratteristiche per inserirlo nella nostra
memoria visiva. Quando siamo sicuri di averlo impresso nella nostra memoria
facciamo subito una verifica,
chiudiamo gli occhi e cerchiamo di richiamarlo e ricostruirlo, nei suoi
specifici particolari, nella nostra mente visiva così come lo abbiamo visto
nella realtà.
Ripetiamo l’esercizio fin quando la visualizzazione dell’oggetto della
nostra attenzione è facile da richiamare ed è ben ricostruita nei sui
particolari nella nostra mente.
Quando siamo certi di riuscire a richiamare l’immagine senza sforzi,
possiamo passare a una visualizzazione più complessa es. possiamo
visualizzare la nostra casa con le sue stanze, l’arredamento. Una via della
nostra città dove si svolge lo shopping, una piazza che conosciamo bene con
i suoi monumenti, il viso di persone care, degli amici ecc.
Ripetiamo questo esercizio varie volte per almeno tre o quattro giorni; ciò
è importante per richiamare la funzione visiva – ricordata.
Qualcuno nel fare questo esercizio può scoprire particolari mai notati prima
dell’ambiente o degli oggetti presi in considerazione, nonostante siano
sempre stati sotto i propri occhi.
Non c’è da meravigliarsi accade a tutti! Certamente vi sono delle persone
che non hanno difficoltà a fare l'esercizio in quanto utilizzano già
spontaneamente il sistema visivo come primario, comunque consiglio anche a
loro di provare.
Quando siamo certi di essere diventati padroni della prima parte
dell’esercizio procediamo con la seconda parte.
2) – visivo costruito = VC )
Addestriamoci ora, alla costruzione di immagini visive mai viste, entriamo
in questa parte nella vera immaginazione, nella fase della creatività umana.
Quando si parla di creatività tutti pensiamo agli artisti come gli unici
possessori privilegiati di questa dote naturale. In realtà tutti siamo in
qualche modo creativi ciò accade più di quanto noi pensiamo ad esempio: a
chiunque è capitato di arrovellarsi il cervello per diverso tempo oppure
qualche giorno, nella soluzione di uno specifico problema, senza riuscire a
trovare la soluzione e nel momento in cui decidiamo di non pensarci più,
immancabilmente, dopo un po' di tempo riusciamo a trovare una soluzione
adeguata, la nostra mente profonda, spontaneamente ha messo in atto una
ricerca trans derivazionale da farci raggiungere l’obiettivo. Stiamo
parlando di semplici problemi sia pratici che teorici facendo riferimento
all'uomo comune ma, anche nel campo della scienza molte delle scoperte sono
dovute alla creatività dello scienziato la quale si attiva nel momento in
cui riesce a fare qualche passo indietro e cambiare prospettiva.
Probabilmente quello che blocca la creatività è l'atteggiamento rigido dei
nostri schemi mentali col quale affrontiamo i vari problemi che desideriamo
risolvere.
Ma torniamo al nostro corso, in questo caso per facilitarci nell'esercizio
per il compito utilizziamo la
strategia di usare ciò che già conosciamo cioè, quello che abbiamo appena
imparato per raggiungere la buona riuscita.
Le immagini reali che nella prima parte dell'esercizio abbiamo attentamente
analizzato, (scoprendo nuovi particolari), e richiamato alla memoria più
volte. Ora le possiamo riutilizzare in modo nuovo e creativo trasformandole
con la nostra immaginazione.
Sempre, iniziando dagli oggetti più piccoli e semplici per passare a quelli
più grandi e complessi.
Facciamo un esempio: se nella prima parte dell’esercizio abbiamo guardato
una fresca rosa rossa con tutti i suoi particolari, abbiamo visto la forma
dei suoi petali e il colore rosso con le diverse e caratteristiche
sfumature, la forma dei petali e tante altre variazioni che ognuno può
aggiungere a seconda della sua capacità di attenzione.
Richiamiamo nella nostra memoria la stessa immagine di quella rosa rossa....
e quando l’immagine è soddisfacente, ben visibile nella nostra mente
iniziamo a giocare con la nostra creatività cambiandone: il colore...., la
dimensione...., la posizione spaziale...., ecc.. es:
e allora! La bella rosa di colore rosso nella nostra immagine può, a nostro
piacere, diventare marrone chiaro o scuro, può cambiare forma, avere uno
stelo blu con foglie gialle, possiamo renderla opaca, trasparente,
ingrandirla, farla ruotare nello spazio, capovolgerla.
Cosa non si può fare con l'immaginazione? Siamo entrati nel mondo della
creatività, delle immagini costruite con la nostra mente e possiamo
verificare anche che sono completamente nuove perché non ci sono in natura
rose che hanno lo stelo blu e delle foglie giallo canarino. Certamente
questo accade se riusciamo a rompere gli argini che contengono le nostre
rigidità cioè, la convinzione di non riuscire, dobbiamo entrare nella
convinzione che gli esseri umani posseggono tutti le stesse qualità
potenziali.
Così, come abbiamo fatto con la rosa possiamo e dobbiamo fare con tutte le
immagini che abbiamo utilizzato nella prima parte dell’esercizio.
Sbizzarriamoci come desideriamo, divertiamoci e ripetiamo questo esercizio
più volte, per due o tre giorni.
La persona che utilizza in modo prevalente il sistema visivo sarà
sicuramente agevolata nell’eseguire questo esercizio, perché è già un
individuo che utilizza normalmente il sistema rappresentazionale visivo, è
per lui naturale. Comunque gli altri non si scoraggino, l’impegno paga
sempre. E’ chi la dura la vince!
Ogni cosa deve avere un senso logico, un obbiettivo concreto, contrariamente
a ciò si perde la motivazione, la passione si attenua, le difficoltà si
accentuano è non si ha più alcuna voglia di apprendere, tutto ci sembra
troppo arduo per noi, iniziamo a pensare di non essere all’altezza.
Motivazione e apprendimento sono interconnessi, mantengono la memoria attiva
e sollecitano la nostra curiosità.
Raccomando vivamente di fare gli stessi esercizi insieme ad altre persone:
una, due, un piccolo gruppo di amici. Se si è soli si perdono la voglia e la
motivazione, si tende a rimandare a domani, ci si annoia.
Stare e fare con altre persone, ci mette in condizione di relazionare,
confrontarci, correggerci vicendevolmente, di divertirci, verificare e
capire come l’altro processa il mondo. Ci aiuta a comprendere che ciascuno
ha una sua caratteristica mappa di riferimento ed è per questo! che molte
volte non comprendiamo il linguaggio dell’altro o non siamo compresi.
Affermare che tutti noi siamo diversi è un conto, verificarlo è un altro.
Certamente è più entusiasmante fare l‘esperienza diretta insieme agli altri,
si imparano molte più cose.
Gli esercizi auditivi si suddividono anch’essi in
Ar e Ac
(occhi
allineati a sinistra r = ricordato o rammemorato, occhi allineati a destra c
= costruito)
1)
– auditivo ricordato = AR)
Dopo aver utilizzato e preso confidenza con il sistema
rappresentazionale visivo ricordato e costruito prendiamo ora
confidenza con il sistema rappresentazionale auditivo.
Ma come è nostro modo di procedere, per facilitarci l’apprendimento
continuiamo ad utilizzare cose che già conosciamo. Integriamo quindi,
alle immagini reali che abbiamo
utilizzato nei due esercizi fatti con il sistema visivo, il suono reale.
Ad esempio: Se nell’esercizio sulla visualizzazione abbiamo percorso una
piazza per noi nota, un centro commerciale che frequentiamo spesso, il corso
del paese quando c'è la passeggiata serale, oppure in un momento di shopping
nei periodi di festa. Possiamo tornare, con la nostra mente sullo stesso
luogo facendo attenzione questa volta di abbinare alle immagini, suoni e
rumori che ci hanno tratto l'attenzione. Altro esempio: il mercato
settimanale o quello rionale della nostra città; vediamo certamente immagini
ma, sentiamo voci, toni e accenti vari.
Possiamo anche qui iniziare ad addestrare il nostro sistema auditivo
con suoni e rumori semplici: una
porta che sbatte, l’acqua che scorre mentre facciamo la doccia, la
centrifuga di una lavatrice eccetera.
Es. Possiamo, ascoltando un brano musicale, apprezzarne l’armonia del suono
nel suo insieme, poi man mano volgiamo la nostra attenzione ai diversi
strumenti musicali, ai suoni nei particolari. Cercando di distinguere i vari
strumenti musicali. La nostra musica è classica, romantica, pop, jazz, il
suono é ritmico, lento, allegro.
Prendiamo l’immagine e la voce di persone care, degli amici ecc…
A qualsiasi cosa si abbia deciso di porgere la nostra attenzione, facciamo
tutto questo nella nostra mente per un tempo sufficiente da imprimerlo nella
memoria auditiva.
Chiudiamo ora gli occhi e cerchiamo di ricostruire nella nostra mente
auditiva tutto quello che abbiamo imparato, facciamo l'esercizio per almeno
3/4 giorni.
Con questo esercizio abbiamo imparato ad
unire il sistema visivo con quello
auditivo una importante, abbiamo dato forma a una importante
sinergia, davvero utile capace di facilitare l’apprendimento in tempi brevi
e rapidi.
L'abbinamento dei due sistemi, visivo e auditivo, è molto importante perché
facilita il richiamo alla memoria, ricordare nomi, date e parole,
località. Facilita in modo particolare lo studio e l’apprendimento
delle lingue come l’inglese che si scrive in un modo e si pronuncia in un
altro, (in questi paesi è
molto importante imparare a lo spelling di molte parole).
Infatti il ricordo è facilitato nelle persone che utilizzano spontaneamente
la strategia di associare il suono del nome all'immagine dell’oggetto o
soggetto.
Nelle persone che non fanno questo abbinamento molto spesso accade che
ricordano l'immagine della persona, ma non il nome oppure al contrario.
Altro aspetto importante di questo abbinamento visivo auditivo, lo
ritroviamo negli studenti che hanno un ottimo profitto scolastico e che
presentano una grande facilità di apprendimento. Tutto questo non perché
siano meglio degli altri ma, perché utilizzano una strategia migliore per
l'apprendimento.
Sicuramente se gli insegnanti di ogni ordine e grado, avessero delle
conoscenze di programmazione neuro linguistica potrebbero aiutare i loro
studenti a raggiungere un apprendimento adeguato, a cambiare la loro
convinzione di essere inadeguati alla scuola eccetera, con maggiori
soddisfazioni per tutti, istituzione scolastica, studenti e famiglie.
Ripetiamo l’esercizio fin quando siamo certi di poterlo fare con poco sforzo
lo possiamo fare in diversi luoghi e in qualsiasi ambiente.
Facciamo tutto questo varie volte per almeno tre o quattro giorni; ciò è
importante per richiamare la funzione visivo-auditiva - ricordata.
Ebbene! abbiamo imparato ad unire immagini e suoni della realtà.
2° parte - auditivo costruito = AC)
Ora le immagini e il suoni reali che abbiamo utilizzato nella prima parte di
questo esercizio ci sono utilissime per esercitarci nella funzione
visivo-auditiva - costruita.
Come nell’esercizio sulla visualizzazione, ora utilizziamo la realtà
visivo-auditiva ricordata o
rammemorata, della prima parte, trasformandola lentamente con la nostra
capacità creativa, divertendoci quanto desideriamo.
Iniziamo sempre dalle cose più semplici, che sappiamo già maneggiare!
utilizziamo tutte le nostre capacità creative partendo dagli esempi che
abbiamo fatto. Come abbiamo ricordato sopra la creatività non ha limiti
quindi, non preoccupatevi se le immagini e i suoni non appartengono alla
realtà, basta che vi ricordiate uno dei tanti film di Walt Disney in cui
possiamo vedere scope che ballano, fiori che cantano e tante altre immagini
che incantano i bambini e gli adulti di ogni età.
Ma, facciamo un esempio:
Possiamo visualizzare una persona che conosciamo sentirne il suo normale
tono di voce poi, proviamo a cambiarne il tono. Possiamo aumentarne il
volume e il ritmo dell’eloquio, se è una donna proviamo a sentire, che
effetto ci fa facendola parlare con un tono di voce maschile molto profondo
e con ritmo lento, oppure con voce stridula veloce
ancora, con voce soave, calda eccetera.
Ma questo è solo un esempio fra i tanti possibili, mettete in moto la vostra
creatività e sbizzarritevi il più possibile. Non vi fermate alle prime
difficoltà sappiate che: più si prova, più diventa facile ed in ultimo ci
possiamo anche divertire.
Tutti gli esercizi di cui abbiamo accennato e accenneremo nel nostro piccolo
manuale, il loro apprendimento e la riuscita positiva, sono facilitati se
vengono fatti in piccoli gruppi di tre quattro persone
Abbiamo imparato ad unire l’immagine e il suono in modo creativo
Ripetiamo questo esercizio varie volte per almeno tre o quattro giorni; ciò
è importante per richiamare la funzione visivo-auditiva - costruita.
Sistema cenestesico
Passiamo al
sistema cenestesico /
Kinestesico occhi rivolti in basso a destra
In
questo sistema rappresentazionale gli esercizi si suddividono in esterni ed
interni
Il sistema cenestesico si suddivide in due parti:
la prima appartiene al nostro rapporto con il mondo esterno quindi, il
contatto del nostro corpo con gli oggetti, gli altri corpi, le variazioni
termiche dell'ambiente, il bagnato e l'asciutto ecc.;
Vi sono migliaia di cellule sensoriali che fanno per noi un lavoro immenso,
esse ci informano costantemente, attirando la nostra attenzione, sulle
diverse variazioni. Tutta la superficie del nostro corpo è estremamente
sensibile ma, non tutta allo stesso modo e con differenze tra una persona e
l’altra .
Molto spesso siamo consapevoli del tatto solo quando utilizziamo le mani
mentre maneggiano un oggetto ma, se poniamo ed es. ora! la nostra attenzione
sui nostri piedi dentro le scarpe, non possiamo fare a meno di pensare a
quanto sono comode o al contrario sentiamo il bisogno di togliercele al più
presto per quanto sono scomode.
Agli indumenti che indossiamo ora, alla sedia su cui siamo seduti. Spostando
la nostra consapevolezza, ci accorgiamo subito che le cose sono molto
diverse, che tutto il nostro corpo è sensibile al tatto.
1) Esercizi cenestesici esterni
Riconsideriamo ancora una volta, gli oggetti che abbiamo utilizzato
nell'esercizio sulla visualizzazione, solo che, ora impariamo a conoscere
l'oggetto esclusivamente con il tatto.
Allora prendiamo tra le mani l'oggetto, (ad occhi chiusi), ed iniziamo a
toccarlo con attenzione e:
liscio, ruvido, di metallo, di plastica, di carta, di vetro, è leggero,
pesante, caldo, freddo ecc..
Possiamo fare l’esercizio della cenestesi con tutto il nostro corpo es..
camminare a piedi scalzi in casa o nel giardino, rotolare sul pavimento,
percepire le sensazioni nel contatto con un’altro corpo, facciamo attenzione
alle variazioni di calore, alla diversa sensibilità della nostra pelle,
come
cambia da una parte all'altra del nostro corpo ma, anche al suo aspetto: è
liscia, ruvida ecc…
Provate a sbizzarrirvi per qualche giorno.
2) Esercizi cenestesici ricordati
Anche il corpo ha la capacità di ricordare e di creare stati cenestesici del
passato. Ad esempio prendiamo un'esperienza abbastanza comune e che la
maggior parte delle persone ha potuto fare come: il contatto del corpo con
la sabbia, con l'acqua del mare, una giornata in montagna e tante altre
esperienze che si sono fatte.
Rammentiamo un'esperienza del nostro passato oppure immaginiamo ora, di
entrare in un locale affollato dopo essere stati fuori all’addiaccio, in una
giornata d’inverno molto fredda, cosa vi succede! State diventando rossi in
volto, il cappotto vi sembra una corazza da antichi romani, si presentano
tante sensazioni che ci sembra di ri-essere in quella particolare
situazione.
In passato, una caduta dalla bicicletta ci siamo scorticati un ginocchio...
una spalla... Andiamo insieme indietro nel tempo per riportare alla memoria
un'esperienza simile.. ed ecco che, il dolore di quella caduta.. è
ritornato.. sembra che il tempo non sia passato, questo è il ricordo del
nostro corpo o meglio della nostra mente corporea. Ma, possiamo rivivere
anche stati di benessere… e richiamare alla mente corporea l’esperienza di
uno stato di rilassamento, di un massaggio, di un momento molto eccitante
ecc… Continuate per qualche giorno ad esercitarvi.
Nella seconda parte del sistema rappresentazionale cinestesico deve essere
presa in considerazione la parte interna del nostro corpo ed in questo caso
il sistema neurovegetativo che ha uno stretto legame con le emozioni che il
soggetto vive in quel determinato momento ma non solo, il disagio emotivo si
ripercuote in modo particolare su questo sistema è allora! Abbiamo il
neonato che si esprime attraverso i disturbi gastrointestinali, il bambino
con il mal di pancia perchè non vuole andare a scuola o altro, il terrore
notturno, l'adolescente con comportamenti antisociali e così di seguito.
Ma le sensazioni interne non sono solo negative vi sono anche aspetti
positivi in relazione alle emozioni piacevoli.
3) Esercizi cenestesici interni
Entriamo qui nel campo delle sensazioni emotive. Tutti facciamo esperienza
degli effetti positivi e negativi degli stati emotivi e della loro influenza
sul nostro sistema somatico. Ad esempio affrontare un esame, un colloquio di
lavoro, parlare in pubblico, la prima volta nella relazione sentimentale
ecc..ecc.. Sono molte le situazioni.
Riportiamo alla nostra memoria una situazione simile a quelle descritte,
cercate un’emozione positiva non troppo forte … e.. mentre la ri-vivete …
fate attenzioni alle parti interne del vostro corpo.. alle tensioni.. es..
il respiro … le sue varie sensazioni, al ritmo del vostro cuore.
Questo breve esercizio ci aiuta a capire quali sono le nostre parti più
sensibili alle emozioni.
Ora consideriamo, anche se sono accorpati al sistema cinestesico, i due
sistemi rappresentazionali che a mio avviso sono molto utili per richiamare
esperienze del passato e stimoli del presente:
il primo è l'olfatto
ingiustamente ci ricordiamo dell'odorato solo quando facciamo dissertazioni
sui ferormoni che secernono un particolare odore, del quale noi non abbiamo
coscienza, che spinge gli essere umani e
tutte le altre specie al coito, un sistema certamente molto sofisticato,
utilissimo per la conservazione della specie. Ma al di là di questo è forse,
anche per tante altre cose di cui ancora non conosciamo l'esatta funzione.
Non possiamo far finta di niente quando passiamo davanti a una panetteria al
mattino con il pane appena sfornato, il profumo ci inebria, ci stimola
sensazioni e ricordi. Certamente vi sono anche situazioni in cui il profumo
non è più un profumo ma, puzza, (muffa, deterioramento alimentare ecc..),
pericolo, (gas, ammoniaca eccetera).
Ma facciamo anche qui un piccolo esercizio:
possiamo ad esempio ricordare un profumo della nostra infanzia ad esempio:
la casa della nonna oppure, qualche particolare profumo che ci risveglia
ricordi e sensazioni piacevoli.
Ma, possiamo anche divertirsi a immaginare di avere in mano un fiore
profumato ad esempio una rosa, oppure
l'odore dell'aglio fresco e della cipolla. Credo che se date corpo alla
vostra fantasia, non avete il tempo di annoiarvi.
Il secondo sistema è il gusto
Facciamo subito qualche esempio concreto, per quanto riguarda il passato,
possiamo ricordare il sapore di qualche cibo particolare di cui eravamo
ghiotti che ci preparava la mamma, oppure la nonna quando andavamo a
trovarla, il gusto dell'assaggio di quel particolare cibo.
Ma sicuramente sono molte le esperienze che ognuno di noi può richiamare
alla memoria che, appartengono alla propria infanzia e alla propria
adolescenza.
Proviamo ora a fare qualche esercizio insieme per richiamare i sistemi
dell'olfatto e del gusto possiamo restare nel presente oppure risvegliare
ricordi del passato.
Per due o tre giorni vi consiglio di fare esercizi su questi due importanti
sistemi rappresentazioni dell'olfatto e del gusto.
Esercizio n°2
Pensiamo o immaginiamo uno per volta, le seguenti situazioni:
Immaginiamo di assaggiare una fetta di limone, al suo sapore acro, dall’odore
pungente, facciamo attenzione a tutte le variazioni.
Al nostro piatto preferito.
Al nostro profumo preferito.
Agli odori dei nostri abituali ambienti.
Sbizzarritevi tranquillamente su questi due sistemi, sicuramente scoprirete
che sono associati a molte delle vostre esperienze del passato ma, anche
della vita quotidiana, basta qui ricordare il cibo che mangiamo ogni giorno
con i suoi sapori e i suoi
odori, a quello che per qualsiasi ragione al mondo non riusciamo a mangiare
e non desideriamo nemmeno sentirne l'odore.
Occhi rivolti in basso a sinistra modalità auditiva interna
digitale, dialogo interno A = i,d. La persona parla a se stessa.
Nel sistema Auditivo hanno rilevanza suoni e rumori, registra come “suonano”
le informazioni, e spinge a costruire dialoghi per organizzare le
percezioni.
Se, volgiamo una sincera attenzione dentro di noi, prendiamo subito
coscienza delle nostre incertezze e certezze, ci accorgiamo che siamo abili
nella negazione delle nostre incertezze; Pur di non ammetterle per non
affrontarle ci auto-emarginiamo limitando la nostra libertà, spesso anche
quella delle persone che ci stanno vicino o che amiamo di più.
Proviamo a uscire da questa gabbia, sono sicuro che c’è la facciamo.
Ora facciamo un esercizio utilissimo per passare dallo stato di disagio
attuale ad uno desiderato. Così prendiamo subito coscienza dell'importanza
della Pnl per il cambiamento.
Esercizio N°3 una ristrutturazione in quattro fasi
Troviamoci un posto tranquillo senza essere disturbati, rilassiamoci e
creiamo una rappresentazione realistica di noi stessi, il più completa
possibile includendo anche le nostre attuali difficoltà. Senza timori
facciamoci le domande che seguono, mettiamoci in ascolto e attendiamo. Fate
attenzioni alle immagini, alle sensazioni e parole.
Prima di entrare nel pieno dell'esercizio cerchiamo di mettere a fuoco nella
nostra mente i problemi che vogliamo cambiare. Più è specificato nella
nostra mente ciò che desideriamo, più riusciamo a costruire un'alternativa
realistica.
Facciamoci le seguenti domande in prospettiva di ottenere il cambiamento
desiderato:
Come sarei se avessi già superato i miei problemi?
Come mi vedrei?
Come camminerei?
Come respirerei?
Come risponderei alle persone?
Facciamo un’immagine completa di come saremo... e di come agiremo
diversamente...
Dopo aver risposto alle domande:
1) mettiamo le immagini,
le sensazioni e le parole
del “disagio che desideriamo cambiare” e quelle “come diventeremo” sul palmo
della mano sinistra.
2) Ripercorriamo il tragitto delle immagini, delle sensazioni e le parole
che mostrino come abbiamo raggiunto il risultato desiderato.
Facciamo in modo che vi siano tutti i piccoli passaggi che ci hanno condotto
all’obbiettivo e mettiamole sul palmo della mano destra.
3) Se siamo sicuri di essere riusciti a fare l’esercizio in modo corretto,
battiamo le mani insieme e teniamole unite con forza.
4) Portiamo le mani unite vicino al petto e immaginiamo che tutta questa rappresentazione entri nel nostro corpo
muovendosi all'interno fino a toccare ogni parte di noi.
E’ possiamo incominciare a percepire in noi qualcosa di nuovo... che invade
tutto il nostro corpo apportando un grande beneficio e una maggiore
consapevolezza, ringraziamo noi stessi e diciamoci: me lo merito!.
Facciamo attenzione alle sensazione che proviamo, amplifichiamole facendole
girare dentro di noi velocemente .
E mentre lo facciamo, decidiamo quale è il primo passo da compiere... e cosa
buona mettere in atto subito qualche piccolo cambiamento ciò, è importante
in quanto da al nostro cervello la giusta direzione da seguire. Ricordiamoci
che tutte le cose se non sono seguite dall'azione tendono a perdere quella
forza propulsiva iniziale per affievolirsi giorno dopo giorno, ritrovandoci
nella medesima situazione, rafforzando tutti gli aspetti negativi.