Corso di Programmazione Neuro-linguistica  (PNL) online per tutti ad uso personale

Dott. Aulicino Vincenzo

Indice:      

 - Introduzione  : Corso di PNL

- 1° Parte : I nostri sensi nella programmazione neuro linguistica

 - 2° Parte : Cosa possiamo fare con i nostri sensi?

- 3° Parte : Il linguaggio e la comunicazione non verbale

 - 4° Parte :  Le submodalità

- 5° Parte : La linea del tempo

- 6° Parte  : Energia e salute

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Introduzione

 

In questo sito internet ho scritto alcune note sull’ipnosi e sulla programmazione neuro-linguistica (PNL), sono delle semplici informazioni per la curiosità di quanti si avvicinano per la prima volta all'argomento,  per chi già conosce ed è interessato ad approfondire, vi è una esauriente bibliografia da consultare.

Nel link: Libri di PNL

In questo breve corso di Programmazione Neuro-Linguistica (PNL), che dedico a tutti i  visitatori del  sito, intendo volontariamente soffermarmi poco sugli aspetti teorici di questa tecnica. Desidero in particolare concentrarmi  sull’utilizzazione pratica e pragmatica di questa tecnologia psicologica.

E’ mia intenzione insegnare delle semplici tecniche e strategie psicologiche che possono essere utilizzate da chiunque, anche se non si hanno conoscenze specifiche sull’argomento.

Esercizi pratici che certamente dovranno essere eseguiti con attenzione e motivazione, se si vogliono raggiungere obiettivi concreti.

Metodologie e strategie psicologiche facili e  utili per tutti, adatte, (se usate con intelligenza), a superare diversi disagi emotivi di lieve e media entità. Imparare a  rafforzare la propria autostima e divenire consapevoli delle nostre umane potenzialità. Combattere quella paura ingiustificata che si presenta talvolta come:  esprimere il proprio pensiero nei piccoli gruppi oppure risolvere lievi  disturbi di ansia e fisici.

Sono sicuramente delle piccole cose ma, che appartengono alla grande maggioranza della popolazione d’ogni età e strato sociale. Questo  piccolo e semplice manuale vuole mettere a disposizione di tutti una  conoscenza pratica essenziale per guidare se stessi.

La programmazione neuro-linguistica non nasce da un sistema teorico predeterminato ma, questo non significa che non abbia una sua epistemologia cioè, una radice teorica, nulla nasce per caso.

Talvolta l’osservazione dello scienziato, del filosofo e studioso superano troppo il pensiero corrente del momento, da essere tacciati come nemici da combattere, si ricorda Galileo riabilitato dalla Chiesa solo di recente. 

La PNL è una psico-tecnologia empirica che ha preso avvio dall'osservazione e lo studio metodici, in tempo reale, delle strategie di comunicazione verbale e non verbale che hanno determinato il successo di personalità distintesi nella loro attività professionale. 

Saper comunicare con pazienti e clienti per migliorarne la flessibilità psicologica, l'emotività, l'autostima e la competenza relazionale, aiutarli ad uscire dall’empasse psicologico per ritornare sulla carreggiata della vita come protagonisti.  Apprendere ad utilizzare la  creatività per la ricerca di soluzioni efficaci nelle varie situazioni della vita e nelle svariate attività umane, manageriali, di vendita, di cura e tanti altri settori.

Dallo studio di questi professionisti sono state estratte le strategie linguistiche, metalinguistiche e comportamentali che utilizzavano in modo naturale e inconscio. L’opera di tradurre e sezionare in piccoli pezzi per estrarre i fondamenti metodologici pratici per capirli ed insegnarli ad altri ad apprendere  medesime capacità, abilità d'interazione ed ottenere positivi risultati; E' stato un grande salto nella comprensione dell'essere umano e delle sue potenziali capacità psicofisiche, la scatola nera ha una sua struttura.

L'idea di base è: chiunque è in grado di apprendere può raggiungere gli stessi obbiettivi attraverso una formazione appropriata. Quindi se sai come farlo, lo puoi fare!

In questo sito si parla anche d'ipnosi, (che personalmente utilizzo nella mia professione di psicologo per il trattamento e  risoluzione dei  disagi psicologici),. Ma, per l’uso dell’ipnosi e dell’auto-ipnosi, pur essendo una funzione naturale del cervello, si richiedono conoscenze più complesse ed un adeguato addestramento teorico pratico, in quanto è una funzione psicofisica non facile da maneggiare, infatti sono molti coloro che intraprendono lo studio di questo sistema terapeutico naturale ma, pochi che lo utilizzano appieno nella loro professione. Questo certamente non significa che sia impossibile l'autoipnosi, ma richiede tempi e apprendimento più lunghi.

Considerando quanto  detto sopra, ho pensato di preparare  un breve,  è spero! utile corso per tutti. 

L'intenzione è quella di presentare alcune tecniche di programmazione neuro-linguistica facili d'apprendere e utilizzare per uso personale. Tecniche pratiche che se applicate con attenzione, motivazione e costanza, sono utili a chiunque desideri migliorare se stesso, aumentare la propria elasticità psicologica, ampliare la consapevolezza di sé,  imparare a sviluppare una comunicazione inter-personale (con gli altri: in famiglia con il/la partner i figli o genitori, nel lavoro, nella società ecc), e intra-personale cioè, più efficace e positiva, (con sé stessi o meglio con le nostre parti interne che compongono il nostro sistema mente-corpo) .

Consapevoli che gli obiettivi sono possibili se rispettano la nostra realtà personale profonda, la quale  coinvolge tutto il nostro essere come un unico sistema mente-corpo.

Dialogando o meglio, negoziando con tutte le parti del nostro  sistema mente-corpo per cercare quella coesione congruente, necessaria a raggiungere gli obiettivi prefissati. Se vi sono parti di noi incongruenti o che remano contro, si ottiene poco e si può avere un irrigidimento del sistema, tale da perdere speranze e desideri di cambiamento positivo.

Ecco allora!  l'importanza del dialogo con sé stessi e della negoziazione con le diverse parti del nostro sistema. Noi siamo una rete interattiva in cui apparati ed organi sono in costante relazione, oltre la nostra consapevolezza. Imparare ad ascoltare e dialogare con  le nostre parti è di massima importanza per la coerenza del nostro sistema mente-corpo.                    

I disagi, disturbi psicologici e psicosomatici sono il prodotto della de-sincronizzazione delle parti o di una di esse  del sistema mente corpo, un blocco di alcune parti della rete interattiva e del flusso relazionale.

Per comprendere concretamente questo concetto di sistema mente-corpo interattivo, facciamo questo semplice esercizio che segue:

Es. 1)  - Abbiamo un problema fastidioso da qualche giorno, di cui non riusciamo a capirne l'origine, (mi sento più nervoso del solito; ho un pò d'ansia ecc..), Ebbene! troviamo un posto dove possiamo stare con noi stessi per qualche minuto senza essere interrotti: Respiriamo lentamente senza fatica, rilassiamoci ed entriamo dentro di noi poi facciamoci la seguente domanda:

"la parte di me che conosce la ragione di questo mio stato d'animo (o problema) è disponibile a farmi conoscere il motivo.....?" 

A questo punto mettetevi in ascolto, (generalmente il dialogo interno inizia a fluire), dopo aver ottenuto la risposta affermativa ringraziate la parte per la sua disponibilità. 

Iniziate a dialogare con la parte facendo domande semplici fino a trovare un comune accordo sul perché e sul da farsi per una possibile soluzione.  Inizialmente possiamo trovare un po' di difficoltà ma, con il tempo impariamo a distinguere meglio il modo di comunicare della nostra mente profonda, la quale si può esprimere con parole immagini o sensazioni corporee. Facciamo attenzione ai segnali che riceviamo.  

La Programmazione Neuro-Linguistica è una metodologia estratta dall’osservazione e lo studio della struttura comunicativa: linguistica e metalinguistica di personalità  che hanno avuto successo nella professionale, in particolare di personaggi come: il  dottor M. H. Erickson medico psichiatra e ipnologo clinico di fama mondiale, V. Satir iniziatrice della terapia famigliare e C. Rogers fondatore della terapia umanistica. Professionisti  che hanno lavorato nell'ambito della salute mentale.

Lo studio e il modellamento di queste persone di grande sensibilità e talento ha permesso l'identificazione di una struttura “logica di base” del modello di comunicazione verbale e non verbale, inconscia e metaforica utilizzata.

Navigando in internet si trovano tante associazioni e siti che parlano di PNL.  Si propongono corsi di addestramento e di formazione per tutte le tasche ed esigenze varie ma, allora perché questo corso?

Ebbene! Caro navigatore non è mia intenzione fare di te uno dei tanti corsisti che ripetono all'infinito lo stesso corso di addestramento, con l'intento di imitare o inglobare per acquisire  le stesse  affascinanti abilità del conduttore, dimenticandoti di essere te stesso, di avere un tuo specifico modo di apprendere e fare, con  tue proprie esigenze, come si dice in PNL con una tua caratteristica mappa del mondo o territorio, che è solo ed esclusivamente tua.

L’apprendimento è un processo di interiorizzazione e personalizzazione, ciò che apprendi deve diventare tuo, far parte del tuo sistema. Teoricamente tutti possono fare tutto! in realtà ognuno ha i suoi limiti, oltre i quali non è saggio andare!

Questo corso non ha pretese, esso è il mio mettere a disposizione di tutti le conoscenze ed opportunità che ognuno dovrà e potrà, a sua volta, armonizzare con il proprio sé individuale cioè, con la propria personalità e le convinzioni di base che l'hanno strutturata così come è "qui ed ora" da questo punto si deve partire guardando avanti, scrollandosi dalle spalle un passato mai più modificabile, qualunque esso sia stato, può essere solo storicizzato.

Sono convinto che se c’è qualcosa di utile, che non ha controindicazioni per nessuno, che può aumentare la consapevolezza di se stessi, a discapito di nessuno, allora tutti hanno il diritto di poter conoscere e se lo desiderano di utilizzare per se stessi.

Considero questo mio piccolo manuale, un contributo allo sviluppo dell'essere umano il quale, (credo), sia ancora all'alba della sua evoluzione psico-fisica!

Come tutte le cose: maestranze, professioni, arti ecc., la conoscenza e l'utilizzazione pratica richiedono: motivazione, voglia di apprendere, determinazione e metodo.

Al dì là di tutte le possibili difficoltà che puoi incontrare nell'applicarti, ricordati che: ogni tentativo non è mai vano!.

La PNL per imparare a guidare il nostro cervello, per negoziare con le nostre parti interne e raggiungere obbiettivi concreti e possibili, per una migliore salute psicofisica, per una maggiore libertà di scelta ed imparare a utilizzare appieno il proprio sistema mente - corpo.

Prima d'iniziare il nostro viaggio nella programmazione neuro- linguistica, leggiamo con piacere una poesia di Costantino Kovafis " Itaca"    una bella metafora della vita e un momento di riflessione, perché anche questo nostro incontro possa diventare un proficuo e fertile viaggio.

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta;

piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà, deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò, che Itaca vuole significare.
[1]



[1]Costantino Kavafis nasce ad Alessandria d'Egitto il 29 aprile 1863 da genitori greci originari di Istanbul.
La sua famiglia, appartenente alla borghesia commerciale, subisce un tracollo economico nel 1876 e si trasferisce all'estero: prima a Liverpool, poi a Istanbul. Nel 1892 Costantino, che può già vantare una discreta fama per le sue attività di pubblicista e poeta, viene assunto al Ministero dei Lavori Pubblici di Alessandria d'Egitto, dove rimane, facendo una veloce e redditizia carriera, fino al 1922. Nel 1897 viaggia a Parigi e nel 1901 ad Atene, dove tornerà anche nel 1903 e nel 1905. Nei suoi appunti autobiografici si parla di una precoce omosessualità, talora psicologicamente traumatica. Dal 1919 il poeta viene coinvolto in varie polemiche, sia perché personaggio illustre e rappresentativo, sia per la violenta diatriba alessandrina e ateniese che lo vede tra i protagonisti.
Muore il 29 aprile 1933 ad Alessandria, dopo un'operazione alla gola subita ad Atene l'anno precedente.
Di quest'autore ci rimane un corpus di 154 poesie, pubblicate in fogli volanti, via via raccolti in fascicoli; la prima edizione in volume uscì postuma nel 1935.  Le sue liriche sono epigrammatiche, brevi, essenziali attraversate da una sottile venatura ironica e caratterizzate da una concezione aristocratica della poesia, intesa come mezzo di nobilitazione e di riscatto dalla miseria umana. La poesia è spesso canto della memoria e nasce da un passato biografico e storico (in particolare l'età ellenistico-romana e l'età bizantina, nelle quali egli sceglie fatti e personaggi in cui s'incarnano problemi esistenziali

 

 

1° Parte

I nostri sensi nella programmazione neuro linguistica

 

In che modo gli esseri di questo nostro mondo terreno, animali e umani imparano a conoscere l'ambiente che li circonda?

Talvolta simili domande sembrano davvero aver poco senso  e  inutili, in quanto ovvie si considerano le risposte. Eppure! non sempre ciò che è palese viene compreso e afferrato da tutti.

Quante volte c’è accaduto di "arrampicarci sugli specchi" alla ricerca di una soluzione che era a portata di mano?  Se  volgiamo lo sguardo dentro di noi,  nelle nostre passate esperienze, ci accorgiamo subito  che quanto stiamo affermando è vero; Un attimo dopo essere immersi nella nostra memoria  emergono fatti e situazioni del nostro passato completamente dimenticati e  forse anche imbarazzanti che ci appartengono.

Ebbene, tutti gli esseri del pianeta terra imparano a conoscere il mondo attraverso le porte della percezione. Queste entrate sono i nostri cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto che, in programmazione neuro linguistica, giustamente, prendono il nome di: sistemi rappresentazionali in quanto proiettano: dalla realtà esterna verso l’interno, attraverso il sistema nervoso fino a raggiungere il nostro terminale più importante che è il nostro cervello;  il quale ha il compito di decodificare gli input cioè, le forme e i colori, suoni e rumori, le superfici lisce o ruvide, gli odori e fetori vari,  il dolce, il salato, l’acro e l’acido.

I cinque sensi sono gli unici canali (o strumenti) che il nostro sistema mente-corpo possiede per conoscere ed interpretare il mondo, per dare un senso alla nostra esperienza della vita.

Quello che i nostri sistemi rappresentazionali portano all’attenzione della mente, viene assimilato è utilizzato per costruire e modellare, una nostra personale mappa di riferimento, la quale sarà adoperata per processare e decodificare la realtà.

Da questa importante funzione neurologica probabilmente nasce il concetto di Programmazione Neuro-Linguistica. Nel paragrafo  seguente analizziamo nei suoi particolari l’acronimo pnl.

 

Cosa significa programmazione neuro- linguistica (PNL)?

P = programmazione;

La programmazione: è quella attività di lavoro del sistema neurologico di elaborazione che avviene nella mente nell’individuo dal momento in cui riceve una informazione da uno o più sistemi rappresentazionali che, come già abbiamo accennato sono: i nostri cinque sensi.

Tutto quello che viene percepito dai nostri sensi viene elaborato del nostro cervello, il quale adatterà quanto percepito dai nostri sistemi rappresentazionali filtrandolo e adattandolo in funzione della nostra individualità e personalità specifica, nel "qui ed ora".

Conseguentemente, il programma comportamentale di ciascuno, (come siamo ora, cosa pensiamo ed il nostro modo di agire nelle diverse circostanze della vita, non  è altro che il risultato delle nostre percezioni e ri-adattamenti della realtà oggettiva e soggettiva assimilata.

Con l’espressione “realtà oggettiva e soggettiva” si vuol specificare e spiegare al lettore, che il nostro cervello non categorizza  la differenza tra: Un’esperienza della vita reale con quella immaginaria; cioè: la visione di un film emotivamente coinvolgente è un’esperienza che assume altrettanto valore ad una situazione simile vissuta nel reale. La lettura di un romanzo che ci affascina, un’emozione vissuta con persone importati, tante altre emozioni vissute, sono tutte esperienze che facciamo con il nostro essere psicofisico. Esperienze oggettive o soggettive che siano, appartengono alle reali acquisizioni esperienziali che forgiano la nostra personalità.

Pertanto, la struttura psicologica della persona, la personalità dell’individuo nella sua complessità è il risultato della elaborazione dell’esperienze di quella volontaria reale ma, anche involontaria immaginaria, costruita nel suo cervello, nel suo dialogo interno.

Il bambino che gioca, non solo: ripete gesti e parole acquisite nel suo ambiente di vita, (aspetto essenziale per lo sviluppo dell’apprendimento), egli prova molte varianti al gioco originale, costruendo una realtà immaginaria nuova e creativa che ha lo stesso valore esperienziale.

 

N= neurologico;

L’ esperienza che facciamo ogni giorno quello che vediamo, sentiamo, percepiamo con il tatto, comprese le varie e continue sensazioni interne, neurovegetative, quello che odoriamo e gustiamo quindi, tutto ciò che passa attraverso i cinque sensi: la vista, l’udito, la cenestesi, l’olfatto e il gusto. E’ filtrata ed elaborata dal nostro sistema nervoso.

Con la percezione della realtà oggettiva e soggettiva che acquisiamo attraverso questi canali rappresentazionali e l'attività di filtraggio che il nostro cervello attua attraverso tre funzioni essenziali, che possono apparire un limite, ma esse svolgono l’importante funzione di protezione dal sopracarico mantenendo integro l’equilibrio psichico. 

Le tre funzioni importanti sono:

- la generalizzazione;

che è il processo attraverso il quale un elemento del nostro modello del mondo giunge a rappresentare un’intera categoria.

Certamente come in tutte le situazioni ed esperienze che ci troviamo a fare nella vita la generalizzazione ha aspetti positivi e negativi:

una generalizzazione che ha una funzione positiva è ed  esempio: un bambino che si scotta toccando il fuoco di un fornello o di un camino a legna, generalizzerà che: a toccare il fuoco ci si brucia! ciò viene inserito in quelle esperienze che è meglio non ripetere.

 Ma vi possono essere delle generalizzazioni che hanno certamente un aspetto negativo, ed in questo caso devono essere ristrutturate in quanto possono causare situazioni molto spiacevoli nella vita delle persone; qui possiamo fare l'esempio di: una donna che ha avuto diverse relazioni sentimentali fallite perché non capita e apprezzata, sviluppare una generalizzazione  sull'incapacità degli uomini di amare ed altro. Con il risultato ultimo di rifiutare qualsiasi tipo di avances: perché gli uomini non sanno amare.

    

- La cancellazione;

 in cui viene prestata l’attenzione ad alcune dimensioni della nostra esperienza e se ne escludono altre. Quindi la cancellazione ha luogo quando restiamo attenzione a certe porzioni della nostra esperienza trascurando le altre, un meccanismo che facciamo in modo naturale è automatico. Come ad esempio l'attenzione selettiva verso una voce di un amico, durante una conversazione, in un ambiente affollato. In questo caso si tende a cancellare il rumore e il vociare della folla.

 

- La deformazione;  

che è la trasformazione in modo diverso, dai rapporti che si presume debbano rappresentare.

La capacità di deformazione è una qualità che abbonda in tutte le persone creative. Bisogna deformare la realtà per riuscire a creare qualcosa di nuovo. Tuttavia, abbiamo anche la tendenza a distorce la realtà che ci può causare diversi disagi.

Possiamo fare l'esempio di una coppia che litiga, il tentativo di uno di fare pace viene distorto dall'altro che mantiene il rancore.

Ad opera del sistema neurologico, costruiamo un personale e particolare unico mondo interno cioè, una mappa di riferimento che utilizziamo costantemente e sulla quale modelliamo il nostro comportamento, il pensiero, le convinzioni e i valori che ci accompagneranno lungo tutto l'arco della vita.

Possiamo tranquillamente affermare che questo processo di scrematura da parte del nostro sistema neurologico, ha inizio nel grembo materno, qui il feto reagisce al suono della voce della madre e ai suoi stati d’animo. Ma egli reagisce anche ad altri suoni e rumori dell’ambiente circostante.

 

L - linguistica;

Il linguaggio: è l’espressione personale della nostra percezione soggettiva. Ciascuno di noi utilizza una modalità verbale caratteristica per esprimere le proprie esperienze, il pensiero e le emozioni.

Ottenute le informazioni si attua un processo interno, (nel proprio sistema mente-corpo), di riadattamento di tutto quello che si è percepito.

Il prodotto di questa elaborazione è la formazione di rappresentazioni mentali personali che esprimiamo con il nostro particolare linguaggio.

Le rappresentazioni mentali influenzano i nostri valori e le convinzioni che abbiamo, formando in ognuno una condizione psicologica interna strutturata da emozioni, sentimenti e sensazioni unici

I sensi sono i canali d’entrata di tutte le informazioni che raggiungono e strutturano l’essere uomo, la sua struttura psicofisica oggettiva e soggettiva sin dalle prime fasi della vita.

Un sistema dinamico di: “entrata – elaborazione – uscita”, che costituisce la nostra attuale personalità specifica “qui ed ora”

Per raccogliere decodificare le informazioni e costruire la propria mappa ci si serve delle cinque funzioni: osservare, ascoltare, toccare, odorare e gustare.

Anche se ognuno di noi, utilizza tutte le modalità sensoriali a sua disposizione, ogni persona ne utilizza in modo preferenziale uno.

Quindi abbiamo delle persone che prediligono il sistema visivo, esse si esprimono usando una verbalizzazione con aggettivi, sostantivi e verbi che richiamano le immagini come: guardare, chiaramente, colorato ecc..;

Mentre quelle che prediligono il sistema auditivo si esprimono tramite una verbalizzazione con verbi, avverbi e aggettivi che richiamano la funzione  auditiva come: ascoltare con attenzione quello che dici, tonalità, timbro, suono.

Coloro che si esprimono in modo cinestesico, fanno uso di una verbalizzazione con aggettivi, verbi ed avverbi che richiamano il sistema cinestesico sia nel senso del tatto: duro, duttile, fragile ecc, che sensazioni corporee interne ( ho la sensazione che...).

La PNL ha individuato vari indizi fisiologici utili per comprendere quale è il sistema sensoriale principale della persona con cui stiamo relazionando, questo è importante in quanto ci permette di sintonizzarci con l’interlocutore e formare quel giusto grado di empatia per una relazione efficace e sana.

Mentre dialoghiamo i nostri occhi compiono sponanei movimenti di tipo orizzontale e verticale, ad ogni movimento vi è associata una modalità di utilizzo dei sensi.

La ricerca in neurofisiologia ha verificato che, a seconda del modo sensoriale presente in una persona in un dato istante, il movimento oculare risulta essere corrispondente; ad es. se un soggetto ricorda alcune immagini del proprio vissuto (sistema visivo) gli occhi tendono a muoversi in alto, se invece ricorda alcune parole dette da qualcuno (sistema auditivo) gli occhi si muovono orizzontalmente di lato ed infine, se accede alle proprie emozioni (sistema cenestesico) gli occhi tendono a dirigersi verso il basso.

La fisiologia

Apprendiamo e memorizziamo in questo paragrafo specificamente il significato dei vari movimenti oculari ciò, è importante per mettere in  pratica in diversi esercizi che faremo in seguito.

Queste indicazioni sono valide per le persone che utilizzano la mano destra (dx) mentre, deve essere invertito per i mancini cioè, che utilizzano la mano sinistra (sx).

- Visivo costruito = V.C.  Occhi rivolti in alto a destra;

Rappresenta che la persona usa  un modo di ricerca collegato esclusivamente alla propria immaginazione.

Il soggetto costruisce delle immagini inedite utilizzando la propria creatività.

- Visivo ricordato = V. R. Occhi rivolti in alto a sinistra;

Rappresenta che la persona usa la ricerca di ricordi legati ad immagini già viste, legate ad avvenimenti vissuti, luoghi, film ecc.

- Auditivo costruito = A. C. Occhi orizzontalmente rivolti di lato a destra; Il soggetto costruisce creativamente tutto ciò che appartiene all’ambiente sonoro, compreso il ragionamento, che prevede l’analisi di concetti verbali.

- Auditivo ricordato = A. R. Occhi orizzontalmente rivolti di lato a sinistra; Rappresenta la ricerca di ricordi legati a parole, suoni sentiti e ad avvenimenti vissuti.

- Cenestesico = C e/o K. Occhi rivolti in basso a destra;

La mente si rivolge ai canali sensoriali che specificamente riguardano le sensazioni, cercando di portare alla memoria ricordi di questa natura.

- Dialogo interiore = D. Occhi rivolti in basso a sinistra (interno, digitale); Il soggetto parla a se stesso.

 

Ogni sistema ha una modalità interna ed esterna

Visivo Esterno; osservazione della realtà.

Visivo Interno; visualizzazione e creazione di immagini interiori.

Auditivo Esterno; ascolto di suoni e rumori della realtà.

Auditivo Interno: si creano suoni e discorsi interni

Cenestesico / kinestesico Esterno; sensazioni tattili: contatto con gli ambienti, oggetti, vestiti ecc.

Cenestesico /Kinestesico Interno: sensazioni ricordate, emozioni, rapporto con il proprio corpo, sensazioni neurovegetative.

Nel cenestesico vengono accorpati anche il gusto e l’olfatto che, come vedremo più avanti, hanno una grande importanza nel richiamare momenti particolari del proprio vissuto.

Lo schema che segue è una sintesi degli indizi di accesso per la persona “normalmente organizzata”che utilizza di preferenza la mano destra.

NB. Per le persone mancine, che utilizzano di preferenza la mano sinistra lo schema deve essere invertito

 

Schema

 

 

 

Legenda

Vc= Immagini visive costruite.

Vr =Immagini ricordate o eidetiche

NB. L’accesso alle immagini visive può essere indicato anche dallo sguardo immobile e fuori fuoco.

Ac = Suoni o parole costruiti auditivamente.

Ar = Suoni o parole ricordati auditivamente

C = Sensazioni cenestesiche, anche odorato e gusto.

A = suoni o parole percepiti auditivamente, il dialogo interno.

Più avanti nel prosieguo di questo corso parlerò di altre modalità da utilizzare per comprendere il modo di esprimersi del nostro interlocutore. La capacità di capire l’altro cioè, il suo modo di comunicare ci permette di sintonizzarci con lui, (utilizzando il medesimo sistema rappresentazione), per dare corpo ad una comunicazione soddisfacente e sana. Quanto detto è estremamente importante per alcune professioni: insegnanti, medici e paramedici ecc. ma, altrettanto valida per l’uomo comune.

Tornando all’argomento di questo capitolo, facciamo ora qualche semplice esercizio, questo ci è utile per verificare sul campo se quanto abbiamo detto fin'ora corrisponde al vero.  Perdonatemi! Ma desidero sottolineare l’importanza di fare gli esercizi proposti, vi sono persone che si avvicinano e comprano un manuale, (che è uno strumento pratico cioè da utilizzare), con tutte le buone intenzioni ma, poi si perdono tra le parole senza mai provare l’emozione pratica di agire.

Quando siamo con amici o parenti cogliamo l’occasione per esercitarci coinvolgiamoli come in un gioco.

Facciamo attenzione nel corso di questa situazione di gioco o in una normale conversazione, ai movimenti degli occhi del nostro interlocutore, ascoltate i tempi dei verbi, degli avverbi e degli aggettivi, che utilizza più frequentemente durante l’eloquio, insomma del suo modo di esprimersi in generale. Se fa uso delle immagini, dei suoni o delle sensazioni tattili o propriocettive cioè sensazioni interne.

Fate domande semplici ad allo scopo di comprenderne il canale rappresentazionale preferenziale ad es: descrivi una città che ti ha affascinato. Parlami del tuo viaggio preferito. A queste domande generiche, se abbiamo dubbi, ne facciamo qualcuna più diretta ad esempio sul sistema rappresentazionale visivo es: descrivi il colore degli occhi della persona per te più cara o qualsiasi altro aspetto che possa richiamare il sistema visivo del vostro interlocutore.

Fate lo stesso, per richiamare il sistema auditivo es: quali sono le prime note della tua canzone preferita? La voce di una persona cara.

Continuate con la modalità cenestesica es: come ti senti quando sei seduto sulla tua poltrona preferita? ecc...

Non dimentichiamo di fare qualche domanda sull' olfatto e il gusto che sono due sensi molto importanti e raffinati e molto potenti nel richiamare situazioni ed esperienze.

Cerchiamo di esercitarci tranquillamente, con gli amici o parenti, piccoli gruppi senza paura di sbagliare, ricordatevi che l’impegno promuove è dà validi frutti.

 

2° Parte

Come  possiamo utilizzare i nostri sensi?

Avere degli strumenti sofisticati, quali sono i nostri sistemi rappresentazionali  ha poco significato o importanza  se poi non sappiamo come possiamo servircene.

Ebbene!

In questa parte del nostro piccolo manuale impariamo a conoscere e  usare i nostri sensi.

Se desideriamo migliorare ed ampliare la nostra consapevolezza ed acquisire una maggiore elasticità psicologica. Raggiungere una maggiore competenza relazionale e imparare a relazionarsi con le diverse personalità e individualità. Dobbiamo essere in grado di maneggiare con dovizia gli strumenti di cui la natura ci ha dotati, che abbiamo a disposizione, senza doverli andare a cercare altrove. Strumenti che non dobbiamo acquistare al supermercato o in qualche laboratorio scientifico perché sono già in nostro possesso. Apprendere consapevolmente la funzionalità e potenzialità dei nostri cinque sensi ci permette di raggiungere gli obbiettivi propostici nel manuale, questo vuol significare che: dobbiamo  prendere coscienza ed imparare a servircene in modo appropriato e positivo, ciò agevola la nostra competenza rendendo trasparenti i nostri rapporti sociali, le nostre relazioni familiari e amicali,  permettendoci una maggiore libertà di scelta ed ampliare la coscienza di essere nel mondo.

Dobbiamo essere noi a guidare la locomotiva del nostro treno e mantenerne saldi i vagoni, questo è il  paradosso o meglio è la contraddizione della struttura psicologica degli esseri umani.

Proprio così! il nostro cervello ha bisogno di essere guidato, ma per fare questo dobbiamo avere una mappa di riferimento per sapere dove andare, avere degli obiettivi possibili da raggiungere;  Se lasciamo che il nostro cervello vaghi liberamente senza una direzione, un obbiettivo, un percorso sensato e fattibile, come un’anima in pena senza guida né obiettivi da raggiungere. Tende immancabilmente ad inciampare su quelle immagini, quei suoni e quelle sensazioni deprimenti e negative che, non riusciamo mai a dimenticare e che nei momenti di crisi o difficoltà ci ri-appaiono immancabilmente nella mente. Allora! Il vissuto drammatico, traumatico e doloroso del  nostro passato: diventa presente, costante e pressante scavando il fossato del futuro nella ri-edizione del passato, che non potrà mai cambiare.

L’esperienza professionale trentennale m’ha  fatto notare: quando la persona si blocca ed è incapace di prendere decisioni, anche semplici, che potrebbero sbloccarne la situazione di crisi,  procrastina nel tempo il dà farsi. La sua struttura psicologica inconscia che io chiamo la sua mente profonda e saggia, che tutti possediamo, nel tentativo di superare l'impasse, il blocco psicologico, mette in atto un processo di costruzione di immagini, parole e sensazioni capace di dare corpo ad un disagio psichico che può variare da lieve a complesso. E’ il tentativo di richiamare alla mente razionale “il darsi da fare”, ma se anche questo non smuove una ricerca interiore di cambiamento, il disagio può nel tempo, esprimersi nella psicopatologia.

Questo comportamento, a mio avviso, ha soprattutto l’obiettivo di scuoterci dallo stato di torpore o inettitudine mentale. Cosa ci può destare più delle nostre interiori immagini, parole e sensazioni, deprimenti?

Il cervello non sopporta il nulla, non si può fermare! Egli deve sapere dove andare e allora produce salute e  creatività nel raggiungimento dello scopo e da corpo a una vita dinamica.

Quanto detto sopra non è pura fantasia ciò, certamente richiede un atteggiamento o aspettativa positiva e un’umile considerazione di sé stessi e dei propri limiti,  la cosa che dobbiamo tenere sempre presente è che bisogna essere disponibili alla costante negoziazione e programmazione con il nostro sistema mente-corpo. Una visione olistica del corpo e della mente come un'unica struttura che interagisce costantemente, capace di prodigi come le guarigioni inspiegabili.

Entriamo ora nel vivo del nostro corso che come abbiamo già accennato, esso è composto in particolare da esercizi pratici, d'altronde non vi è altro modo per apprendere l'arte del cambiamento. Imparare a conoscere e utilizzare i nostri sensi ci fa migliorare ed ampliare la nostra consapevolezza, ci dà la possibilità di acquisire una maggiore elasticità psicologica e relazionale.

Allora impariamo ora, uno per volta, a conoscere e usare i nostri cinque sensi: vista, udito, cinestesi, olfatto e gusto.

 

Iniziamo col prendere in considerazione il sistema visivo:

Sono molte le persone convinte e che affermano con convinzione di non avere immagini nel loro cervello oppure di non essere capaci di costruire immagini; ebbene! Che sia una distratta convinzione oppure una palese realtà, se mi seguite e fate i normali esercizi che vi propongo, sicuramente sarete più competenti. Ora vi insegno come fare a costruire immagini nuove  e richiamare quelle che albergano nella nostra mente.

E’ importante, prima di attivarci allo studio e all’apprendimento dei diversi esercizi, rassicurarsi di poter stare tranquilli senza distrazioni di sorta, quindi scegliete accuratamente i momenti di privacy assoluta.

Possiamo stare tranquillamente a casa oppure approfittare di fare questo esercizio all’aperto e dopo aver trovato un luogo tranquillo, liberiamoci dalle preoccupazioni e concentriamoci su ciò che desideriamo apprendere, spendiamo un po’ di tempo per noi stessi, questa frase ha delle implicazioni importanti, per molte persone: il dedicare del tempo a se stessi, può apparire quasi egoistico in particolare per coloro che hanno figli, moglie o marito.

Ma in realtà il tempo che si dedica per migliorare se stessi, si traduce in una maggiore conoscenza delle proprie possibilità, con maggiori attenzioni verso le persone che ci sono più vicine, incrementando le capacità di relazionarsi di quanti sono coinvolti.

Gli esercizi di visualizzazione si suddividono in Vr e Vc

(occhi rivolti in alto a sinistra r = ricordato o rammemorato, occhi rivolti in altro a destra c = costruito)

1) - visivo ricordato = VR)

Iniziamo ad addestrare il sistema visivo che è il più utilizzato in assoluto dalla maggioranza delle persone. Incominciamo con degli esercizi semplici, utilizzando oggetti di uso comune e giornaliero; oggetti che abbiamo in casa o  piccoli oggetti personali che siamo sicuri di conoscere. Non diamo niente per assodato e risvegliamo la nostra curiosità. Facciamo o immedesimiamoci,  come i bambini, quando vedono oggetti nuovi e attraenti.

Dopo aver scelto l’oggetto, guardiamolo con attenzione, prima nel suo insieme, poi nei suoi particolari; Poniamo la nostra attenzione visiva sui particolari, (esempio: l’oggetto è di colore rosso, attenzione! tutti i colori hanno sfumature .., la sua forma è triangolare, quadrata, ecc …, la grandezza …, la consistenza ecc..), analizziamo con attenzione tutto per il tempo sufficiente da poter imprimere nella nostra mente, l’immagine dell’oggetto prescelto con le sue caratteristiche per inserirlo nella nostra memoria visiva. Quando siamo sicuri di averlo impresso nella nostra memoria facciamo subito una verifica, chiudiamo gli occhi e cerchiamo di richiamarlo e ricostruirlo, nei suoi specifici particolari, nella nostra mente visiva così come lo abbiamo visto nella realtà.

Ripetiamo l’esercizio fin quando la visualizzazione dell’oggetto della nostra attenzione è facile da richiamare ed è ben ricostruita nei sui particolari nella nostra mente.

Quando siamo certi di riuscire a richiamare l’immagine senza sforzi, possiamo passare a una visualizzazione più complessa es. possiamo visualizzare la nostra casa con le sue stanze, l’arredamento. Una via della nostra città dove si svolge lo shopping, una piazza che conosciamo bene con i suoi monumenti, il viso di persone care, degli amici ecc.

Ripetiamo questo esercizio varie volte per almeno tre o quattro giorni; ciò è importante per richiamare la funzione visiva – ricordata.

Qualcuno nel fare questo esercizio può scoprire particolari mai notati prima dell’ambiente o degli oggetti presi in considerazione, nonostante siano sempre stati sotto i propri occhi.

Non c’è da meravigliarsi accade a tutti! Certamente vi sono delle persone che non hanno difficoltà a fare l'esercizio in quanto utilizzano già spontaneamente il sistema visivo come primario, comunque consiglio anche a loro di provare.

Quando siamo certi di essere diventati padroni della prima parte dell’esercizio procediamo con la seconda parte.

 

2) – visivo costruito = VC )

 

Addestriamoci ora, alla costruzione di immagini visive mai viste, entriamo in questa parte nella vera immaginazione, nella fase della creatività umana. Quando si parla di creatività tutti pensiamo agli artisti come gli unici possessori privilegiati di questa dote naturale. In realtà tutti siamo in qualche modo creativi ciò accade più di quanto noi pensiamo ad esempio: a chiunque è capitato di arrovellarsi il cervello per diverso tempo oppure qualche giorno, nella soluzione di uno specifico problema, senza riuscire a trovare la soluzione e nel momento in cui decidiamo di non pensarci più, immancabilmente, dopo un po' di tempo riusciamo a trovare una soluzione adeguata, la nostra mente profonda, spontaneamente ha messo in atto una ricerca trans derivazionale da farci raggiungere l’obiettivo. Stiamo parlando di semplici problemi sia pratici che teorici facendo riferimento all'uomo comune ma, anche nel campo della scienza molte delle scoperte sono dovute alla creatività dello scienziato la quale si attiva nel momento in cui riesce a fare qualche passo indietro e cambiare prospettiva. Probabilmente quello che blocca la creatività è l'atteggiamento rigido dei nostri schemi mentali col quale affrontiamo i vari problemi che desideriamo risolvere.

Ma torniamo al nostro corso, in questo caso per facilitarci nell'esercizio per il  compito utilizziamo la strategia di usare ciò che già conosciamo cioè, quello che abbiamo appena imparato per raggiungere la buona riuscita.

Le immagini reali che nella prima parte dell'esercizio abbiamo attentamente analizzato, (scoprendo nuovi particolari), e richiamato alla memoria più volte. Ora le possiamo riutilizzare in modo nuovo e creativo trasformandole con la nostra immaginazione.

Sempre, iniziando dagli oggetti più piccoli e semplici per passare a quelli più grandi e complessi.

Facciamo un esempio: se nella prima parte dell’esercizio abbiamo guardato una fresca rosa rossa con tutti i suoi particolari, abbiamo visto la forma dei suoi petali e il colore rosso con le diverse e caratteristiche sfumature, la forma dei petali e tante altre variazioni che ognuno può aggiungere a seconda della sua capacità di attenzione.

Richiamiamo nella nostra memoria la stessa immagine di quella rosa rossa.... e quando l’immagine è soddisfacente, ben visibile nella nostra mente iniziamo a giocare con la nostra creatività cambiandone: il colore...., la dimensione...., la posizione spaziale...., ecc.. es:

e allora! La bella rosa di colore rosso nella nostra immagine può, a nostro piacere, diventare marrone chiaro o scuro, può cambiare forma, avere uno stelo blu con foglie gialle, possiamo renderla opaca, trasparente, ingrandirla, farla ruotare nello spazio, capovolgerla.

Cosa non si può fare con l'immaginazione? Siamo entrati nel mondo della creatività, delle immagini costruite con la nostra mente e possiamo verificare anche che sono completamente nuove perché non ci sono in natura rose che hanno lo stelo blu e delle foglie giallo canarino. Certamente questo accade se riusciamo a rompere gli argini che contengono le nostre rigidità cioè, la convinzione di non riuscire, dobbiamo entrare nella convinzione che gli esseri umani posseggono tutti le stesse qualità potenziali.

Così, come abbiamo fatto con la rosa possiamo e dobbiamo fare con tutte le immagini che abbiamo utilizzato nella prima parte dell’esercizio.

Sbizzarriamoci come desideriamo, divertiamoci e ripetiamo questo esercizio più volte, per due o tre giorni.

La persona che utilizza in modo prevalente il sistema visivo sarà sicuramente agevolata nell’eseguire questo esercizio, perché è già un individuo che utilizza normalmente il sistema rappresentazionale visivo, è per lui naturale. Comunque gli altri non si scoraggino, l’impegno paga sempre. E’ chi la dura la vince!

Ogni cosa deve avere un senso logico, un obbiettivo concreto, contrariamente a ciò si perde la motivazione, la passione si attenua, le difficoltà si accentuano è non si ha più alcuna voglia di apprendere, tutto ci sembra troppo arduo per noi, iniziamo a pensare di non essere all’altezza.

Motivazione e apprendimento sono interconnessi, mantengono la memoria attiva e sollecitano la nostra curiosità.

Raccomando vivamente di fare gli stessi esercizi insieme ad altre persone: una, due, un piccolo gruppo di amici. Se si è soli si perdono la voglia e la motivazione, si tende a rimandare a domani, ci si annoia.

Stare e fare con altre persone, ci mette in condizione di relazionare, confrontarci, correggerci vicendevolmente, di divertirci, verificare e capire come l’altro processa il mondo. Ci aiuta a comprendere che ciascuno ha una sua caratteristica mappa di riferimento ed è per questo! che molte volte non comprendiamo il linguaggio dell’altro o non siamo compresi.

Affermare che tutti noi siamo diversi è un conto, verificarlo è un altro. Certamente è più entusiasmante fare l‘esperienza diretta insieme agli altri, si imparano molte più cose.

 

Gli esercizi auditivi si suddividono anch’essi in Ar e Ac

(occhi allineati a sinistra r = ricordato o rammemorato, occhi allineati a destra c = costruito)

 

1)    – auditivo ricordato = AR)

 

Dopo aver utilizzato e preso confidenza con il sistema rappresentazionale visivo ricordato e costruito prendiamo ora confidenza con il sistema rappresentazionale auditivo.

Ma come è nostro modo di procedere, per facilitarci l’apprendimento continuiamo ad utilizzare cose che già conosciamo. Integriamo quindi,  alle immagini reali che abbiamo utilizzato nei due esercizi fatti con il sistema visivo, il suono reale.

Ad esempio: Se nell’esercizio sulla visualizzazione abbiamo percorso una piazza per noi nota, un centro commerciale che frequentiamo spesso, il corso del paese quando c'è la passeggiata serale, oppure in un momento di shopping nei periodi di festa. Possiamo tornare, con la nostra mente sullo stesso luogo facendo attenzione questa volta di abbinare alle immagini, suoni e rumori che ci hanno tratto l'attenzione. Altro esempio: il mercato settimanale o quello rionale della nostra città; vediamo certamente immagini ma, sentiamo voci, toni e accenti vari.

Possiamo anche qui iniziare ad addestrare il nostro sistema auditivo  con suoni e rumori semplici: una porta che sbatte, l’acqua che scorre mentre facciamo la doccia, la centrifuga di una lavatrice eccetera.

Es. Possiamo, ascoltando un brano musicale, apprezzarne l’armonia del suono nel suo insieme, poi man mano volgiamo la nostra attenzione ai diversi strumenti musicali, ai suoni nei particolari. Cercando di distinguere i vari strumenti musicali. La nostra musica è classica, romantica, pop, jazz, il suono é ritmico, lento, allegro.

Prendiamo l’immagine e la voce di persone care, degli amici ecc…

A qualsiasi cosa si abbia deciso di porgere la nostra attenzione, facciamo tutto questo nella nostra mente per un tempo sufficiente da imprimerlo nella memoria auditiva.

Chiudiamo ora gli occhi e cerchiamo di ricostruire nella nostra mente auditiva tutto quello che abbiamo imparato, facciamo l'esercizio per almeno 3/4 giorni.

Con questo esercizio abbiamo imparato ad  unire il sistema visivo con quello  auditivo una importante, abbiamo dato forma a una importante sinergia, davvero utile capace di facilitare l’apprendimento in tempi brevi e rapidi.

L'abbinamento dei due sistemi, visivo e auditivo, è molto importante perché facilita il richiamo alla memoria, ricordare nomi, date e parole,  località. Facilita in modo particolare lo studio e l’apprendimento delle lingue come l’inglese che si scrive in un modo e si pronuncia in un altro,    (in questi paesi è molto importante imparare a lo spelling di molte parole). 

Infatti il ricordo è facilitato nelle persone che utilizzano spontaneamente la strategia di associare il suono del nome all'immagine dell’oggetto o soggetto.

Nelle persone che non fanno questo abbinamento molto spesso accade che ricordano l'immagine della persona, ma non il nome oppure al contrario.

Altro aspetto importante di questo abbinamento visivo auditivo, lo ritroviamo negli studenti che hanno un ottimo profitto scolastico e che presentano una grande facilità di apprendimento. Tutto questo non perché siano meglio degli altri ma, perché utilizzano una strategia migliore per l'apprendimento.

Sicuramente se gli insegnanti di ogni ordine e grado, avessero delle conoscenze di programmazione neuro linguistica potrebbero aiutare i loro studenti a raggiungere un apprendimento adeguato, a cambiare la loro convinzione di essere inadeguati alla scuola eccetera, con maggiori soddisfazioni per tutti, istituzione scolastica, studenti e famiglie.

Ripetiamo l’esercizio fin quando siamo certi di poterlo fare con poco sforzo lo possiamo fare in diversi luoghi e in qualsiasi ambiente.

Facciamo tutto questo varie volte per almeno tre o quattro giorni; ciò è importante per richiamare la funzione visivo-auditiva - ricordata.

Ebbene! abbiamo imparato ad unire immagini e suoni della realtà.

 

2° parte - auditivo costruito = AC)

Ora le immagini e il suoni reali che abbiamo utilizzato nella prima parte di questo esercizio ci sono utilissime per esercitarci nella funzione visivo-auditiva - costruita.

Come nell’esercizio sulla visualizzazione, ora utilizziamo la realtà  visivo-auditiva ricordata o rammemorata, della prima parte, trasformandola lentamente con la nostra capacità creativa, divertendoci quanto desideriamo.

Iniziamo sempre dalle cose più semplici, che sappiamo già maneggiare! utilizziamo tutte le nostre capacità creative partendo dagli esempi che abbiamo fatto. Come abbiamo ricordato sopra la creatività non ha limiti quindi, non preoccupatevi se le immagini e i suoni non appartengono alla realtà, basta che vi ricordiate uno dei tanti film di Walt Disney in cui possiamo vedere scope che ballano, fiori che cantano e tante altre immagini che incantano i bambini e gli adulti di ogni età.

Ma, facciamo un esempio:

Possiamo visualizzare una persona che conosciamo sentirne il suo normale tono di voce poi, proviamo a cambiarne il tono. Possiamo aumentarne il volume e il ritmo dell’eloquio, se è una donna proviamo a sentire, che effetto ci fa facendola parlare con un tono di voce maschile molto profondo e con ritmo lento, oppure con voce stridula  veloce ancora, con voce soave, calda eccetera.

Ma questo è solo un esempio fra i tanti possibili, mettete in moto la vostra creatività e sbizzarritevi il più possibile. Non vi fermate alle prime difficoltà sappiate che: più si prova, più diventa facile ed in ultimo ci possiamo anche divertire.

Tutti gli esercizi di cui abbiamo accennato e accenneremo nel nostro piccolo manuale, il loro apprendimento e la riuscita positiva, sono facilitati se vengono fatti in piccoli gruppi di tre quattro persone

Abbiamo imparato ad unire l’immagine e il suono in modo creativo

Ripetiamo questo esercizio varie volte per almeno tre o quattro giorni; ciò è importante per richiamare la funzione visivo-auditiva - costruita.

 

Sistema cenestesico

Passiamo al sistema cenestesico / Kinestesico occhi rivolti in basso a destra

In questo sistema rappresentazionale gli esercizi si suddividono in esterni ed interni

Il sistema cenestesico si suddivide in due parti:

la prima appartiene al nostro rapporto con il mondo esterno quindi, il contatto del nostro corpo con gli oggetti, gli altri corpi, le variazioni termiche dell'ambiente, il bagnato e l'asciutto ecc.;

Vi sono migliaia di cellule sensoriali che fanno per noi un lavoro immenso, esse ci informano costantemente, attirando la nostra attenzione, sulle diverse variazioni. Tutta la superficie del nostro corpo è estremamente sensibile ma, non tutta allo stesso modo e con differenze tra una persona e l’altra .

Molto spesso siamo consapevoli del tatto solo quando utilizziamo le mani mentre maneggiano un oggetto ma, se poniamo ed es. ora! la nostra attenzione sui nostri piedi dentro le scarpe, non possiamo fare a meno di pensare a quanto sono comode o al contrario sentiamo il bisogno di togliercele al più presto per quanto sono scomode.

Agli indumenti che indossiamo ora, alla sedia su cui siamo seduti. Spostando la nostra consapevolezza, ci accorgiamo subito che le cose sono molto diverse, che tutto il nostro corpo è sensibile al tatto.

 

1) Esercizi cenestesici esterni

Riconsideriamo ancora una volta, gli oggetti che abbiamo utilizzato nell'esercizio sulla visualizzazione, solo che, ora impariamo a conoscere l'oggetto esclusivamente con il tatto.

Allora prendiamo tra le mani l'oggetto, (ad occhi chiusi), ed iniziamo a toccarlo con attenzione e: liscio, ruvido, di metallo, di plastica, di carta, di vetro, è leggero, pesante, caldo, freddo ecc..

Possiamo fare l’esercizio della cenestesi con tutto il nostro corpo es.. camminare a piedi scalzi in casa o nel giardino, rotolare sul pavimento, percepire le sensazioni nel contatto con un’altro corpo, facciamo attenzione alle variazioni di calore, alla diversa sensibilità della nostra pelle,  come cambia da una parte all'altra del nostro corpo ma, anche al suo aspetto: è liscia, ruvida ecc…

Provate a sbizzarrirvi per qualche giorno.

 

2) Esercizi cenestesici ricordati

Anche il corpo ha la capacità di ricordare e di creare stati cenestesici del passato. Ad esempio prendiamo un'esperienza abbastanza comune e che la maggior parte delle persone ha potuto fare come: il contatto del corpo con la sabbia, con l'acqua del mare, una giornata in montagna e tante altre esperienze che si sono fatte.

Rammentiamo un'esperienza del nostro passato oppure immaginiamo ora, di entrare in un locale affollato dopo essere stati fuori all’addiaccio, in una giornata d’inverno molto fredda, cosa vi succede! State diventando rossi in volto, il cappotto vi sembra una corazza da antichi romani, si presentano tante sensazioni che ci sembra di ri-essere in quella particolare situazione.

In passato, una caduta dalla bicicletta ci siamo scorticati un ginocchio... una spalla... Andiamo insieme indietro nel tempo per riportare alla memoria un'esperienza simile.. ed ecco che, il dolore di quella caduta.. è ritornato.. sembra che il tempo non sia passato, questo è il ricordo del nostro corpo o meglio della nostra mente corporea. Ma, possiamo rivivere anche stati di benessere… e richiamare alla mente corporea l’esperienza di uno stato di rilassamento, di un massaggio, di un momento molto eccitante ecc… Continuate per qualche giorno ad esercitarvi.

 

Nella seconda parte del sistema rappresentazionale cinestesico deve essere presa in considerazione la parte interna del nostro corpo ed in questo caso il sistema neurovegetativo che ha uno stretto legame con le emozioni che il soggetto vive in quel determinato momento ma non solo, il disagio emotivo si ripercuote in modo particolare su questo sistema è allora! Abbiamo il neonato che si esprime attraverso i disturbi gastrointestinali, il bambino con il mal di pancia perchè non vuole andare a scuola o altro, il terrore notturno, l'adolescente con comportamenti antisociali e così di seguito.

Ma le sensazioni interne non sono solo negative vi sono anche aspetti positivi in relazione alle emozioni piacevoli.

 

3) Esercizi cenestesici interni

Entriamo qui nel campo delle sensazioni emotive. Tutti facciamo esperienza degli effetti positivi e negativi degli stati emotivi e della loro influenza sul nostro sistema somatico. Ad esempio affrontare un esame, un colloquio di lavoro, parlare in pubblico, la prima volta nella relazione sentimentale ecc..ecc.. Sono molte le situazioni.

Riportiamo alla nostra memoria una situazione simile a quelle descritte, cercate un’emozione positiva non troppo forte … e.. mentre la ri-vivete … fate attenzioni alle parti interne del vostro corpo.. alle tensioni.. es.. il respiro … le sue varie sensazioni, al ritmo del vostro cuore.

Questo breve esercizio ci aiuta a capire quali sono le nostre parti più sensibili alle emozioni.

Ora consideriamo, anche se sono accorpati al sistema cinestesico, i due sistemi rappresentazionali che a mio avviso sono molto utili per richiamare esperienze del passato e stimoli del presente:

 

il primo è l'olfatto

ingiustamente ci ricordiamo dell'odorato solo quando facciamo dissertazioni sui ferormoni che secernono un particolare odore, del quale noi non abbiamo coscienza, che spinge gli essere umani e tutte le altre specie al coito, un sistema certamente molto sofisticato, utilissimo per la conservazione della specie. Ma al di là di questo è forse, anche per tante altre cose di cui ancora non conosciamo l'esatta funzione.

Non possiamo far finta di niente quando passiamo davanti a una panetteria al mattino con il pane appena sfornato, il profumo ci inebria, ci stimola sensazioni e ricordi. Certamente vi sono anche situazioni in cui il profumo non è più un profumo ma, puzza, (muffa, deterioramento alimentare ecc..), pericolo, (gas, ammoniaca eccetera).

Ma facciamo anche qui un piccolo esercizio:

possiamo ad esempio ricordare un profumo della nostra infanzia ad esempio: la casa della nonna oppure, qualche particolare profumo che ci risveglia ricordi e sensazioni piacevoli.

Ma, possiamo anche divertirsi a immaginare di avere in mano un fiore profumato ad esempio una rosa, oppure l'odore dell'aglio fresco e della cipolla. Credo che se date corpo alla vostra fantasia, non avete il tempo di annoiarvi.

 

Il secondo sistema è il gusto

Facciamo subito qualche esempio concreto, per quanto riguarda il passato, possiamo ricordare il sapore di qualche cibo particolare di cui eravamo ghiotti che ci preparava la mamma, oppure la nonna quando andavamo a trovarla, il gusto dell'assaggio di quel particolare cibo.

Ma sicuramente sono molte le esperienze che ognuno di noi può richiamare alla memoria che, appartengono alla propria infanzia e alla propria adolescenza.

Proviamo ora a fare qualche esercizio insieme per richiamare i sistemi dell'olfatto e del gusto possiamo restare nel presente oppure risvegliare ricordi del passato.

Per due o tre giorni vi consiglio di fare esercizi su questi due importanti sistemi rappresentazioni dell'olfatto e del gusto.

 

Esercizio n°2

Pensiamo o immaginiamo uno per volta, le seguenti situazioni:

Immaginiamo di assaggiare una fetta di limone, al suo sapore acro, dall’odore pungente, facciamo attenzione a tutte le variazioni.

Al nostro piatto preferito.

Al nostro profumo preferito.

Agli odori dei nostri abituali ambienti.

Sbizzarritevi tranquillamente su questi due sistemi, sicuramente scoprirete che sono associati a molte delle vostre esperienze del passato ma, anche della vita quotidiana, basta qui ricordare il cibo che mangiamo ogni giorno con i suoi sapori e i suoi odori, a quello che per qualsiasi ragione al mondo non riusciamo a mangiare e non desideriamo nemmeno sentirne l'odore.

 

Occhi rivolti in basso a sinistra modalità auditiva interna digitale, dialogo interno A = i,d. La persona parla a se stessa.

Nel sistema Auditivo hanno rilevanza suoni e rumori, registra come “suonano” le informazioni, e spinge a costruire dialoghi per organizzare le percezioni.

Se, volgiamo una sincera attenzione dentro di noi, prendiamo subito coscienza delle nostre incertezze e certezze, ci accorgiamo che siamo abili nella negazione delle nostre incertezze; Pur di non ammetterle per non affrontarle ci auto-emarginiamo limitando la nostra libertà, spesso anche quella delle persone che ci stanno vicino o che amiamo di più.

Proviamo a uscire da questa gabbia, sono sicuro che c’è la facciamo.

Ora facciamo un esercizio utilissimo per passare dallo stato di disagio attuale ad uno desiderato. Così prendiamo subito coscienza dell'importanza della Pnl per il cambiamento.

 

Esercizio N°3 una ristrutturazione in quattro fasi

Troviamoci un posto tranquillo senza essere disturbati, rilassiamoci e creiamo una rappresentazione realistica di noi stessi, il più completa possibile includendo anche le nostre attuali difficoltà. Senza timori facciamoci le domande che seguono, mettiamoci in ascolto e attendiamo. Fate attenzioni alle immagini, alle sensazioni e parole.

Prima di entrare nel pieno dell'esercizio cerchiamo di mettere a fuoco nella nostra mente i problemi che vogliamo cambiare. Più è specificato nella nostra mente ciò che desideriamo, più riusciamo a costruire un'alternativa realistica.

Facciamoci le seguenti domande in prospettiva di ottenere il cambiamento desiderato:

Come sarei se avessi già superato i miei problemi?

Come mi vedrei?

Come camminerei?

Come respirerei?

Come risponderei alle persone?

Facciamo un’immagine completa di come saremo... e di come agiremo diversamente...

Dopo aver risposto alle domande:

1) mettiamo le immagini, le sensazioni e le parole del “disagio che desideriamo cambiare” e quelle “come diventeremo” sul palmo della mano sinistra.

2) Ripercorriamo il tragitto delle immagini, delle sensazioni e le parole che mostrino come abbiamo raggiunto il risultato desiderato.

Facciamo in modo che vi siano tutti i piccoli passaggi che ci hanno condotto all’obbiettivo e mettiamole sul palmo della mano destra.

3) Se siamo sicuri di essere riusciti a fare l’esercizio in modo corretto, battiamo le mani insieme e teniamole unite con forza.

4) Portiamo le mani unite vicino al petto e immaginiamo che tutta questa rappresentazione entri nel nostro corpo muovendosi all'interno fino a toccare ogni parte di noi.

E’ possiamo incominciare a percepire in noi qualcosa di nuovo... che invade tutto il nostro corpo apportando un grande beneficio e una maggiore consapevolezza, ringraziamo noi stessi e diciamoci: me lo merito!.

Facciamo attenzione alle sensazione che proviamo, amplifichiamole facendole girare dentro di noi velocemente .

E mentre lo facciamo, decidiamo quale è il primo passo da compiere... e cosa buona mettere in atto subito qualche piccolo cambiamento ciò, è importante in quanto da al nostro cervello la giusta direzione da seguire. Ricordiamoci che tutte le cose se non sono seguite dall'azione tendono a perdere quella forza propulsiva iniziale per affievolirsi giorno dopo giorno, ritrovandoci nella medesima situazione, rafforzando tutti gli aspetti negativi.

 

 

3° Parte

Il linguaggio e la comunicazione non verbale

E’ attraverso la  comunicazione con l’altro che l’essere umano fa esperienza del mondo. E’ proprio tramite  l'utilizzo di questa importante capacità umana che ognuno di noi interagisce quotidianamente nelle diverse situazioni della vita. Sono le relazioni sociali, famigliari e amicali che motivano l’individuo a programmare per raggiungere obiettivi e risultati a medio e a lungo termine.  Attraverso il linguaggio apprendiamo abilità e competenze varie. Impariamo attraverso il rispecchiamento con l'altro, a calibrare la nostra personalità e a relazionarci per costruire rapporti stabili, affettivi e professionali.

La comunicazione è il potente strumento psicologico che, nel bene e nel male, può essere utilizzato per:

a)      influenzare e motivare la persona ad assumere comportamenti e convinzioni altre.

b)      dirigere,  controllare e manipolare gli altri;

Ne sono un esempio la pubblicità la quale enfatizza modelli di consumo e comportamenti sociali e la retorica politica, al di là degli aspetti ideologici politici. Tutti i mass media nella società moderna sono importanti strumenti di manipolazione.

L'uomo e tutti gli esseri viventi che abitano su questo pianeta, compreso il mondo vegetale,  hanno uno specifico modo di comunicare, l'essere umano è quello che ha gli strumenti più sofisticati e raffinati, questo grazie allo sviluppo del suo cervello e degli organi preposti alla fonazione.

Ma la comunicazione non avviene solo col linguaggio parlato essa assume peculiarità soprattutto nel linguaggio non verbale, che si realizza attraverso la gestualità  e la mimica che accompagnano l’eloquio.

La posizione spaziale del corpo in relazione all’altro, allo spazio  e all’ambiente, le espressioni del viso, il modo di vestire e la cura della propria persona sono altrettanti modi significativi per rapportarsi all'altro, al gruppo, alla società intera.

C'è un legame tra le modalità di raccolta, progettazione dei sensi ed il modo in cui “pensiamo e codifichiamo” il mondo. Quello che percepiamo con i nostri sistemi rappresentazionali, lo traduciamo in rappresentazioni interne che utilizziamo per costruire una nostra personale mappa di riferimento con pensieri e convinzioni che influenzano il nostro comportamento in rapporto all’altro e all’ambiente in cui viviamo.

Quando parliamo scegliamo inconsciamente o automaticamente le parole,  (i verbi, gli avverbi, i sostantivi e gli aggettivi), le quali  indicano le parti del mondo e dell’esperienza che abbiamo disponibile nella nostra mappa di riferimento, in cui abbiamo accesso in quello specifico momento.

I predicati:  l’insieme di sostantivi, verbi, aggettivi ed avverbi che utilizziamo più spesso quando ci esprimiamo, indicano e rispecchiano all’esterno il nostro sistema rappresentazionale preferenziale, (il quale non è esclusivo), che come abbiamo accennato nei capitoli precedenti, può essere visivo, auditivo o cenestesico (VAC).

Se  raffiniamo le nostre capacità e facciamo attenzione alla verbalizzazione del nostro interlocutore possiamo individuarne con esattezza il suo sistema rappresentazionale preferenziale. Quanto accennato ci permette di sintonizzarci velocemente con il nostro interlocutore rendendo più efficace e fluida la comunicazione e la comprensione del linguaggio e del pensiero utilizzati.

Ma, gli esseri umani si esprimono ed evidenziano il loro pensiero, oppure lo negano, anche attraverso la postura del corpo, il tono della voce e la gestualità, conoscere e comprendere quest’altro aspetto della comunicazione assume una grande importanza, in questo caso, più che nei rapporti intimi e amicali confidenziali,  è utile in diverse situazioni sociali e professionali come:

a)      nella vendita;

saper comunicare e ascoltare ci permette di entrare in sintonia con il cliente, capirne e comprenderne le necessità reali, le capacità di utilizzo di uno strumento o di un certo prodotto, per potergli  vendere quello di cui ha veramente bisogno, con la soddisfazione di entrambi.

b)     nelle relazioni di aiuto;

Apprendere ed essere un supporto utile, capaci di presa in carico della persona in difficoltà sbloccandola dallo stato di crisi, aiutandola a ricostruire l’autostima e la fiducia nelle proprie possibilità e capacità di poter andare avanti nella vita. 

c)      nel rapporto medico paziente;

Essere un supporto essenziale nell’aiuto per la gestione dalla malattia cronica e nell'utilizzo appropriato della terapia farmacologica, per una diagnosi corretta, per la gestione emotiva e la necessità di rassicurazioni del paziente.  

d)     nell'insegnamento;

La qualità dell’apprendimento scolastico, del buono o scarso rendimento  dell’alunno presenta molte variabili le quali spaziano:

a)      dalla personalità e capacità dell’insegnante e alla sua padronanza della materia d'insegnamento, alla scarsa capacità  di configurarsi come un educatore che, volente  o nolente, influenza il comportamento e rendimento dello studente.

b)     Certamente le caratteristiche della cultura famigliare degli alunni e l’ambiente di vita sociale sono fattori che incidono sul rendimento scolastico generale.

c)      L’esito positivo dell’alunno è talvolta strettamente connesso ai primi  giudizi e pregiudizi dell’insegnate e del gruppo classe nei  confronti dello studente.

In tutti i  campi e attività nelle quali sono coinvolti degli esseri viventi sia, nei micro che nei macro sistemi, compreso il mondo vegetale, la competenza comunicativa assume un'importanza capitale.

 

Guardiamo in modo più specifico come sono utilizzati i  sistemi rappresentazionali.

 

Per la persona che utilizza il sistema visivo;

a)      Le persone che utilizzano in modo preferenziale il sistema visivo,  oltre all'utilizzo di una verbalizzazione che ne rispecchia il sistema rappresentazionale, nella comunicazione non verbale presenta la seguente postura o portamento del corpo.

Seduto o in piedi presenta: tronco eretto e spalle alzate, ha una respirazione toracica alta. Nell’esprimersi accompagna all’eloquio ampie gesticolazioni in alto, come a disegnare nell’aria quanto sta dicendo,  talvolta si tocca gli occhi esprimendosi con frasi:  

“ho notato la tua delusione!”

oppure si strofina gli occhi e il dorso del naso, pronunciando frasi come:

“fammi un po’ vedere”.

Ha una voce con tono alto e nasale con timbro acuto e ritmo veloce del discorso,.

 

 

 

 

La verbalizzazione prevalente del soggetto visivo è:

vedere, immaginare, sembrare, illuminare, colorare, arrossire, sbiancare, intravedere, scorgere, adocchiare, nascondere, visualizzare, focalizzare, ammirare, scrutare, guardare, chiarire ecc.

I sostantivi:

vista, visione, visuale, panorama, occhio, occhiata, sguardo, luce, luminosità, oscurità, buio, colore, focalizzazione, tinta, tono, apparizione, immagine, figura, aspetto, immaginazione, impressione, apparenza, splendore, prospettiva.

Gli aggettivi:

luminoso, scuro, chiaro, brillante, lucente, opaco, colorato, ombreggiato, ombroso, intravisto, visto, scomparso, ammirato, ammirabile, osservato, pallido, candido, rigato, abbellito, configurato, trasparente, limpido, dorato, fosco, splendente, roseo, inimmaginabile …

Avverbi e locuzioni avverbiali:

chiaramente, apparentemente, oscuramente, brillantemente, limpidamente, evidentemente, visibilmente, candidamente, ad occhio, a prima vista …

Espressioni più comuni:

Vedere tutto rosa, avere un punto di vista, senza ombra di dubbio, un approccio miope, un progetto nebuloso, vedere allo stesso modo, mettere a fuoco, essere di umor nero, dare un’occhiata, mettere nero su bianco, condurre una vita grigia, combinarne di tutti i colori.

Per la persona che predilige il sistema auditivo;

Il soggetto che utilizza in modo preferenziale il sistema auditivo presenta nella postura, la tendenza a inclinare il corpo di lato con le spalle indietro. Presenta una leggera tensione muscolare uniforme, con movimenti ritmici del capo in orizzontale. Posizione “al telefono” (testa inclinata sul lato destro). A volte può esserci un movimento circolare del dito intorno all’orecchio, mordicchiarsi le dita e schioccare la lingua.

Il suo modo di parlare è uniforme, ritmico, con tono medio con parole ben enunciate. Ha un timbro chiaro e squillante. Musicalità e armonia.

Il soggetto ha una respirazione uniforme a livello addominale o con tutto il torace.

Verbi di maggiore utilizzo:

sentire, ascoltare, udire, bisbigliare, parlare, urlare, chiacchierare, ronzare, sussurrare, scricchiolare, spettegolare, chiedere, domandare, rispondere, replicare, interrogare, raccontare, narrare, suonare, amplificare, origliare, divulgare, confidare, riferire …

Sostantivi:

udito, dialogo, ascolto, orecchio, suono, rumore, parola, discorso, musica, melodia, canto, domanda, risposta, chiacchiericcio, brusio, urlo, relatore, rombo, rimprovero, grido, botto, sussurro, sviolinata, silenzio, canzone, ritmo, tonalità, nota, eco

Aggettivi:

ripetuto, detto, affermato, chiesto, ritmato, scandito, parlante, melodioso, armonico, disarmonico, stonato, silenzioso, rumoroso, armonioso, dissonante, amplificato.

Avverbi e locuzioni avverbiali:

musicalmente, verbalmente, a parole, a orecchio, silenziosamente, rumorosamente.

Espressioni:

mettere la pulce nell’orecchio, fare orecchi da mercante, avere voce in capitolo, correre voce che, fare appello a, parola chiave, prestare orecchio, essere sulla stessa linea d’onda.

Per la persona che usa di preferenza il sistema cenestesico

Il cenestesico presenta una postura incurvata con una respirazione addominale, un tono di voce basso con lunghe pause. Nella ricerca interna delle informazioni  guardano a terra  e gesticolano in basso.

Verbi:

toccare, tastare, grattare, afferrare, accarezzare, manipolare, fare, forgiare, plasmare, usare, impastare, pungere, premere, lisciare, modellare, solleticare, premere, urtare, muovere, stringere, scaldare.

Sostantivi:

concretezza, presa, tocco, manipolazione, spigolosità, ruvidità, morbidezza, mollezza, pesantezza, brivido, calore, freddo, gelo, pelle, mano, spessore, materia, peso.

Aggettivi:

concreto, morbido, spesso, ruvido, caldo, freddo, pesante, leggero, liscio, vellutato, duro, avvolgente, rimescolato, impastato, baciato, appiccicoso, fresco, levigato, increspato, indurito, raffreddato, scaldato, palpabile.

Avverbi e locuzioni avverbiali:

concretamente, caldamente, gelidamente, freddamente, impercettibilmente, duramente, sofficemente, ruvidamente, teneramente, pesantemente, leggermente.

Espressioni:

toccare con mano, mettersi in contatto, la pelle d’oca, avere un peso sullo stomaco, avere i piedi per terra, avere tatto, avere modi ruvidi, fare il duro, afferrare il concetto.

Consideriamo ora il canale gustativo;

Verbi:

amareggiare, addolcire, gustare, assaporare, condire, degustare, mangiare, inasprire, digiunare, dissetare, saziare, pregustare, inacidire, salivare, stuzzicare...

Sostantivi:

asprezza, dolcezza, gusto, bontà, delicatezza, acidità, zuccherino, sapore, amarezza, lingua, palato, saliva, acquolina, appetito, sazietà …

Aggettivi:

dolce, amaro, aspro, salato, amarognolo, acido, stucchevole, stomachevole, dolciastro, appetibile, disgustoso, nauseante, cremoso, piccante, gustoso, appetitoso, prelibato, frizzante, insipido, rancido, succoso, appetibile, zuccherato …

Avverbi:

dolcemente, amaramente, saporitamente, aspramente, gustosamente..

Espressioni:

scherzi di cattivo gusto, rimanere a bocca asciutta, avere il dente avvelenato, essere di bocca buona, non avere peli sulla lingua, un conto salato.

 

Canale olfattivo;

Verbi:

odorare, annusare, profumare, puzzare, fiutare, subodorare, aromatizzare

Sostantivi:

naso, fiuto, odore, profumo, fragranza, sentore, esalazioni

Aggettivi:

profumato, acre, inebriante, fragrante, odoroso, speziato, puzzolente, aromatico, soave, vanigliato, balsamico

Avverbi e locuzioni avverbiali:

profumatamente, a naso, soavemente, a fiuto …

Espressioni:

avere la puzza sotto il naso, avere buon naso, giudicare a naso, avere fiuto, fiutare l’inganno.

Esercizio:

Per ogni sistema rappresentazionale fate il seguente esercizio ciò  è utile per comprende la posizione del nostro corpo nelle diverse modalità di pensiero.

Fate attenzione al vostro modo di esprimervi, non verbale,  pensando e parlando con un amico, parente in modalità visiva es. si può parlare di una passeggiata fatta di recente di ciò che si è visto dei colori. Dopo passiamo alla modalità auditiva, poi cenestesica, gustativa e in ultimo olfattiva.   Prendete  nota della modalità  di amici e perenti. Per conto vostro cercate altre frasi dai testi e aforismi, analizzateli prendendo in considerazione i verbi, gli aggettivi, ecc.

Quale è sistema rappresentazionale di riferimento dell’autore.

E’ anche un ottimo metodo per allargare la propria competenza.

 

Il linguaggio non verbale (CNV)

Un altro fattore importante nella relazionalità degli esseri viventi è il linguaggio non verbale (CNV), insisto sul “concetto di esseri viventi”, in quanto ritengo che tutti gli organismi biologici, dai più piccoli ai più grandi e intelligenti, di cui l’uomo “sembra” essere l’espressione massima, comunicano all’interno della loro specifica specie in modo vario e molto sofisticato.

Il mondo biologico si regge sulla comunicazione. E’ una rete costantemente interconnessa, un sistema multiforme di elaborazione della comunicazione.

le piante ad esempio: comunicano tra loro attraverso le radici con un sofisticato meccanismo biochimico, simile ai neuroni del cervello ma, se guardiamo e analizziamo la natura gli esempi che potremmo descrivere sono infiniti, la natura utilizza: i colori, gli odori, i comportamenti, i rumori, la chimica, la reciprocità nella diversità delle specie.

Come abbiamo già potuto constatare nei capitoli precedenti il sistema non verbale integra quello verbale completando o negando il contenuto del pensiero durante l'eloquio.

Talvolta con le parole nascondiamo i nostri intenti o le emozioni che possono essere percepite dagli altri attraverso il nostro linguaggio non verbale

La comunicazione non verbale è l’insieme degli atteggiamenti, dei gesti e della postura del corpo, dell’espressioni facciali, del tono e ritmo della voce che, accompagna l’eloquio.

Anche nella comunicazione non verbale abbiamo una classificazione in cinque sistemi;

vocale:

l'intonazione, l’intensità, ritmo e tono della voce;

cinestesico:

che appartiene ai movimenti del corpo, della postura, della gestualità delle mani e delle espressioni facciali;

aptico: (apto = tocco)

del toccare: più caratteristico nei rapporti amicali e confidenzialità, contatto fisico come la pacca sulla spalla, l'abbraccio;

prossemica:

stabilisce la distanza e vicinanza possibili nello spazio personale di ciascuno relativamente alle diverse situazioni relazionali. La distanza o la modalità di occupare lo spazio tra l’emittente e destinatario della comunicazione. Vi è una zona di spazio personale tra i soggetti che comunicano in modalità faccia a faccia, la quale è penetrabile per ciascuno solo dalle persone affettivamente vicine altrimenti scatta l'allarme. Quindi esiste una distanza rappresentativa dell'alternativa "bisogno di indipendenza" verso "vicinanza delle persone care".

Per ultimo abbiamo il cronemico che stabilisce il tempo della comunicazione ma, anche questo dipende dalla relazione tra le persone e da molte variabili es: un conto è una relazione tra due adolescenti amici altro, è quella tra un dipendente e il suo capo o tra lo studente e il professore, tante sono le situazioni che si svolgono nella società, nel mondo del lavoro eccetera.

Cronemico è il modo di concepire ed organizzare il tempo soggettivo della discussione, nel discorso le pause il ritmo l'alternanza dei turni tra chi parla chi ascolta, rispecchiano il tempo soggettivo della conversazione. Certamente una comunicazione efficace deve rispettare i tempi altrui.

Studi dimostrano che nella comunicazione interpersonale il messaggio trasmesso dalle parole ha minore rilevanza, rispetto quello che viene trasmesso attraverso la postura, il tono e ritmo della voce. Nel nostro mondo occidentale assumono grande importanza anche l’abbigliamento, il trucco e i profumi.

Attraverso il linguaggio non verbale comunichiamo all’ambiente circostante, a chi ci sta intorno i nostri stati d’animo, le emozioni di gioia, dolore, paura, eccitazione, stupore, fastidio, ansia ecc.

 

Esempio di qualche segnale non verbale

Nell’attenzione che una persona mostra nella situazione d’ascolto, possiamo capire il suo interesse dalla postura del corpo es: portare il busto in avanti può essere interpretato come indice di attenzione per l’argomento di cui stiamo discutendo ma, questo e tutti i possibili comportamenti variano certamente dall’origine culturale di ciascuno.

Il gradimento o un possibile atteggiamento seduttivo può essere ed esempio, legato alle labbra e ai cosiddetti baci analogici o mordicchiarsi le labbra, lo sguardo languido.

Giocherellare con l’anello, un braccialetto o altro oggetto personale, può indicare interesse per l’interlocutore ma, certamente ciò è indicativo, ogni cultura ha sviluppato nel tempo i suoi modi di esprimersi anche nella comunicazione non verbale

Conoscere la comunicazione non verbale può essere un sistema per decodificare la comunicazione del nostro interlocutore entrare in rapporto empatico. L’empatia assume una grande importanza nelle relazioni umane a qualsiasi livello della scala sociale: nei rapporti politici, internazionali, commerciali, essa crea stati di vicinanza, simpatia, fiducia reciproca, appartenenza affettiva.

Ma, per capire meglio il linguaggio non verbale è necessario affinare la nostra attenzione esterna attraverso i sistemi rapppresentazionali quindi:  ( V. A. K. O. G. esterni). In questo caso l’attenzione deve essere rivolta verso il nostro interlocutore ed evitare il dialogo interno, se si hanno dei dubbi è necessario chiedere chiarimenti, onde evitare facili generalizzazioni e l'attivazione di pensieri pregiudiziali, funzioni che si attivano facilmente quando si è di fronte a persone che non si conoscono o che sono diversi per razza, per condizione sociale e altro.

E’ necessario fare attenzione ad un eccesso di generalizzazione talvolta il cambiamento di postura ha tutt’altra origine come: alla sedia, all’indolenzimento del corpo ecc..

4° Parte 

le submodalità: cosa sono e come ci possono essere utili

 

Nell’ambito della struttura dell'esperienza soggettiva, trattiamo in questa parte delle submodalità. Mentre le modalità sono i sistemi rappresentazionali visivo, auditivo, cinestesico, olfattivo e gustativo, che sono l’aspetto più semplice. Come abbiamo già accennato nelle parti precedenti, le informazioni ci giungono dall’esterno tramite i cinque sensi ma, con gli stessi le elaboriamo internamente.

Dentro di noi vediamo immagini, udiamo suoni e proviamo sensazioni. Quando la programmazione neurolinguistica iniziò a studiare l'esperienza soggettiva, scoprirono che la struttura dei significati si manifesta nella sequenza specifica dei sistemi rappresentazioni usati dalle persone, per elaborare le informazioni.

Queste sequenze di sistemi rappresentazionali sono chiamate strategie, poi si scoprì che l'intensità del significato ha un legame diretto con le sue modalità o elementi, di un dato sistema rappresentazionale.

Per esempio, nel ricordare un'esperienza piacevole il grado di piacere collegato al suo ricordo è una conseguenza diretta del colore, della dimensione, della luminosità e della distanza dall'immagine visiva che si ha nell'occhio della mente.

Le persone usano predicati (Verbi, avverbi, sostantivi e aggettivi) specifici del sistema rappresentazionale nelle quali agiscono, quindi usano espressioni quali: "Lei mi ignora completamente", "non vedo nessuna alternativa", oppure "sto cercando di affrontare il problema". Se prestiamo attenzione, appare evidente che il linguaggio usato comunemente dalle persone è più specifico.

Le sub-modalità sono la struttura essenziale e particolare delle rappresentazioni dei nostri cinque sensi, quindi sono strettamente legate ai sistemi rappresentazionali anzi, né sono l’espressione profonda e reale, che però non possiamo conoscere se, non facendo una serie di domande di specificazione al nostro interlocutore.

Quando chiediamo a una persona di parlarci di una sua esperienza del passato, bella o brutta che sia, attraverso il suo modo di esprimersi cappiamo qual’ è il canale di rappresentazione che utilizza ma, poi è necessario approfondire, per cercarne le caratteristiche, se il soggetto ha una rappresentazione visiva, auditiva o cinestesica dell'esperienza, (es. era una bella giornata di sole al mare), allora in questo caso le sub-modalità importanti sono: la luminosità della giornata di sole e la temperatura; Il colore del mare e il suo stato di quiete oppure se mosso e spumeggiante; abbiamo una descrizione verbale con verbi, gli avverbi sostantivi e aggettivi che appartengono alla modalità visiva e cenestesica;

Ma se il nostro interlocutore ha come preferenza rappresentazionale la modalità auditiva, ci parlerà in modo particolare dei i rumori del mare, dello svolazzare dei gabbiani, del vociare delle persone che gli stavano vicino.

Nel soggetto che preferisce la modalità cinestesica, il linguaggio del racconto di quell'esperienza fatta al mare, sarà caratterizzato da espressioni come: calore del sole, acqua fredda o tiepida del mare ecc. certamente questo è un esempio estremo perché la maggior parte delle persone predilige si, un sistema rappresentazione ma li utilizza tutti per esprimere l’esperienze.

 

Ma, a cosa serve conoscere le sub-modalità?

Le sub-modalità sono la struttura dell’esperienze richiamate alla memoria e rispondono alle seguenti domande: Che cosa? Con chi? Quando? Dove? Esempio:

“ Ieri sono andato con un mio vecchio amico a mangiare una pizza al piatto  alla nuova pizzeria in via x”

Per le persone che utilizzano in modo preferenziale il sistema visivo, le sub-modalità sono anche esse visive, le caratteristiche delle immagini che vedono quando raccontano un avvenimento della loro esperienza; mentre gli uditivi, risentono i suoni e parole udite e le sue caratteristiche, così è per le cinestesicheche appartengono alle percezioni tattili esterne e interne propriocettive, si possono richiamare i contatti e le varie sensazioni emotive.

Ma, anche per l’odorato e il gusto, come abbiamo già detto prima, hanno la loro importanza.
Quando ci apprestiamo ad aiutare un cliente ma, anche per aiutare sé stessi, dobbiamo indagare le proprietà delle sub-modalità: delle immagini, dei suoni, delle sensazioni, dell’odorato e del gusto, delle esperienze memorizzate che influenzano il nostro comportamento, trasmettendoci convinzioni in merito a qualcosa.

Considerando lo stato di disagio di una persona, in relazione a un'esperienza negativa del suo passato, le sub-modalità sono di grande importanza per aiutarlo a cambiare e modificare il ricordo di quell'esperienza del passato, che ancora lo tormenta, per superare il blocco psicologico e la conseguente sofferenza.

Tali informazioni che sono memorizzate, cosi come sono state acquisite, sotto forma di immagini, suoni o sensazioni.

Quindi ogni immagine, suono o sensazione presenta caratteristiche sub-modalità riproponendo qui ed ora l’esperienza effettiva fatta.

Ad esempio se vogliamo cambiare un‘immagine che richiama un’esperienza ansiosa o negativa, che nella nostra memoria si presenta: grande, ben visibile e al centro del proprio spazio personale oppure piccola ecc., possiamo provare a spostarla ad es: alla destra del nostro schermo personale, sfuocarla o renderla ancora più grande e nitida da entrarci dentro; un suono potrebbe avere un volume alto o basso, una sensazione potrebbe essere più o meno intensa. Cambiando deliberatamente alcuni aspetti della sub-modalità otteniamo una prospettiva diversa dell'esperienza che ci ha disturbato per diverso tempo.

Anche in questo caso dobbiamo considerare che ciascuno ha un suo particolare modo di processare l’esperienze. Per alcuni le cose che piacciono sono rappresentante come immagini grandi, con colori vividi e luminosi mentre, l’esperienze di disagio come immagini piccole in colori scuri.

Personalmente non amo i sistemi rigidi perché nell'essere umano, ciò che può essere piacevole per uno, può essere spiacevole dell'altro in relazione allo stato psicologico del momento.  

Ora qualche esercizio da usare per sé stessi e per familiarizzare con le sub-modalità:

Come abbiamo già appreso lungo l'arco del nostro manuale, per fare gli esercizi è bene trovare un posto tranquillo in modo da potersi rilassare e concentrarsi sull'esercizio che desideriamo fare, dopo di ciò, entriamo nella nostra mente e cerchiamo tra l’esperienze quella particolare situazione che ancora ci pesa e che spesso ce la ritroviamo davanti agli occhi della mente. Richiamiamo quest'esperienza, scrutiamola attentamente poi incominciamo a cambiarne alcuni aspetti ad esempio:

“è un'esperienza che è accaduta una sera all'imbrunire, che si ripresenta spesso, perché è il fenomeno di tutti i giorni. Quella oscurità ci dà fastidio, risveglia in noi sensazioni di disagio. Allora blocchiamo l'immagine davanti ai nostri occhi ed iniziamo a giocare con la sub-modalità della luce che aggiungiamo a quella oscurità, controlliamo che effetto ci fa, che sensazioni si lascia, che impressione ci fa”.

Possiamo richiamare qualsiasi esperienza che desideriamo cambiare utilizzando il piccolo elenco che segue sulle sub-modalità che è un inizio che potete ampliare come volete con l’aiuto di un buon vocabolario.

 

Submodalità visive (immagini)


Dimensione
Colore o bianco e nero
Posizione nel campo visivo (
sopra o sotto, in alto a destra, a sinistra, in basso etc...)
Distanza dall’immagine
Contrasto
Luminosità
Associazione o dissociazione

Film, immagine fissa o sequenza di diapositive
Messa a fuoco
Velocità
Durata
Tridimensionalità o immagini in due dimensioni
Presenza di sfondi definiti o di figure in primo piano
Immagini panoramiche o zoom di particolari
Provenienza e direzione della luce
Prospettiva
Saturazione dei colori
Inclinazione
Quantità di immagini
Rapporti tra le dimensioni
Lampeggiamenti

 

Submodalità uditive (suoni)


Volume
Ritmo (regolare, irregolare)
Timbro
Provenienza del suono (
da destra, da sinistra, dall’alto)
Suono lontano o vicino, smorzato, ovattato, chiaro, forte etc.
Durata
Cadenza
Frequenza
Suono continuo o interrotto
Suono associato o dissociato
Suono digitale (parole)
Fonte esterna o interna
Risonanza, eco, mono o stereo

 

Submodalità cinestesiche (sensazioni)

 

Intensità
Pressione
Localizzazione sul corpo della sensazione
Frequenza
Temperatura (
caldo, freddo)
Tensione muscolare Direzione della sensazione

Le prossime due o più parti, del corso di PNL per tutti saranno presto a disposizione- grazie per l'attenzione

5° Parte

6° Parte

 

Per contatti e chiarimenti, dissensi, critiche ecc... e-mail:

info@draulicinovincenzo.it

oppure

vincenzo.aulicino@tin.it

 

 

Dott. Aulicino Vincenzo